La vittoria di Jérôme Cousin alla Paris-Nice © Tim de Waele
La vittoria di Jérôme Cousin alla Paris-Nice © Tim de Waele

Un po’ pollo Politt, Cousin fa il galletto

Paris Nice, fuga in porto nella quinta tappa. Il tedesco della Katusha è troppo generoso, il francese della Direct Énergie lo beffa con poca classe

Tornare a vincere dopo sei anni di digiuno, eccettuato un titolo nazionale under 23, porta a compiere delle scelte tatticamente poco avvedute. Tornare a vincere dopo cinque di completo anni, invece, porta a compiere delle scelte tatticamente corrette. Ma decisamente poco eleganti. Questo, molto sinteticamente, il riassunto del finale della quinta tappa della Paris Nice 2018. Un giovane di talento che dà tutto, forse anche troppo; un onesto corridore di esperienza che dà poco, quasi nulla, e si bea della generosità altrui.

Tappa per velocisti, ma molti di essi non vi arrivano: stop anche per Groenewegen e McLay
Dopo la cronometro riservata principalmente agli uomini di classifica la Paris Nice torna, per l’ultima volta in questa edizione, a presentare un percorso favorevole ai velocisti. Ma l’altimetria della Salon de Provence-Sisteron di 165 km non è affatto terreno agevole, dati i tre gran premi della montagna posti nella prima metà di tracciato utili ad accumulare acido lattico nelle gambe delle ruote veloci.

Quattro i non partenti al mattino, tutti alle prese con sintomi influenzali. Rimangono in albergo il francese Maxime Bouet (Team Fortuneo-Samsic), l’austriaco Marco Haller (Team Katusha-Alpecin) e la coppia neerlandese del Team LottoNL-Jumbo composta da Lars Boom e Dylan Groenewegen. E la giornata no per i gialloneri non termina qui, dato che nel corso della giornata giunge il ritiro del norvegese Amund Grøndahl Jansen, così come abbandonano il britannico Daniel McLay (Team EF Education First-Drapac) e il belga Edward Theuns (Team Sunweb).

Quattro in fuga, il gruppo lascia spazio
Dopo il via delle 13.15 la fuga ha bisogno di una decina di km per prendere spazio: la compongono i francesi Jérôme Cousin (Direct Énergie), Nicolas Edet (Cofidis, Solutions Crédits) e Julien El Fares (Delko Marseille Provence KTM), accompagnati dal tedesco Nils Politt (Team Katusha-Alpecin). Il loro margine al km 15 è di 3’15”, che cresce fino a 3’45” al km 40, stabilizzandosi a 3’50” in vetta al Col du Pointou (km 49), cima conquistata da Cousin sul corridore di casa (abita a 50 km dal gpm) El Fares.

Ben maggiore l’andatura tenuta dalla fuga sul Col de Lagarde d’Apt, asperità decisamente complessa sia per lunghezza (11 km) che per pendenza media (7%): se nel plotone gli sprinter rimangono attaccati alla coda per un pelo, davanti l’accordo si mantiene e in vetta, vinta anche in questo caso da Cousin su Edet, il vantaggio è salito fino a 5’40”. Diminuisce invece a 4′ al gpm seguente, il Col du Négron (km 106), vinto anche questo da Cousin, a causa del lavoro effettuato dalla Quick Step Floors con Tim Declercq.

Lotto e Quick Step cercano di ricucire
Sulla successiva discesa, piena come la salita di neve a bordostrada, si verificano due cadute fortunatamente senza conseguenze per Jempy Drucker (BMC Racing Team) prima e per Dayer Quintana (Movistar Team) poi. Tali fratture nel gruppo comportano un momentaneo frazionamento, in breve però annullato da quanti erano rimasti attardati. A beneficiare di tale situazione è il quartetto al comando, che entra agli ultimi 40 km con 4’05”.

Oltre alla Quick Step Floors a trainare il plotone giunge la Lotto Soudal, per un quartetto fiammingo De Gendt, Declercq, Devenyns e Wallays di professionisti della fatica che mena le danze e porta il gruppo a 3’30” ai meno 30 km e a 2’05” ai meno 20 km. Ma le due formazioni, una volta passata tale fase, preferiscono rialzarsi e lasciare lavorare altri volenterosi. Che non ci sono, e così i quattro davanti possono rifiatare un attimo.

