
Jhonatan Narváez fa quello che vuole, terza vittoria al Giro d'Italia
A Chiavari vince ancora il campione dell'Ecuador, volata a due senza storia con Mas. Harper va in fuga e torna in top ten, Eulálio sempre in rosa
Il corridore più dominante della prima metà del Giro d'Italia 2026 non è Jonas Vingegaard, vincitore su entrambi gli arrivi in salita, né tantomeno lo è un Paul Magnier da due su due nelle volate della grande partenza bulgara. Con l'eccezione della netta vittoria di Filippo Ganna a cronometro, nessuno finora è si è dimostrato superiore alla concorrenza nel suo terreno d'elezione quanto Jhonatan Narváez, che sul traguardo di Chiavari coglie il terzo successo in undici tappe.
Il campione ecuadoriano del UAE Team Emirates-XRG è riuscito a entrare in fuga dopo una lunga lotta tra tutti i migliori cacciatori di tappe, riuscendo a sbrogliare una situazione intricatissima con un po' di aiuto dai compagni, ma soprattutto con una sparata in salita totalmente imparagonabile a quella di qualsiasi altro corridore presente in questo Giro e interessato a tappe con questo profilo. Una volta raggiunto il gruppo di testa, sia per valori teorici che per un paio di dimostrazioni avute nel corso della giornata, la tappa era finita, e chiunque lo sapeva. Narváez si è limitato a seguire gli scalatori migliori nei momenti chiave, a rispondere a un paio di mosse tattiche discutibili nel finale e poi a battere Enric Mas in una volata a due senza storia.
Giro d'Italia 2026, la cronaca dell'undicesima tappa
I primi ottanta chilometri dopo la partenza da Porcari sono quasi completamente piatti, motivo per cui non è affatto facile entrare nella fuga giusta. Inizialmente si avvantaggiano in quindici: Cyril Barthe, Axel Huens e Johan Jacobs (Groupama-FDJ United), Davide Ballerini, Matteo Malucelli e Christian Scaroni (XDS Astana Team), Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Jonas Rutsch (Lotto Intermarché), Iván García Cortina (Movistar Team), Nickolas Zukowsky (Pinarello Q36.5 Pro Cycling), Alessandro Pinarello (NSN Cycling Team), Chris Hamilton (Team Picnic PostNL Raisin), Koen Bouwman (Team Jayco AlUla), Luca Mozzato (Tudor Pro Cycling) e Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step). Un gruppo numeroso, con diversi passisti e con qualche uomo che può ambire alla vittoria di tappa, ma in cui ci sono troppe squadre non rappresentate o non soddisfatte della composizione.
La corsa rimane aperta e la prima fuga viene ripresa dai continui movimenti da dietro, in particolare del UAE Team Emirates-XRG, rimasto inizialmente fuori così come EF Education-EasyPost e Polti VisitMalta. Ai -150 riesce ad avvantaggiarsi un terzetto composto da Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), Mattia Bais (Polti VisitMalta) e Chris Harper (Pinarello Q36.5 Pro Cycling), con l'australiano che vuole entrare in fuga per tornare in classifica. Dietro di loro continua il tutti contro tutti a cui partecipa anche la Red Bull-BORA-hansgrohe, che infila Nico Denz e Aleksandr Vlasov in un gruppo di contrattaccanti insieme a Diego Ulissi e Alberto Bettiol (XDS Astana Team), Edward Planckaert (Alpecin-Premier Tech), Tim Naberman (Team Picnic PostNL Raisin), Ludovico Crescioli (Team Polti VisitMalta), Markus Hoelgaard (Uno-X Mobility) e ancora Stuyven.
