Jonas Vingegaard vince alla Paris-Nice ©Team Visma Lease a Bike
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Freddo e cadute devastano la Parigi-Nizza. Vingegaard vince a Uchon e va in maglia gialla

La corsa esplode dall'inizio nei ventagli, poi una caduta in discesa porta al ritiro di Ayuso. Il danese segue il trenino Red Bull, stacca Martínez in salita e va in testa

Follia è dire poco. La quarta tappa della Paris-Nice 2026 entra direttamente nella lista delle tappe più dure delle brevi corse a tappe negli ultimi anni. Jonas Vingegaard vince in solitaria sul primo arrivo in salita a Uchon, ma in una maniera decisamente difficile da immaginare conoscendo solamente questo dato.

La corsa è esplosa dall'inizio, ben prima che iniziasse la copertura televisiva, a causa delle condizioni meteo estreme, tra vento e gelo. Il gruppo di testa, già ridotto a una quarantina di unità, è stato ulteriormente ridotto da una caduta in discesa a meno di cinquanta dall'arrivo, in cui la maglia gialla Juan Ayuso ha avuto le conseguenze peggiori. Uscito di scena lo spagnolo, Vingegaard ha dovuto solamente seguire il treno della Red Bull-BORA-hansgrohe, decisiva per rendere la tappa ancora più dura, e staccare Dani Martínez sulla salita finale. Una giornata difficile da dimenticare, con un ordine d'arrivo anomalo e in cui la rampa finale in doppia cifra diventa quasi marginale per definire una classifica generale già completamente divelta. 

Parigi-Nizza 2026, la cronaca della quarta tappa

La corsa si apre subito, una manciata di chilometri dopo la partenza da Bourges. Pioggia, freddo e vento laterale portano subito a una selezione netta, con appena quaranta corridori nel gruppo di testa. Tra gli altri, non ne fanno parte Lenny Martinez (Bahrain-Victorious) e soprattutto Kévin Vauquelin (INEOS Grenadiers), secondo in classifica a 1" da Juan Ayuso

La maglia gialla è davanti insieme ai compagni di squadra Mathias Vacek e Jakob Söderqvist (Lidl-Trek), mentre con Jonas Vingegaard c'è solamente Edoardo Affini (Team Visma Lease a Bike). Anche senza Vauquelin, INEOS è comunque ben ben rappresentata davanti con Oscar Onley e altri tre compagni, mentre sono addirittura in cinque i Red Bull-BORA-hansgrohe, tra cui Daniel Felipe Martínez ma non Aleksandr Vlasov. Tra gli uomini di classifica, presenti con almeno un compagno di squadra anche Brandon McNulty (UAE Team Emirates-XRG), David Gaudu (Groupama-FDJ United) e Iván Romeo (Movistar).

Il gruppo di testa ©Paris-Nice
Il gruppo di testa ©Paris-Nice

Il vantaggio del primo gruppo oscilla a lungo tra il minuto e il minuto e mezzo, ben prima di arrivare sulle salite nel finale. Ai -105 una caduta porta al ritiro di Daan Hoole (Decathlon CMA CGM), quarto in classifica dopo la cronosquadre, e coinvolge anche Onley, che rientra davanti con l'aiuto di Josh Tarling e Sam Watson. Sono i Red Bull a mettersi davanti per cercare di tenere viva l'azione, con Callum Thornley, Nico Denz e Mick van Dijke a tirare più di tutti. Allo scollinamento della Côte de la Croix des Cerisier, primo gpm di giornata, il gruppo Vauquelin è distante oltre cinquanta secondi, e il francese prova a lanciarsi in un inseguimento solitario.

Ai -55 c'è un altro imprevisto per Onley, costretto a fermarsi per un problema meccanico. Lo scozzese prova a rientrare con l'aiuto di Tarling, finisce a quasi quaranta secondi ma riesce in questo a evitare il peggio. Qualche chilometro dopo c'è una caduta in discesa nel gruppo di testa, in cui restano coinvolti anche McNulty, Romeo e soprattutto Ayuso. La maglia gialla abbandona la corsa, con quello che purtroppo ha tutta l'aria di essere un infortunio serio.

L'ulteriore frazionamento causato dalla caduta lascia davanti solamente il trenino Red Bull e Vingegaard, mentre anche Vacek si stacca e finisce nel secondo gruppetto. I compagni di Martínez continuano a spingere, mentre il danese passa per primo allo sprint intermedio di Autun. I due uomini di classifica fanno tutta la salita della Côte de la Croix de la Liberation scortati dai gemelli Van Dijke, mentre i distacchi si fanno sempre più incolmabili per tutti gli altri. Georg Steinhauser (EF Education-EasyPost) è il primo inseguitore, mentre Onley soffre le conseguenze della caduta e scivola a oltre tre minuti, nello stesso gruppo del compagno di squadra.

Mick e Tim van Dijke, premiati entrambi per la combattività ©Paris-Nice
Mick e Tim van Dijke, premiati entrambi per la combattività ©Paris-Nice

Mick van Dijke si stacca sulle prime rampe della salita finale, mentre Tim rimane davanti a tirare fino al chilometro finale in doppia cifra. Sotto la flamme rouge arriva l'attacco di Vingegaard, che fa immediatamente la differenza su un Martínez già oltre il limite. Dopo due successi in una cronosquadre, il danese trova la sua prima vittoria individuale alla Paris-Nice, va in maglia gialla e prenota il successo finale.

Il colombiano chiude a 41", poco davanti al compagno di squadra Van Dijke, protagonista della prestazione di giornata. Steinhauser chiude a 2'54", tenendosi dietro Vauquelin (3'38"), Lenny Martinez (4'02") e Gaudu (4'20"), arrivati a uno a uno al termine di una tappa che tutti ricorderanno a lungo. Tra i primi dieci anche Marc Soler (UAE Team Emirates-XRG), uno dei migliori del secondo gruppo e nuovo leader della sua squadra dopo il ritiro di McNulty, caduto con Ayuso, mentre Onley arriva diciottesimo a 8'35". Abbandona in seguito a una caduta anche Davide Piganzoli, compagno di squadra di Vingegaard.

Parigi-Nizza 2026, la classifica dopo la vittoria di Vingegaard

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