Muri #37: Le chiavi in mano
Da Cassani a Bennati, il passaggio di consegne della Nazionale, e Ganna in cerca di una serratura nuova
Il trentasettesimo numero di Muri è appena arrivato nella vostra casella di posta con due pezzi che, partendo da angolazioni diverse, parlano entrambi di consegne: quelle che si tramandano nel tempo attraverso una maglia azzurra, e quelle che potrebbero presto cambiare mano tra un corridore e il suo prossimo team. Per iscrivervi, basta cliccare qui.
Uomini di nazionale - 2a uscita: Da correre il mondiale a dirigerlo. Cassani, Bennati e l'eredità di Martini
La settimana scorsa ci eravamo fermati con Paolo Bettini alla guida della Nazionale. Questo numero riprende il filo con Davide Cassani, arrivato al ruolo di CT nel 2014 con un percorso singolare: prima corridore, poi voce del ciclismo su Rai Sport per anni, con uno sguardo sul gruppo costruito da una posizione privilegiata e diversa da quella di chiunque altro. Con lui emerge anche il nome di Daniele Bennati, che nella seconda parte della carriera era diventato il capitano in corsa della Nazionale, un ruolo che Bennati stesso riconduce direttamente alla scuola di Alfredo Martini, prima di raccogliere il testimone da CT nel 2021. Il pezzo, curato da Filippo Ceri e costruito su una lunga conversazione con Bennati, racconta come il mestiere del Commissario Tecnico sia cambiato: la lista di venti-venticinque nomi da cui si parte mesi prima del Mondiale, i ruoli che devono essere chiari già al momento della convocazione, il paradosso di un CT che prepara tutto prima della partenza ma non può comunicare con i corridori una volta abbassata la bandierina. L'eredità di Martini non è un metodo da replicare alla lettera, ma una filosofia da reinterpretare. E il filo che la tiene insieme, attraverso le generazioni, è l'attaccamento alla maglia azzurra.
Perché Ganna sta per lasciare la Ineos
Il secondo pezzo è un'analisi di mercato su una notizia che si fa sempre più concreta: Filippo Ganna potrebbe lasciare la Netcompany-Ineos prima della scadenza del contratto, con la Lidl-Trek come destinazione più accreditata. Il pezzo ricostruisce le ragioni possibili (economiche, tecniche, relazionali)e le domande che restano aperte: dove troverebbe il suo spazio in una squadra già ricca di leader? E la Ineos lo lascerebbe davvero andare con un anno ancora da onorare? Per ora, non è impossibile. Il resto, lo capiremo strada facendo.

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