Sam Bennett vince ancora in Turchia © Bettiniphoto
Sam Bennett vince ancora in Turchia © Bettiniphoto

Ancora Bennett, e chi lo ferma più?

Tour of Turkey, l’irlandese della Bora si prende anche la seconda tappa. In top 10 Finetto e Conti

Dal nostro inviato

Ieri in conferenza stampa dopo la vittoria nella prima tappa del Tour of Turkey, l’irlandese Sam Bennett aveva ammesso di non aver toccato la bicicletta per una settimana dopo la Milano-Sanremo e di aver poi ripreso a pedalare in maniera molto tranquilla: una sorta di calo di forma controllato per arrivare con più energie alla seconda parte di stagione. Se il calo di forma c’è stato, però, è stato davvero minimo perché oggi il velocista della Bora-Hansgrohe s’è ripetuto su un traguardo che di certo non si può definire adatto ai velocisti puri: impossibile trionfare qui sopra a Eceabat se la condizione non è molto buona. Dopo l’arrivo Bennett ha confermato che non si sentiva sicuro di farcela e di aver lasciato la possibilità ai propri compagni di squadra di giocarsela come volevano e che ogni strategia sarebbe stata improvvisata sul momento: certo, il rimpianto di non vederlo al Giro c’è, ma lui non vuole più sentirne parlare dopo che anche ieri aveva confermato di accettare e rispettare ogni decisione tecnica del suo team.

A Gallipoli si ricorda la Prima Guerra Mondiale
Questa seconda tappa del Tour of Turkey era la seconda più lunga di questa edizione della corsa con i suoi 183.3 chilometri da Tekirdag ad Eceabat: si percorreva quasi per intero la penisola di Gallipoli, la lingua di terra che è separata dalla parte asiatica della Turchia dallo stretto dei Dardanelli, in antichità conosciuto anche con il nome di Ellesponto. La posizione estremamente strategica di questa penisola l’ha resa teatro di lunghe e sanguinose battaglie nel corso della Prima Guerra Mondiale: il traguardo di giornata era posto sulla collina di Cunukbahir in corrispondenza del Memoriale per i caduti del 57° Reggimento dell’Esercito Ottomano. Dopo otto mesi di combattimenti, la “Campagna di Gallipoli” si concluse con la vittoria delle forze dell’Impero Ottomano, decisiva per l’ascesa dell’allora generale Atatürk, poi diventato primo presidente della Turchia moderna e vero e proprio eroe nazionale.

Ma questo luogo è estremamente significativo anche per australiani e neozelandesi: lo sbarco delle forze dell’ANZAC (Australia and New Zealand Army Corps) avvenne il 25 aprile del 1915 proprio ai piedi della collinetta del traguardo e l’evento, considerato il maggiore dal punto di vista bellico nella storia dei i due paesi oceanici, è oggi commemorato dall’ANZAC Day che si celebra proprio in occasione della nostra giornata della Liberazione. Per Caleb Ewan, Mark Renshaw, Ben O’Connor e Shane Archbold una giornata molto significativa, ma anche impegnativa dal punto di vista tecnico una frazione molto interessante: non tanto per i due gran premi della montagna nella fase iniziale (uno di seconda categoria), quanto per gli ultimi tre chilometri con tratti di salita molto impegnativa, contropendenze, tante curve e una carreggiata abbastanza stretta a rendere il tutto ancora più complicato.

