Professionisti

Cavendish, il lungo digiuno è finito

08.02.2018 12:13

Dubai Tour, il britannico torna al successo superando Bouhanni nella terza tappa. Groenewegen penalizzato, Viviani nuovo leader


Mai nel corso della sua carriera professionista Mark Cavendish si era dovuto trovare a fare fronte ad un digiuno di vittorie così prolungato. Dal 23 febbraio 2017, giorno della prima tappa dell'Abu Dhabi Tour, il grande velocista britannico non era più riuscito a trovare la gioia di un successo fino ad oggi quando è riuscito finalmente riuscito a sbloccarsi nella terza tappa del Dubai Tour: in mezzo c'è stata prima la mononucleosi, poi l'incidente con Peter Sagan al Tour de France e anche una carta d'identità che a maggio segnerà 33 anni. Insomma, un calo nel rendimento complessivo non era un'ipotesi campata per aria anche perché nella volata di ieri l'uomo del Team Dimension Data si era spento in maniera preoccupante negli ultimi metri e aveva stuzzicato un po' la squadra: e invece Mark Cavendish ha voluto subito ribadire che un grande sprinter è capace di vincere in ogni momento, anche quando non è al 100% o la squadra non deve ancora registrare alcuni meccanismi.

In fuga c'è anche Simone Bevilacqua
La tappa di oggi del Dubai Tour era caratterizzata da qualche leggerissimo dislivello in più rispetto alle due precedenti, ma nulla in grado di turbare minimamente i velocisti e le loro squadre: molto più interessante invece la planimetria perché da Dubai sul Golfo Persico si arrivava a Fujairah sul Golfo dell'Oman attraversando ben quattro emirati ed un lungo tratto desertico in cui il vento rischia sempre di creare sconquassi.

Anche la fuga oggi ha avuto qualche difficoltà in più a partire: ci sono voluti quasi 15 chilometri prima che Loic Vliegen (BMC), Mark Christian (Aqua Blue Sport), Quentin Valognes (Novo Nordisk) e Simone Bevilacqua (Wilier) riuscissero ad avere il via libera del gruppo. Il meglio posizionato in classifica generale era il belga Vliegen che era l'unico tra i battistrada a trovarsi a 16" dal leader Groenewegen, ossia tra coloro che non avevano perso contatto dal gruppo nelle prime due tappe: nonostante questo il vantaggio massimo di giornata è arrivato a toccare addirittura i sette minuti prima di iniziare inesorabilmente a calare mentre davanti Vliegen si prendeva 6" di abbuoni agli sprint intermedi.

Il vento crea un po' di caos e Groenewegen viene penalizzato
A spezzare la monotonia della corsa, come abbiamo anticipato, ci ha pensato il vento. A poco meno di 80 chilometri dal traguardo il gruppo ha tirato un'accelerazione decisa che ha provocato un frazionamento: nella prima parte, abbastanza nutrita, erano gli stessi velocisti di primo piano a girare in testa per non correre il rischio di farsi sorprendere come è successo invece a Nacer Bouhanni, relegato nella seconda parte del gruppo a circa 30" di distanza. La bagarre tuttavia non dura molto: a 68 chilometri dall'arrivo vengono ripresi i quattro fuggitivi di giornata, ai meno 62 invece si ricompatta tutto il plotone e la situazione si tranquillizza visto che nel frattempo l'intensità del vento era calata.

È proprio in questa fase di corsa che è accaduto un altro dei fatti salienti di giornata. L'olandese Dylan Groenewegen ha avuto un problema che l'ha costretto a perdere le ruote del gruppo atteso da un compagno di squadra: l'ammiraglia è intervenuta abbastanza velocemente ma in una fase di corsa così delicata un distacco di poche centinaia di metri poteva trasformarsi in un buco enorme per un corridore con ambizioni di classifica che allora si è messo in scia e si è fatto riportare sotto senza grandi difficoltà. L'aiuto dato dalla macchina del Team LottoNL-Jumbo al proprio velocista è stato abbastanza prolungato ma soprattutto è avvenuto in un momento potenzialmente decisivo con il gruppo spezzato dai ventagli: l'azione degli olandesi è stata troppo sporca per passare inosservata ed infatti al termine della tappa la giuria ha inflitto una penalità di 20" a Dylan Groenewegen.

Volata con vento contrario: Viviani lungo, Cavendish esulta
Negli ultimi 60 chilometri è successo poco o nulla in corsa: da segnalare c'è stato solo un tentativo solitario dello svizzero Tom Bohli (BMC) che è partito ai meno 30 e sfruttando un tratto di falsopiano in discesa si è fatto una quindicina di chilometri in fuga con una decina di secondi di vantaggio prima di essere anche lui ripreso dal lavoro delle squadre dei velocisti. Nel finale c'è stata ancora una volta una bella battaglia tra i vari treni: oggi il Team Katusha-Alpecin ha scelto un approccio diverso mettendosi in testa in blocco già ai meno 8 per evitare che Kittel si perdesse, ma superata l'ultima curva ai 3000 metri è stata la Bahrain-Merida a prendere in mano le operazioni con Vincenzo Nibali che si è visto in testa al gruppo in prima persona a fare fatica ed a lavorare per Sonny Colbrelli.

Negli ultimi 1000 metri è arrivata davanti puntualissima la Quick-Step Floors che però oggi ha fatto male i conti con i vento contrario che soffiava sul lunghissimo rettilineo finale: Elia Viviani è infatti stato costretto a partire troppo lungo nella volata e ben presto è stato risucchiato dai migliori che hanno potuto approfittare del suo lavoro. Perfetto è stato Mark Cavendish che è rimasto coperto fino all'ultimo e con un bello sprint ha preceduto Nacer Bouhanni, mentre terzo si è rivisto Marcel Kittel che negli ultimi metri ha piazzato la sua solita potentissima progressione ma non si può non notare come il tedesco ancora una volta si sia fatto trovare chiuso e ha trovato troppo tardi un varco in cui passare. Tra gli italiani i migliori sono stati Sonny Colbrelli ed Elia Viviani, quinto e sesto, mentre ancora una volta deve esserci stato qualche problemino in casa Astana con Magnus Cort Nielsen ottavo, Riccardo Minali nono e Ruslan Tleubayev undicesimo.

Domani la tappa più dura con Viviani in maglia di leader
Nonostante tutto la Quick-Step Floors ha trovato il modo da festeggiare anche a Fujairah perché Elia Viviani ha conquistato la maglia blu di leader della classifica generale: decisiva la penalizzazione inflitta a Groenewegen con l'olandese che è crollato addirittura in quarantaduesima posizione a 18" dal veronese. Viviani ha adesso un vantaggio di 4" su Mark Cavendish, terzo è sempre il belga Nathan Van Hooydock a 7", poi a 8" troviamo Nacer Bouhanni, Loic Vliegen e Marcel Kittel; nei 10 abbiamo anche Minali (ottavo a 10") e Colbrelli (decimo a 14").
Tutto però può cambiare domani nella tappa più impegnativa del Dubai Tour, quella con arrivo sullo strappo della diga di Hatta: non stiamo parlando di una tappa di montagna o di un finale per scalatori, ma gli ultimi 200 metri presentano pendenze tra il 12% ed il 17% che saranno proibitive per alcuni velocisti, molto meno per altri.
Notizia di esempio
Bonifazio, Brambilla e Moser nella nazionale al via del Trofeo Laigueglia