Adam Hansen, delegato del CPA © Luca Bettini - Bettiniphoto
Adam Hansen, delegato del CPA © Luca Bettini - Bettiniphoto

Polemiche per il caldo al Tour Down Under, Adam Hansen risponde ai colleghi

Nonostante l’anticipo di un’ora sull’orario di partenza la quarta tappa del Tour Down Under è stata nuovamente caratterizzata da temperature estreme e questo fatto ha causato non poche polemiche in gruppo: diversi corridori avrebbero voluto sospendere del tutto la corsa e se la sono presa con Adam Hansen in qualità di delegato del CPA, il sindacato dei corridori. L’esperto corridore australiano della Lotto Soudal, tuttavia, ha voluto rispondere ai colleghi che lo hanno attaccato in corsa difendendo il proprio lavoro e chiedendo più rispetto.

«I avuto reazioni miste dai corridori per il caldo di oggi. Sì, ci sono stati molti corridori che volevano fermare la corsa. Ma ce n’erano altri che volevano gareggiare. Addirittura un corridore spagnolo a cui ho chiesto se fosse troppo caldo mi ha detto che se fosse stato troppo caldo per alcuni di rispondere loro non iniziare la stagione al Tour Down Under. Quello che davvero non ho gradito è stato un corridore che dopo l’ultima salita mi ha urlato contro che tutti volevano fermarsi; gridava che fossi l’unico a voler correre con questo caldo. Sbagliato, quelli che si sono lamentati volevano fermarsi, a quelli tranquilli andava bene continuare. Controllate i fatti, non tutti condividono le vostre opinioni.

Quindi ascoltate. Io ho trascorso molto tempo con il CPA lavorando per voi. Ho pagato tutto di tasca mia e ho speso molto per cercare di aiutare i corridori. Non ho ricevuto un singolo euro dal CPA o dal denaro per i corridori: tutto ciò che ho fatto, l’ho fatto gratis. Non ho bisogno di sprecare il tempo personale a fare questo per trarne un beneficio. Per favore siate più rispettosi».

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