Parte Politt, Cousin rientra sulla salitella. Ma il francese è restio nei cambi
Giusto poco prima dell’attacco di Politt che, ai meno 16.5 km, scatta in pianura, provando ad avvantaggiarsi in vista dell’imminente gpm conclusivo della Côte de la Marquise. E lo fa, perché nel corso del breve strappettino il solo Cousin riesce a riprenderlo, a soli 100 metri dal termine (km 152); non riescono nell’opera Edet, staccato di 25″, mentre El Fares alza definitivamente bandiera bianca. Il gruppo, invece, viene tirato dal Team Sky con Diego Rosa, con l’interesse non tanto di andare in caccia quanto di affrontare senza problemi la seguente discesa.

La coppia di testa, almeno inizialmente, collabora. Inizialmente, perché già ai meno 8 km Cousin decide di non dare più cambi al collega, provando a sfruttare la voglia di vittoria di Politt e meritandosi gli improperi del tedesco. Momentaneamente, dai meno 5 ai meno 3 km, Cousin si ravvede e torna a tirare, facendo in modo che il tentativo di rientro del gruppo debba scontrarsi con il ritardo di 35″  al cartello dei 3000 metri.

Il tedesco ci prova, il transalpino non cede e lo beffa
Ma, per la seconda volta, Cousin smette di aiutare Politt, venendo ulteriormente preso a male parole. E non solo perché, ai meno 1600 metri, il teutonico prova la zampata. Cousin non si stacca e gli resta sempre francobollato alla ruota posteriore. Il tedesco, sempre generosissimo, prosegue nell’azione a testa bassa, preferendo rischiare il tutto per tutto nello sprint a due, a costo di portarsi in carrozza l’avversario.

Allo sprint si arriva, si fa per dire. Perché Cousin parte e va ad imporsi agevolmente, conquistando quel successo che gli mancava dal febbraio 2013 quando si impose all’Étoile de Bessèges. Seconda affermazione in tre giorni per la Direct Énergie, sempre più diciannovesima World Tour piuttosto che prima Professional. Basti pensare che, in tutto il massimo circuito 2017, solo quattro vittorie vennero ottenute da squadre di secondo livello.

Volata del gruppo per Greipel, Trentin è settimo
Chi rimane, suo malgrado, ancora a bocca asciutta è Nils Politt. Il ventiquattrenne passistone di Colonia, oggi in versione eccessivamente generoso, dimostra ancora una volta di avere doti che potranno portarlo a breve ad esultare. Bisogna, però, che sia maggiormente accorto tatticamente e che non si trovi sulla sua strada dei “bucanieri” alla Cousin. Il quale, nel dopotappa, è quasi irridente, dato che dichiara candidamente di aver chiesto e ottenuto proprio da Politt il via libera nel passare in testa nei vari gpm. Cornuto e mazziato, dunque.

Il gruppo, giunto a 4″, è stato regolato da André Greipel (Lotto Soudal) su Magnus Cort Nielsen (Astana Pro Team), Alexander Kristoff (UAE Team Emirates), Christophe Laporte (Cofidis, Solutions Crédits), Matteo Trentin (Mitchelton-Scott), Mike Teunissen (Team Sunweb), Matti Breschel (Team EF Education First-Drapac) e Koen De Kort (Trek-Segafredo).

Caduta per Chaves. Sánchez resta leader, domani tappa intrigante
Da segnalare, però, una caduta avvenuta nei pressi dell’ultimo km: il belga Bert Van Lerberghe (Cofidis, Solutions Crédits) e travolge Cyril Gautier (AG2R La Mondiale), Angélo Tulik (Direct Énergie) e soprattutto Esteban Chaves. Il colombiano della Mitchelton-Scott si rialza ma nel dopotappa viene portato per precauzione in ospedale per effettuare gli esami del caso, con il responso ancora da conoscere.

Non varia la classifica generale, con Luis León Sánchez (Astana Pro Team) in maglia gialla con 15″ su Wout Poels (Team Sky) e 26″ su Julian Alaphilippe (Quick Step Floors) e su Marc Soler (Movistar Team). Domani in programma la Sisteron-Vence di 198 km, adatta ad altri colpi di mano o, in caso di arrivo di gruppo, a puncheur dotati di uno spunto veloce. Ma non è da escludere che qualche coraggioso, primo fra tutti Alaphilippe, tenti di far saltare il banco sull’ultimo gpm, posto a 8.5 km dal traguardo.

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