Ciclovia dei Borboni, centinaia di km tra un mare e l’altro
Una ciclovia “storica” attraverso l’Italia della geografia, della storia e delle tradizioni

Itinerario in grado di soddisfare esperti e meno esperti, amanti della natura, della storia e della gastronomia locale: ritratto di una ciclovia lunga e variegata

La ciclovia dei Borboni, partenza e percorso
Tra il mare Adriatico ed il Tirreno, la ciclovia dei Borboni si snoda da Bari a Napoli in prevalenza su asfalto attraverso Puglia, Basilicata e Campania. Lunghezza e saliscendi ne fanno un itinerario impegnativo, semplificato tuttavia dalla facile raggiungibilità con i mezzi pubblici e dalla presenza di strutture ricettive, dai classici hotel sino alle masserie storiche, anche con soluzioni “albergbici”. Nota per la sua storia che risale a tempi antichissimi (i primi insediamenti sono datati all’Età del Bronzo), Bari, punto di partenza della ciclovia dei Borboni, offre chiese e monumenti celebri ed il ben noto lungomare. Ma è nota anche come “la città di Santa Claus” proprio per la presenza della Cattedrale di San Nicola, nonché per le specialità gastronomiche quali le orecchiette, i frutti di mare e gli “spaghetti all’assassina”. È possibile una deviazione che consente di visitare il Parco Nazionale della Murgia, zona con molti possibili itinerari ciclabili.
Il tuffo nella storia
Un percorso nella storia d’Italia: definizione appropriata per la ciclovia dei Borboni, che passa dalla preistoria di Bari, al Medioevo di alcuni edifici, sino alle zone della Basilicata che videro le bande locali di briganti opporsi all’unità d’Italia. Città apula e poi romana Venosa, della cui storia fa memoria il locale Parco archeologico. Da vedere qui anche l’Abbazia della Trinità, riconosciuta monumento nazionale. Le stratificazioni con tracce romane, longobarde e normanne ne fanno un luogo carico di interesse. Ricca di storia anche Atella, nel cuore del Vulture, le cui origini risalirebbero ad alcuni secoli prima di Cristo. Ritrovati resti anche dell’epoca imperiale romana. E anche Atella fu protagonista del fenomeno del brigantaggio: un nome fra tutti, quello di Giuseppe Caruso. Da vedere oggi la Torre Angioina e la Porta di San Michele. Ovvio, infine, il richiamo ai Borboni (da cui prende il nome la ciclovia), di cui a Napoli (termine della ciclovia) restano tracce nel Palazzo Reale ed in molti altri edifici. Impossibile poi arrivare a Napoli senza passare per San Gregorio Armeno, antica strada romana con un tempio della dea Cerere cui i fedeli portavano già allora piccole statue in terracotta, e poi divenuta la celebre via dei presepi. Presepi del Settecento, come da tradizione, ma anche con rivisitazioni in chiave più contemporanea.
Le masserie della ciclovia dei Borboni
Antichi edifici rurali ove venivano ricoverati gli attrezzi domestici ed agricoli, le masserie derivano dalla notte dei tempi. Divenute successivamente edifici ad uso difensivo e poi abbandonate con l'avvento dell'industrializzazione, sono oggi adibite a strutture turistiche di grande fascino, particolarmente in Puglia. Un ulteriore plus offerto dalla ciclovia dei Borboni.