C’è Liam Bertazzo nella fuga del giorno
L’avvio di tappa con una salita subito in partenza ha stimolato gli attacchi nel gruppo: un primo tentativo di cinque corridori è riuscito a prendere una quindicina di secondi di vantaggio ma è stato annullato dal plotone subito dopo, più fortuna l’hanno invece avuta i sette che sono partiti attorno al chilometro 15 senza incontrare alcune reazione alle loro spalle. Il corridore più attivo in questa fase iniziale della tappa è stato senza dubbio il portoghese Ricardo Mestre (W52-FC Porto) che era entrato nel gruppo dei cinque e che poi è riuscito a centrare anche la fuga buona: assieme a lui c’erano anche il francese Lucas De Rossi (Delko Marseille Provence) e lo statunitense Emerson Oronte (Rally UHC Cycling) già all’attacco ieri, l’uruguaiano Mauricio Moreira (Caja Rural-Seguros RGA), il belga Thimo Willems (Sport Vlaanderen-Baloise) il padovano Liam Bertazzo (Neri Sottoli-Selle Italia-KTM) e il corridore locale Halil Dogan (Nazionale Turchia), il più giovane in gara visto che compirà 19 anni il prossimo 6 ottobre, circa nove mesi dopo Remco Evenepoel.

È stata ovviamente la Bora-Hansgrohe del vincitore di ieri e leader della corsa Sam Bennett la prima squadra a mettersi in testa al plotone a gestire la corsa e tenere sotto controllo l’azione dei sette attaccanti: il massimo vantaggio che il gruppo ha concesso a Bertazzo e soci è stato di quattro minuti e mezzo al chilometro 40, troppo poco per sperare di andare fino all’arrivo in una tappa che comunque lasciava diversi dubbi sui nomi dei reali favoriti per la vittoria. I due gran premi della montagna sono stati entrambi vinti dal 23enne fiammingo Thimo Willems che così ha strappato la maglia rossa dalle spalle del compagno di squadra De Vylder.

Cadute per Caleb Ewan e Sebastián Molano
A circa 60 chilometri dall’arrivo il margine di vantaggio dei sette al comando era di appena due minuti e mezzo così, su un breve strappetto in salita, Ricardo Mestre ha provato ad accelerare per provare a portare con sé solo gli uomini più in forma: l’unico effetto sortito dal portoghese è stato quello di far staccare il giovane turco Halil Dogan. A questo punto però Bertazzo, De Rossi, Mestre, Moreira, Oronte e Willems hanno dovuto fare i conti con una novità alle loro spalle: la Bora-Hansgrohe ha infatti trovato l’inaspettata collaborazione della Nazionale della Turchia che si è messa a tirare a gran ritmo per provare a lottare per il traguardo volante Turkish Beauties e difendere così la maglia bianca vestita da Feritcan Samli.

Purtroppo in questa fase si sono verificate anche alcune cadute: Prima è toccato al colombiano Juan Sebastián Molano con la UAE Team Emirates che non si può certo definire fortunata in questo Giro di Turchia: ieri Yousef Mirza era stato costretto al ritiro per una caduta in cui era stato coinvolto anche il compagno di squadra Alexandr Riabushenko. A terra è poi finito anche l’australiano Caleb Ewan che è apparso molto dolorante: il medico di corsa è intervenuto per fasciargli il polso sinistra ed il velocista della Lotto Soudal è riuscito a ripartire, seppur molto dolorante; nel finale ha provato a tenere perdendo 34″. Per entrambi, non proprio il miglior avvicinamento al Giro d’Italia.

La Nazionale Turca ricompatta il gruppo per difendere la maglia bianca
L’azione decisa della Nazionale Turca ha dato i suoi frutti ed a 36 chilometri dall’arrivo ai sei battistrada erano rimasti solo 20″ di vantaggio: dalla testa della corsa ha quindi attaccato il padovano Liam Bertazzo che si è portato dietro Mauricio Moreira, mentre gli sono stati ripresi. La nuova coppia al comando è riuscita a prolungare la propria avventura di alcuni chilometri, ma prima il corridore della Neri-Selle Italia-KTM e poi anche quello della Caja Rural sono stati ripresi con il plotone che si è ricompattato ai meno 24 chilometri.

A 19 chilometri dalla conclusione c’è stata battaglia per il traguardo volante con la Sport Vlaanderen e la Turchia a duellare con i treni: alla fine però a transitare per primo è stato il tedesco Michael Schwartzmann della Bora-Hansgrohe, forse anche per vendicarsi in un certo senso di chi gli aveva rovinato i piani per gestire l’inseguimento nel finale. Samli che era aveva vinto lo sprint di ieri, oggi si è piazzato terzo mentre il belga De Vylder ha bissato il secondo posto: i due si sono quindi trovati appaiati a quota 6 punti, ma la maglia bianca è rimasta a Feritcan Samli che quindi ha dato un senso al grande lavoro odierno dei suoi connazionale.

