
Ciclovie della transumanza: 400 km tra i monti abruzzesi
Un itinerario impegnativo, per i più esperti e per chi desidera una sfida con se stesso
Lungo i percorsi che i pastori seguivano per raggiungere i pascoli in quota per l’estate, ridiscendendo a valle in autunno, nasce una rete ciclabile che unisce sport, cultura ed enogastronomia

Le ciclovie della transumanza in sintesi
Attualizzando i tratturi da rotte migratorie a piste ciclabili, le ciclovie della transumanza si snodano fra i monti abruzzesi in un insieme di 12 percorsi costellati da castelli, eremi e chiese. Presentato anche alla recente Fiera del cicloturismo, il progetto contempla una rete di circa 400 km fra le provincie di Pescara e L’Aquila, attraverso otto comuni ed i due parchi naturali di Gran Sasso e Maiella. Terreno misto tra sterrato, sentieri erbosi e strade bianche, con poco asfalto; la pendenza è variabile in base ai diversi tratti ma le salite sono ovunque presenti.
Percorsi e comuni lungo le ciclovie della transumanza
In provincia di Pescara, con continui saliscendi e lungo una cinquantina di km, il tratto fra Torre de’ Passeri e Montebello di Bertona evoca una storica forma di lotta della popolazione, con il caratteristico “sciopero a rovescio”. Tra i vari comuni attraversati, a Brittoli è da vedere il vecchio frantoio, simbolo della tradizione olearia locale con la macina a trazione animale ed ora recuperato, nonché il palazzo baronale del XVI secolo. Il percorso tra Capodacqua e Capestrano offre la possibilità di conoscere il lago di Capodacqua, chiamato l’Atlantide d’Abruzzo e noto per custodire un borgo medievale sommerso. Situato su un colle che domina la valle del Tirino, Capestrano offre alla visita il Castello Piccolomini, il convento di S.Giovanni da Capestrano e l’area archeologica. Il paese è noto per l’omonimo guerriero, statua rinvenuta ad inizio Novecento durante lavori agricoli e divenuta poi il simbolo dell’Abruzzo.
La transumanza
Dichiarata Patrimonio immateriale dell’umanità, la transumanza è una pratica millenaria, che si rifà alle tradizioni pastorali di molti paesi. Sulle montagne, la transumanza è quella verticale, con il passaggio stagionale delle greggi e dei pastori. Lungo i tratturi, pastori e bestiame davano origine a riti, feste e pratiche sociali tipicamente estive ed autunnali. Le ciclovie della transumanza intendono riprendere e salvaguardare la tradizione culturale e la simbiosi fra uomo ed ambiente. L’Abruzzo, in particolare, data la conformazione del suolo, ha nella transumanza un elemento prioritario generatore di economia, paesi e poli urbani. Grazie al recupero degli antichi sentieri ed alla connessione con altre reti di trasporto, il progetto si pone altresì come volano economico e opportunità per la popolazione residente.
