Alejandro Valverde si impone a La Molina © Photo Gómez Sport
Alejandro Valverde si impone a La Molina © Photo Gómez Sport

Nonno Valverde e nipotino Bernal, qualità a volontà

Volta a Catalunya, a La Molina il murciano supera il colombiano e si riprende la maglia. Quintana terzo come gregario, giornata no per Aru

Quando Alejandro Valverde passava professionista in maglia Kelme-Costa Blanca, scontrandosi e scornandosi con gli allora veterani Bartoli, Cipollini, Jalabert e compagnia, Egan Bernal frequentava ancora la scuola materna. Magia del ciclismo, che permette di vedere sfidarsi ad armi pari atleti di epoche diverse. Oggi, a prevalere, è stata per l’ennesima volta colui che ha il palmares traboccante di allori; ma lo sfrontato giovincello ha fatto capire, e anche nel suo caso per l’ennesima volta, di cosa sia già capace.

Adam Yates non parte, tanti gli abbandoni
Quella che doveva essere la seconda sfida in salita è diventata la tappa più importante dell’edizione 98 della Volta Ciclista a Catalunya. Da Llanars a La Molina, 170.8 km con un’accoppiata finale di salite tutt’altro che scontata. Due le non partenze: con Grega Bole (Bahrain Merida) fermo per problemi intestinali, si conferma l’assenza di Adam Yates (Mitchelton Scott), che ha accusato dolori al bacino dopo la caduta che lo ha coinvolto ieri.

Partenza estremamente rapida dopo le 12.30, con continui attacchi che non hanno buon esito. Compreso quello che passa in testa al traguardo volante di Ripoll (km 23), vinto da Louis Vervaeke (Team Sunweb) su Lluís Mas (Caja Rural-Seguros RGA) e Roy Goldstein (Israel Cycling Academy). L’alta andatura contribuisce all’elevato numero di ritiri: mettono piede a terra nel corso della giornata Natnael Berhane (Team Dimension Data), Jesús Ezquerra (Burgos BH), Roy Goldstein (Israel Cycling Academy), Silvio Herklotz (Burgos BH), Bertjan Lindeman (Team LottoNL-Jumbo), Cristián Rodríguez (Caja Rural-Seguros RGA) e Miles Scotson (BMC Racing Team), a cui si sommano sette elementi (fra cui Álvaro Hodeg) fuori tempo massimo.

Inizio velocissimo e senza fuga, Chaves si mette in mostra. De Gendt crolla
A testimoniare la velocità elevatissima vi è il dato della prima ora, nella quale sono stati percorsi 49.4 km. E giusto poco più tardi, al km 51, vi è il secondo sprint intermedio: a Perafita è il gruppo che si gioca gli abbuoni, e chi è che vince? Alejandro Valverde, ovvio, che riduce di 3″ il suo ritardo in classifica generale. Il caos generalizzato si protrae anche nella fase successiva tanto che, per un momento, un drappello di ben quaranta elementi si avvantaggia di mezzo minuto: ci pensa il Team LottoNL-Jumbo a sanare la situazione all’altezza di metà tracciato.

Il corridore più attivo in questa fase risponde al nome di Esteban Chaves. Giunto in Catalogna con l’idea di essere gregario di lusso degli Yates il colombiano della Mitchelton Scott si muove con il solito Mikel Bizkarra (Euskadi Basque Country-Murias), Stéphane Rossetto (Cofidis, Solutions Crédits), Joey Rosskopf (BMC Racing Team) e Toms Skujins (Trek-Segafredo) e già nelle prime rampe del duro Port d’El Jou (4.8 km all’8.1%) distanzia il quartetto. Chi paga le fatiche di ieri è Thomas De Gendt: il leader perde contatto assieme ai velocisti e alza bandiera bianca, accumulando al traguardo un gap di 24’02”.

Il colombiano raggiunto da Mohoric e da un Valverde sempre attento
Chaves scollina al km 98 con 55″ sugli inseguitori e 1’40” sul plotone controllato dal Movistar Team, che si occupa di dettare il ritmo in discesa, nel fondovalle (dove quanti a bagnomaria sono riassorbiti) e anche sulla lunga salita successiva, il Coll de la Creueta (21 km al 5.1%). Nessuno cerca di muoversi nel gruppo e così, con Chaves che transita in perfetta solitudine ai quasi 2000 metri (km 137) con poco più di 1′ sul plotone.

Qualcosa cambia in discesa: attacca lo specialista principe di tali mosse, ossia quel Matej Mohoric (Bahrain Merida) che sta crescendo di qualità gara dopo gara. E prova a catturare la ruota dello sloveno un nome di non poco conto, dato che si tratta di Alejandro Valverde. L’iridato juniores e under 23 va troppo forte persino per il murciano, che lo smarrisce dopo un paio di curve: Mohoric riesce così, ai meno 25.5 km, a riprendere e contemporaneamente a saltare Chaves, il quale dopo un paio di km si trova Valverde. Ad incaricarsi di rintuzzare la mossa dello spagnolo è l’AG2R La Mondiale, ma ai meno 20 km la situazione vede Mohoric con 25″ sugli inseguitori e 45″ sul gruppo.