Nemmeno questa è la composizione giusta, perché UAE, Movistar e Lidl-Trek sono rimaste senza niente in mano, e Matteo Sobrero alza di nuovo il ritmo al primo strappo disponibile. Enric Mas (Movistar) e Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarché) trovano un buon momento per ripartire, prendere vantaggio e tornare faticosamente sulla testa della corsa. Ci mette molto meno Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates-XRG), che dopo un grande lavoro di Mikkel Bjerg e di António Morgado si trova abbastanza vicino alla fuga per poter rientrare in corsa con una strappata in salita, rimettendosi in lizza per la sua terza vittoria di tappa.
Poco più avanti tornano sotto anche Scaroni, Filippo Zana (Soudal Quick-Step), Warren Barguil (Team Picnic PostNL Raisin), Brieuc Rolland (Groupama-FDJ United), Alessandro Tonelli (Team Polti VisitMalta) e Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), che erano stati precedentemente distanziati dal campione dell'Ecuador, e 80 chilometri dall'arrivo e dopo quasi tre ore di braccio di ferro la fuga può finalmente prendere vantaggio. Poco dopo inizia il Passo del Termine, la prima salita categorizzata di giornata, dove davanti iniziano ad emergere i migliori scalatori che possono giocarsi la vittoria.
Sul successivo Colle di Guaitarola (9.9 km al 6.2%) si muove per primo Ulissi, seguito da Harper e Mas. Come fatto in precedenza per entrare in fuga, Narváez riesce ancora a fare la differenza e tornare davanti, seguendo anche la successiva accelerazione dello spagnolo. Non è questo il tentativo buono per la fuga nella fuga, e prima dello scollinamento tornano davanti anche Zana, Scaroni, Barguil, Crescioli e Bais. Anche Van Eetvelt fatica ma torna sotto, mentre Vlasov rientra solamente in discesa insieme a Stuyven. Sono proprio gli ultimi due a prendere vantaggio nel tratto finale prima della Colla dei Scioli (5.7 km al 6.3%), ma con loro c'è il solito Narváez, poco dopo la caduta in discesa di Van Eetvelt, Zana e Scaroni.
L'italiano dell'Astana risale molto bene in salita, salta Bais e Stuyven e rirprende Barguil, ma davanti è proprio il suo compagno di squadra ad accelerare e fare ulteriore selezione. Nel gruppo di testa rimangono solamente in sei, con Ulissi insieme a Mas, Harper, Crescioli, Vlasov e Narváez ai piedi della salita finale che porta al Red Bull KM. Scaroni si avvicina ulteriormente fino e si porta a 15" appena, ma non riesce mai a tornare davanti. Mas prova in salita sull'unico terreno dove può fare la differenza, piega la resistenza di Harper ma non impensierisce minimamente Narváez, che gli rimane comodamente a ruota.

I due scollinano insieme, l'ecuadoriano prende davanti la discesa, poi riceve dagli inopinati cambi nei chilometri finali che portano verso il traguardo di Chiavari. Lo spagnolo è certo di essere battuto allo sprint, ma decide di assicurarsi il secondo posto anziché favorire il rientro da dietro di Ulissi, Vlasov e Harper, che avrebbero potuto rimescolare le carte, finendo per tirare più del suo rivale. I tre inseguitori arrivano a 11", mentre davanti non c'è storia nello sprint a due non c'è storia: Mas prova ad anticipare ai 200 metri, ma viene subito affiancato e poi superato nettamente da Narváez, che trova la terza vittoria in undici tappe e la quinta in carriera al Giro d'Italia.
Al quinto posto a 1'13" arriva un combattivo Scaroni, che precede altri tre italiani che completano la top ten. Insieme a lui arriva Crescioli, mentre Simone Gualdi (Lotto Intermarché) e Andrea Raccagni Noviero (Soudal Quick-Step) chiudono in ottava e decima posizione dopo aver anticipato il gruppo sull'ultima salita. Gli uomini di classifica arrivano a 3'24", distacco con cui Harper sale al decimo posto nella generale, a 4'09" da Afonso Eulálio, sempre in maglia rosa.