Bora perfetta nel finale, Bennett vince ancora
Il finale come detto era molto più impegnativo di quanto potesse sembrare sulla carta e fondamentale era il posizionamento ed il giusto tempismo. Mark Cavendish s’è chiamato fuori fin dalle prime rampe dello strappetto conclusivo mettendosi a disposizione dei compagni di squadra, poi nel tratto con le pendenze più impegnative a circa due chilometri dal traguardo s’è visto davanti il giovane belga Remco Evenepoel che ha allungato e spezzato la testa del gruppo nelle curve: il talento della Deceuninck-QuickStep, però, ha peccato un po’ d’inesperienza facendo la sua mossa un po’ troppo presto e venendo quindi risucchiato perdendo qualche posizione; finirà poi 17° a 9″ ma comunque migliore dei suoi.

Ancora una volta è stata invece perfetta la Bora-Hansgrohe con ben tre uomini protagonisti nel finale, nonostante non ci fosse un piano predefinito o un corridori su cui puntare negli ultimi chilometri. A 1300 metri dalla linea d’arrivo s’è portato davanti il campione austriaco Lukas Pöstlberger che, favorito dal buco fatto dal compagno di squadra e connazionale Félix Grossschartner, ha preso qualche metro di vantaggio e poi ha aperto a tutta il gas per provare a replicare quanto fatto nella prima tappa del Giro d’Italia 2017: in un finale così tortuoso anche poche decine di metri potevano essere decisive, ed infatti ad un certo punto l’austriaco sembrava avercela fatta, ma proprio negli ultimi 300 metri la strada tornava ad impennarsi al 7% e questo gli è stato fatale.

Da dietro è partito lunghissimo Mauro Finetto (Delko) che conferma l’ottimo periodo di forma che sta attraversando ma che dopo la tappa ammette anche l’errore fatto, anche a causa delle ottime sensazioni avvertite: il veronese ha in pratica tirato la volata al resto della prima parte del gruppo e ha quindi spalancato la porta al portentoso sprint di Sam Bennett che negli ultimi 100 metri è andato anche a superare il compagno di squadra Pöstlberger tagliando poi il traguardo a braccia alzate. In seconda posizione è arrivato Félix Grossschartner che mette da parte 6″ di abbuono molto importanti in ottica classifica generale, mentre sul podio è salito anche il colombiano Jhonatan Restrepo (Manzana) al miglior piazzamento stagionale. A seguire sono stati classificati con lo stesso tempo Gonzalo Serrano (Caja Rural), Jan Polanc (UAE), Mauro Finetto (Delko) e Valerio Conti (UAE) dal quarto al settimo posto, ottavo a 2″ è stato il portoghese Edgar Pinto (W52) mentre a 4″ è arrivato un drappello regolato da Sebastian Schönberger (Neri) ed in cui figurava anche Merhawi Kudus. In ottica classifica perde 13″ Ben O’Connor, mentre nel finale è caduto Raúl Alarcón poi classificato a 16″.

Bennett sempre più leader. Domani il tris?
In classifica generale l’irlandese Sam Bennett allunga grazie ai 10″ di abbuono e adesso è leader in maglia turchese con 14″ di vantaggio su Grossschartner, 16″ su Restrepo, 20″ su Polanc, Conti, Finetti e Serrano. Domani la terza tappa del Tour of Turkey, la Canakkale-Edremit di 122.6 chilometri si presta ancora ad un arrivo in volata: con nove successi conquistati in carriera in questa corsa, Sam Bennett è sempre più vicino al record assoluto di 11 che appartiene ad André Greipel e che potrebbe essere in pericolo che il corridore della Bora si confermerà a questi livelli nei prossimi giorni.

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