Tentativo ripreso, la Movistar si muove
L’iberico cerca di convincere Chaves a collaborare il quale, giustamente dal suo punto di vista, ricorda al collega la presenza di un capitano alle spalle, oltre che le poche forze rimaste dopo il lungo sforzo già profuso. I due così si rialzano e attendono pazientemente il plotone, che approccia gli ultimi 11.6 km di giornata all’insù verso La Molina con 1′ da recuperare sullo sloveno di testa. La Movistar è in modalità “dominante” e, dopo aver trainato il plotone nel fondovalle, fa subito partire uno dei suoi leader in salita.

Già nelle prime rampe Marc Soler viene mandato in avanscoperta: al catalano si agganciano Pierre Latour (AG2R La Mondiale) e, con quale fatica di troppo, Elie Gesbert (Team Fortuneo-Samsic). Dopo 300 metri riescono a riportarsi anche George Bennett (Team LottoNL-Jumbo) e un sorprendente, dato il momento, Hugh Carthy (Team EF Education First-Drapac): questo quintetto va su Mohoric ai meno 9.7 km, ma durano poco.

Bernal, Quintana e Valverde, i tre assi della corsa 
Perché, con una sparata decisa, Alejandro Valverde attacca ancora ai meno 9.5 km: gli unici capaci di rimanere con lui sono Simon Yates (Mitchelton Scott), Egan Bernal (Team Sky) e il compagno di scuderia Nairo Quintana. Rientrano e scavalcano presto, questi quattro, i sei di testa, con solo Latour e Soler in grado di non boccheggiare. E proprio i due giovani talenti vengono lasciati andare fino ai meno 8 km, quando un nuovo scatto del murciano riporta lui, Bernal e Quintana sotto. Ma non Yates, che si sfila e sarà poi ripreso da quanti presenti nel gruppo.

Pure se in schiacciante inferiorità numerica, Bernal non si fa problemi e infila in rapida successione uno, due e tre scatti: sull’ultimo, ai meno 6.7 km, Soler cede mentre Latour riesce a rientrare seppur con difficoltà. Il francesino deve alzare bandiera bianca ai meno 4.5 km quando, stavolta, è Quintana che aumenta l’andatura con una bella azione. Il trio collabora mentre dietro un arrabbiato Yates prova a spronare, invano, quella quindicina di atleti ancora presente nel gruppo.

Quintana lavora e si stacca, Valverde ringrazia e vince ancora
Con Quintana in versione gregario extralusso, il terzetto imbocca l’ultimo km con una dozzina di secondi su Latour e circa 40″ sui primi inseguitori. Per provare a dimezzare i rivali Bernal, ai meno 500, attacca: e riesce nel suo intento, perché, se Valverde rimane facilmente con lui, l’altro sudamericano si sfila andando su del suo ritmo, inferiore a quello dettato dall’ex Androni. Il quale continua a tirare, controllando con la coda dell’occhio il decano murciano.

Da volpone qual è Alejandro Valverde inizia la sua volata ai meno 120 metri ed è, per lui, tutto estremamente facile. Traguardo tagliato a braccia levate per il settimo successo stagionale, il nono in carriera alla Volta, diventando il settimo più vincente nella storia della manifestazione (comanda Poblet con 32, quindi Canardo con 22, Perurena con 14, Delio Rodríguez con 13, Cipollini e Gual con 11 a testa).

Giornata no per gli italiani. Valverde leader, domani in Val d’Aran
Secondo posto, come detto, per un eccellente Egan Bernal, già al livello dei fenomeni del World Tour. Nairo Quintana è terzo a 6″ quindi a 23″ un bravissimo Pierre Latour. Ritardo di 53″ per Thibaut Pinot, Marc Soler e Simon Yates a 53″. Chiudono la top ten George Bennett a 55″, e le giovani sorprese targate EF Education First-Drapac Hugh Carthy a 59″ e Daniel Martínez a 1’03”.

Tanti i delusi di giornata: gap di 1’05” per Tejay van Garderen, di 1’17” per David Gaudu, di 1’29” per un ancora irriconoscibile Daniel Martin, di 2’12” per un invisibile Warren Barguil, di 2’17” per l’evanescente Louis Meintjes, di 2’20” per Sergio Luis Henao, di 2’21” per Bob Jungels. Capitolo italiani: sorprendentemente il migliore è il trentaseienne (festeggiati oggi, auguri!) Enrico Gasparotto, 43° a 6’43”. In grande difficoltà per Davide Formolo, 58° a 9’07” mentre ancora peggio fa Fabio Aru: il sardo, che accusa un dolore alla gamba sinistra, ha lasciato sul piatto 12’23”.

In classifica Valverde torna in vetta a tre tappe dalla conclusione. Bernal ora è a 19″, Quintana a 26″ e Latour a 48″: tutti gli altri pagano ben oltre 1′. Domani spazio alla frazione più lunga: 210.2 i km da Llívia a Vielha Val d’Aran con la lunga salita di Vielha, non contabilizzata come gpm, che termina a 14 km dal traguardo, raggiunto dopo una lunga e veloce discesa.

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