
Sentiero della bonifica: 60 km sulle orme degli Etruschi
Un viaggio nel tempo che consente di pedalare nel cuore della civiltà etrusca, sulle strade dell’olio, del vino e della celeberrima Chianina
Caratteristiche e prime tappe del Sentiero della bonifica
Tra Arezzo e Chiusi esiste un percorso ciclabile di una sessantina di chilometri e soli 30 metri di dislivello, che permette di pedalare alla scoperta della storia etrusca. Si tratta del Sentiero della bonifica, ciclovia facilmente raggiungibile tramite ferrovia e priva di dislivelli, nata sull’antica strada un tempo utilizzata per la manutenzione del Canale Maestro della Chiana e delle chiuse. Arezzo, punto di partenza del Sentiero della bonifica, offre gli splendori della Basilica S.Francesco con gli affreschi di Piero della Francesca, della Fortezza medicea e del Loggiato Vasariano, nonché musei e monumenti. Immerso nel verde, il percorso si snoda in gran parte su sterrato e lontano del grande traffico automobilistico, attraverso una zona di pere, susine, vino ed olio EVO. Già abitato in epoca preistorica, Castiglion Fiorentino conserva memorie dell’epoca etrusca, ellenistica e medievale.

La bonifica
Tra le ciclovie che riprendono la storia locale, il Sentiero della bonifica deve il nome proprio all’opera effettuata in loco nei secoli scorsi. Terra già abitata dagli Etruschi che effettuarono i primi tentativi di gestione delle acque, la zona era un’antica palude legata a vicende fluviali e sedimentazioni. Il fiume Clanis, via di scambio per i commerci etruschi, diede origine nei secoli successivi ad estesi impaludamenti. Iniziata con i Medici nel VI secolo, la bonifica della Val di Chiana proseguì nei tempi successivi sino all’odierna situazione. Il settecentesco Callone di Valiano e la novecentesca Botte allo Strozzo sono manufatti idraulici testimoni delle opere messe in atto per la gestione delle acque.
Il Sentiero della bonifica fino a Chiusi
Lungo il percorso, il Sentiero della bonifica incontra il lago di Chiusi, oasi WWF. Un tempo chiamato Chiaro di Luna per le antiche leggende che lo caratterizzavano, il lago è area di sosta e nidificazione per numerose specie di volatili, nonché sito ideale per il birdwatching. Altra valenza naturalistica, il lago di Montepulciano, riserva naturale regionale e Zona di Protezione Speciale. L’itinerario termina a Chiusi, una delle più antiche città etrusche. Imperdibile quindi la visita al Museo nazionale Etrusco, con reperti etruschi, romani e longobardi, ma anche alla Cattedrale di S.Secondiano. Tra le più antiche chiese della Toscana, risale al VI secolo d.C. Singolare, infine, il Labirinto di Porsenna. Percorso sotterraneo di oltre cento metri, è una rete di cunicoli un tempo parte di un complesso sistema idraulico etrusco.
