Foto di gruppo per il Movistar Team © Photo Gómez Sport
Foto di gruppo per il Movistar Team © Photo Gómez Sport

Le squadre 2019: Movistar Team

L’iridato Valverde, Quintana e Landa si dividono le responsabilità. Soler e Carapaz in rampa di lancio, per il pavé c’è Roelandts

Perché mutare qualcosa che funziona? Il Movistar Team inizia quella che sarà la quarantesima stagione tra i professionisti con le corse a tappe come obiettivo primario, a cui si affiancano quelle vallonate. E non può essere altrimenti per una formazione che vanta un terzetto extralusso come quello composto da Landa, Quintana e dal finalmente iridato Valverde. Ma la compagine navarra non si limita a loro: Carapaz e Soler sono stati protagonisti di un 2018 che li ha proiettati in una nuova dimensione mentre Amador e Barbero sono corridori di provata affidabilità. Poche le mosse di mercato, solamente quattro; nessun nome di grido ma corridori di esperienza e organici al progetto stabilito dalla dirigenza. Solita Movistar, insomma.

ROSA
Andrey Amador (Crc, 1986), Winner Anacona (Col, 1988), Jorge Arcas (Spa, 1992), Carlos Barbero (Spa, 1991), Daniele Bennati (Ita, 1980), Carlos Betancur (Col, 1989), Richard Carapaz (Ecu, 1993), Héctor Carretero (Spa, 1995), Jaime Castrillo (Spa, 1996), Imanol Erviti (Spa, 1983), Rubén Fernández (Spa, 1991), Mikel Landa (Spa, 1989), Lluís Mas (Spa, 1989), Nelson Oliveira (Por, 1989), Antonio Pedrero (Spa, 1991), Eduard Prades (Spa, 1987), Nairo Quintana (Col, 1990), Jurgen Roelandts (Bel, 1985), José Joaquín Rojas (Spa, 1985), Eduardo Sepúlveda (Arg, 1991), Marc Soler (Spa, 1993), Jasha Sütterlin (Ger, 1992), Rafael Valls (Spa, 1987), Alejandro Valverde (Spa, 1980), Carlos Verona (Spa, 1992),

L’ANALISI

Nairo Quintana

CORSE A TAPPE: Come d’abitudine, se non fosse per la Sky si parlerebbe del team iberico come il faro dei grandi giri. Dopo un’annata, viene da dire l’ennesima, sotto le aspettative, Nairo Quintana è chiamato a quella che si preannuncia come una stagione chiave: il Tour de France rimane l’obiettivo primario per il colombiano, con la Vuelta come traguardo secondario. Ripetere la negativa esibizione del 2018 porrebbe seri duri sulle possibilità future di successo per un corridore ormai giunto alla piena maturità. Alla Grande Boucle sarà presente anche Mikel Landa, che prima si sobbarcherà anche il Giro d’Italia: il basco deve dimostrare quella continuità che spesso gli ha fatto difetto. Il terzo tenore è Alejandro Valverde, che sarà al via di Giro e Vuelta: vederlo lottare per il successo finale appare complesso, diversamente da quanto accade nelle gare di una settimana. Terreno nel quale possono cercare spazio due talenti come Richard Carapaz e Marc Soler, ambedue piacevoli sorprese dell’anno appena concluso: nei grandi giri fungeranno da gregari di lusso, ma nelle gare più brevi avranno modo di dire la loro. Ormai pare più orientato al gregariato totale Andrey Amador, in un settore nel quale Winner Anacona, Rubén Fernandez, Eduardo Sepúlveda, Rafael Valls e il neoarrivato Carlos Verona si disimpegneranno con continuità.

Carlos Barbero

VOLATE: Poco da dire per quanto riguarda le ruote veloci. Come di consueto, in casa Movistar gli sprinter svolgono un ruolo secondario rispetto agli scalatori e anche per il 2019 la situazione non muta. La migliore opzione rimane Carlos Barbero, che però si destreggia principalmente nel calendario spagnolo e nelle volate di gare non ritenute primarie dal team: il ventisettenne, inoltre, predilige soprattutto traguardi in leggera pendenza piuttosto che i classici arrivi a ranghi compatti, dove al massimo si deve accontentare di piazzamenti nei pressi della top 10. Da sprinter a gregari di esperienza e affidabilità si sono ormai specializzati sia Daniele Bennati che José Joaquín Rojas, con quest’ultimo che ogni tanto si cimenta ancora in quello che era il primo terreno d’elezione.

Jurgen Roelandts

PAVÉ: L’asfittico settore, tradizionalmente il tallone d’Achille, vede un prezioso rinforzo, anche se il suo ingaggio è stato effettuato principalmente in chiave grandi giri. Lì Jurgen Roelandts sarà la guida dei capitani nelle frazioni pianeggianti mentre nelle sue classiche del nord potrà tornare a giocare per sé: capace di salire sul podio a Ronde van Vlaanderen e ad Harelbeke, oltre che alla Sanremo, il belga è sì alle ultime cartucce della carriera ma vederlo ancora davanti nei momenti decisivi delle grandi classiche non pare irreale. A dargli una mano l’esperto Imanol Erviti, uno dei migliori spagnoli di sempre su questo tipo di terreni (va detto, non che ci sia stata chissà quale tradizione). Hanno mostrato solamente a sprazzi le proprie doti sulle pietre due passistoni come Nelson Oliveira e Jasha Sütterlin: sia il portoghese che il tedesco possono essere dei nomi capaci di bazzicare la top 20 negli appuntamenti del pavé.

Alejandro Valverde

CLASSICHE: Ora che il sogno della carriera è stato finalmente conquistato Alejandro Valverde può trascorrere gli ultimi (chissà quanti, dato il suo rendimento ancora eccellente) anni da pro’ con meno pressioni, proseguendo a rimpinguare un palmares già stellare. Le prove delle Ardenne saranno ancora il suo terreno di caccia preferito ma la concorrenza cresce sempre più rispetto agli anni passati; rimane la “macchia” riguardante Il Lombardia, traguardo che ad un campione di questo calibro non deve mancare. Rimane ancora in rosa l’eterno incompiuto Carlos Betancur che prosegue nella sua declinante parabola: qualche exploit che ricordi quello dei tempi passati potrebbe non essere da escludere. Riceve la prima chiamata nel massimo circuito Eduard Prades che dopo una carriera in formazioni minori e un 2018 da applausi ha l’occasione di confrontarsi con i grandi: dotato di un interessante spunto veloce, lo spagnolo può essere un’alternativa a Valverde nelle gare di secondo piano. Desta curiosità la crescita del giovane Jaime Castrillo, sesto nell’ultimo Mondiale under 23, nelle prove ondulate mentre il fuggitivo seriale Lluís Mas sarà impiegato prevalentemente come gregario di fatica.

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio

Versione stampabile