Giro d'Italia 2026, 11a tappa: Cinque Terre e mille insidie
Frazione molto esigente dove nemmeno gli uomini di classifica potranno distrarsi. Il percorso, le nostre previsioni, orari e appuntamenti tv
Il Giro d'Italia 2026 prosegue con una frazione molto nervosa, dove anche i big dovranno ugualmente tenere gli occhi aperti, soprattutto al netto delle modifiche sopraggiunte sul Garibaldi: l'11a tappa accumula quasi 3000 metri di dislivello su una distanza poco inferiore ai 200 km. I primi 80 km sono fondamentalmente pianeggianti, spezzati solo dal falsopiano con cui si risale la Val Freddana fino alla lieve ascesa di Montemagno (3 km al 2.8%). Dopo Sarzana inaugura il toboga la salita di Arcola e Baccano (2.3 km al 5.4%; primi 1.1 km all'8.1%, max 13%) con discesa stretta e tecnica. È solo un antipasto, seguito dal più semplice attraversamento di La Spezia (8 km pianeggianti), che precede l'intensa seconda metà di corsa. Dopo un primo tratto di lieve ascesa, si incontra La Foce (tratto duro di circa 3 km al 6.5%, max 10%), subito seguita dalla salita di Trezzo (2.1 km al 7.1%, max 10%) e dal Passo del Termine (7.4 km al 5%, max 10%). Una discesa ripida e molto tecnica piomba su Levanto prima di salire l'asperità più esigente, il Valico Guaitarola (9.9 km al 6.2%, max 11%). In vetta si incontrano 6.5 km in altopiano di cui gli ultimi 2.5 in lieve ascesa (media 1.8%) fino al Passo del Bracco. Inizia quindi un'altra discesa molto insidiosa fino a Sestri Lavante, dove mancheranno ancora 37 km all'arrivo. Si incontra abbastanza presto la Colle dei Scioli, forse la salita più dura del giorno: dopo 3 km di falsopiano si arriva all'imbocco formale, dopo il quale altri 1300 metri sono ancora agevoli (media 1.5%); ignorando il dato ufficiale quindi sono circa 4.5 km all'8.2% di salita, con gli ultimi 2 km quasi interamente in doppia cifra (max 15%). Si scollina a 28 km dall'arrivo, entrando in una discesa ripida e molto tecnica di 3 km; dopo 7 km molto veloci (media -1.8%) si imbocca subito la salita di Cogorno: 4.3 km al 7.1% che procedono a gradoni (max 13%) in vetta ai quali è posto anche il Red Bull KM. Altra discesa altamente tecnica di 6 km su Lavagna, dove rimangono 6.4 km per andare all'arrivo: dopo 1400 metri pianeggianti si incontra un ultimo dislivello di 1.2 km al 4.1% (max 7%) fino a Piazzale Rocca riducendo ad appena 2700 metri il tratto pianeggiante conclusivo.
Le salite

Gli ultimi km

Fari puntati su…
Solitamente queste tappe sono destinate ad una lotta tra fuggitivi, a maggior ragione quando la corsa ha un favorito netto come Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike), e quindi la sensazione è che attaccare in questa tappa, nonostante si presti a ribaltoni inaspettati, possa rivelarsi parzialmente inutile. C'è da capire, però, se la prestazione non eccezionale del danese a cronometro sia un segno di debolezza o una scelta “economica”; forse quella che sta per offrire la Liguria è un'occasione da non perdere per provare a coglierlo in castagna, nel caso la risposta sia la prima. Ad ogni modo si potrebbe assistere ad un avvio velocissimo, un po' come già avvenuto nelle ultime due frazioni della settimana passata, perché da una parte sono tantissimi i corridori che vogliono centrare la fuga, dall'altra non verrà concesso troppo spazio a corridori vicini in classifica, considerando che la fine del Giro si avvicina e il tempo per rimediare ad eventuali errori è sempre meno. Come spesso diciamo in questi casi è perciò sempre probabile che la corsa diventi dura in modo fisiologico e se un uomo di classifica fosse in difficoltà ecco che la corsa può prendere un'altra piega.
Chi rivedremo sicuramente in fuga è Giulio Ciccone (Lidl - Trek), che ha le caratteristiche perfette per una tappa del genere e abbiamo già visto pimpante salendo a Corno alle Scale. Con lui probabilmente altri nomi già visti all'attacco o addirittura già con vittorie di tappe all'attivo, come il trio UAE Team Emirates composto da Igor Arrieta, Jan Christen e Jhonatan Narváez, oppure alcuni dei molti nomi buoni che vestono la maglia XDS Astana Team come Guillermo Thomas Silva, Christian Scaroni o Diego Ulissi. È ancora all'asciutto il Movistar Team, nonostante molti dei suoi corridori abbiano mostrato ottime gambe: su un finale del genere potremmo rivedere come domenica Lorenzo Milesi ed Einer Rubio, o anche Juan Pedro Lopez. Ma i nomi possono essere moltissimi: Andreas Leknessund e Johannes Kulset (Uno-X Mobility), Koen Bouwman (Team Jayco AlUla), Ludovico Crescioli (Team Polti VisitMalta), Gianmarco Garofoli e Andrea Raccagni Noviero (Soudal Quick-Step), Alessandro Pinarello (NSN Cycling Team), Wout Poels (Unibet Rose Rockets), Toon Aerts, Lorenzo Rota e Simone Gualdi (Lotto Intermarché) sono solo alcuni di quelli che si possono fare.
Attenzione anche a quelli che fin qui sono oscillati in classifica proprio buttandosi nelle fughe, come Markel Beloki (EF Education - EasyPost) o lo stesso Scaroni che già abbiamo citato. Caso diverso quello di David de la Cruz e Chris Harper (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), che stanno galleggiando più che discretamente e buttandosi all'attacco nelle giornate giuste potrebbero assicurarsi il piazzamento in top10. Insieme a questi alcuni uomini partiti con intenzioni di classifica dalla Bulgaria, ma adesso ampiamente in ritardo, potrebbero cercare di infilarsi in fuga per migliorare la propria posizione e dare una svolta al proprio Giro, potendo approfittare di un paio di tappe non durissime per recuperare prima delle Alpi: ad esempio Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarché), Egan Bernal (Netcompany INEOS), Derek Gee-West (Lidl - Trek) o anche Jan Hirt (NSN Cycling Team); per non parlare di Enric Mas (Movistar Team), che prima o poi dovrà battere un colpo.
Giro d'Italia 2026, gli orari dell'undicesima tappa
Il transito dal km0 è in programma alle 12:30, mentre l'arrivo è previsto tra le 17:00 e le 17:30. La tappa sarà trasmessa in tv sia dai canali in chiaro Rai (su Rai Sport dalle 11:20 alle 14:00, poi su Rai 2 dalle 14:05 alle 18:00), sia su Eurosport e Discovery+ (dalle 12:00 alle 17:45).
