Il Movistar Team 2018 © Movistar Team
Il Movistar Team 2018 © Movistar Team

I team 2018: Movistar Team

Quintana, Valverde ed il neoacquisto Landa guidano in team focalizzato quasi esclusivamente sulle grandi corse a tappe

Nel World Tour probabilmente nessuna squadra ha un organico tanto sbilanciato quanto quello del Movistar Team. La squadra spagnola di Eusebio Unzué ha nei grandi giri il suo focus primario ed è infarcita di uomini con queste caratteristiche: anche per questo motivo, nonostante le vittorie di Valverde a Freccia e Liegi, i passaggi a vuoto al Tour e alla Vuelta rendono il 2017 un anno quasi deludente e che dovrà essere riscattato dal nuovo trio delle meraviglie con Landa ad affiancare Quintana e Valverde.

ROSA
Andrey Amador (Crc, 1986), Winner Anacona (Col, 1988), Jorge Arcas (Spa, 1992), Carlos Barbero (Spa, 1991), Daniele Bennati (Ita, 1980), Carlos Betancur (Col, 1989), Nuno Bico (Por, 1994), Richard Carapaz (Ecu, 1993), Hector Carretero (Spa, 1995), Jaime Castrillo (Spa, 1996), Victor De la Parte (Spa, 1986), Imanol Erviti (Spa, 1983), Rubén Fernández (Spa, 1991), Mikel Landa (Spa, 1989), Nelson Oliveira (Por, 1989), Antonio Pedrero (Spa, 1991), Dayer Quintana (Col, 1992), Nairo Quintana (Col, 1990), José Joaquín Rojas (Spa, 1985), Jaime Rosón (Spa, 1993), Eduardo Sepúlveda (Arg, 1991), Marc Soler (Spa, 1993), Jasha Sütterlin (Ger, 1992), Rafael Valls (Spa, 1987), Alejandro Valverde (Spa, 1980)

L’ANALISI

Nairo Quintana

CORSE A TAPPE: Questo è il punto di forza della squadra che ha davvero l’imbarazzo della scelta per i capitani. Nairo Quintana tornerà a concentrarsi al 100% sul Tour de France ma, oltre che dai rivali, dovrà guardarsi anche dalla concorrenza interna del neoacquisto Mikel Landa che, dopo il podio sfiorato l’anno scorso, reclama libertà per fare la sua corsa; in questo contesto bisogna anche considerare Alejandro Valverde che è pur sempre un uomo da podio. In caso di assenza delle tre stelle, o in loro supporto, non mancano corridori di qualità: il 24enne Marc Soler può essere la carta per il futuro assieme ad un altro nuovo innesto, Jaime Rosón; Andrey Amador, Eduardo Sepúlveda e Rafael Valls sono gregari solidi ed esperti, all’occorrenza utilizzabili anche come capitani mentre Rubén Fernández deve riscattarsi da un’annata poco brillante.

José Joaquín Rojas

VOLATE: Con tutta quell’abbondanza di uomini capaci di fare classifica nelle gare a tappe, è inevitabile che per i velocisti non ci sia spazio nella Movistar. L’unico come queste caratteristiche è José Joaquín Rojas che però con il passare degli anni si lancia sempre meno negli sprint a gruppo compatto dove comunque non è mai stato competitivo per la vittoria contro i migliori, neanche nei suoi giorni migliori. Lo spagnolo ha guadagnato in resistenza, spesso si fa vedere in fuga e in più lavora molto per i compagni di squadra su tutti i terreni avendo una buona resistenza in salita. Corridore rapido è anche Carlos Barbero che però predilige gli arrivi con una leggera pendenza a salire rispetto ai volatoni da gruppo compatto in pianura.

Imanol Erviti

PAVÉ: Altro settore terribilmente scoperto in casa Movistar: in Belgio, e zone limitrofe, l’obiettivo non sarà certo la vittoria. Nel 2016 Imanol Erviti ha centrato la top10 a Fiandre e Roubaix, entrambe le volte resistendo stoicamente dopo una lunga fuga: ripetersi sarà quindi difficilissimo. Una certa abilità al nord ce l’ha anche Daniele Bennati che potrebbe cercare un risultato per sé in mezzo a tanto lavoro per gli altri capitani:  l’anno scorso però corse solo Gent-Wevelgem e Roubaix. In casa Movistar ci sono anche due bei passistoni come Nelson Oliveira e Jasha Sütterlin: il portoghese vanta due top 20 al Giro delle Fiandre in carriera ed è pur sempre un segnale, il giovane tedesco invece ha più volte corso sul pavé in passato e potrebbe provare a salire di un gradino nelle prestazioni.

Alejandro Valverde

CLASSICHE: Tutto ruota attorno al rientro di Alejandro Valverde dopo il brutto infortunio dello scorso Tour de France: se il murciano dimostrerà di avere ancora la condizione della prima parte del 2017, allora sarà lui l’uomo da battere sulle Ardenne; in più questo sarà un anno importante per Valverde perché il Mondiale di Innsbruck potrebbe essere forse l’ultima occasione per conquistare la maglia iridata che gli è sempre sfuggita. Il potenziale per fare benissimo nelle classiche (come nelle corse a tappe) lo avrebbe anche Carlos Betancur ma dopo l’exploit del 2013 (3° alla Freccia, 4° alla Liegi) non si è più ripetuto. Da seguire l’ecuadoriano Richard Carapaz, corridore versatile ed in crescita: 2° a Larciano nel 2017, potrebbe trovare più spazio nelle gare di un giorno che non in quelle a tappe.

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