Il Giro d'Italia 2027 verrà presentato il 3 novembre
RCS quest'anno procede spedita nel costruire il percorso: passiamo in rassegna le informazioni disponibile per capire che tracciato va delineandosi
Tutti hanno iniziato a parlare di Giro d'Italia 2027 in questi giorni e c'è un motivo: se negli anni passati di questi tempi molte cose erano ancora oscure, stavolta i lavori sembrano galoppare e già sono arrivati gli inviti per la presentazione che si terrà ancora a Roma martedì 3 novembre, salvo posticipi ingiustificati come quello di due anni fa. E noi che dello spoiler abbiamo fatto un marchio di fabbrica possiamo forse sottrarci al dibattito? Assolutamente no. E allora rimettiamo insieme in pezzi di quello che si sa fino a questo momento: come vedrete il percorso nel complesso è già delineato e possiamo anche dirvi che forse è già quasi del tutto definito, anche più di quello che vi mostreremo. Scriveremo infatti questo primo atto di spoiler senza tirare in ballo una serie di località che stiamo fiutando ma per le quali ci servono conferme, ragion per cui ce ne occuperemo nei prossimi giorni.
La rivincita del Friuli
Dopo la beffa del 2025, edizione per la quale Trieste si era già accaparrata la Grande Partenza, per poi essere spodestata dall'Albania in virtù di accordi politici che non è il caso di ricordare (e commentare…) in questa sede, sembra che finalmente sia arrivato il momento giusto. L'ultimo aggiornamento arriva dal sempre affidabile Simeoli del Messaggero Veneto. La prima tappa si svolgerebbe attorno al capoluogo, con un ampio tratto in territorio sloveno che ha sempre lo scopo di riportare al Giro Tadej Pogacar (impresa ardua ma non impossibile). Se questa frazione dovrebbe essere anche altimetricamente movimentata, più favorevole ai velocisti dovrebbe invece essere la seconda, da correre tra Gorizia e Pordenone, iniziando a muoversi verso il Veneto dove poi comincerà la discesa a sud.
La terza tappa già dovrebbe corrersi altrove, ma non si chiude qui l'esperienza friulano del Giro: un po' come avvenne (più in piccolo) per l'Abruzzo nel 2023 - che nel pacchetto della Grande Partenza incluse l'arrivo sul Gran Sasso a metà Giro - il Friuli si è pure assicurato la frazione finale di montagna che terminerà sul Monte Zoncolan. Su questo punto, però, ci torniamo più tardi.
L'andamento del tracciato
La prima metà di Giro resta quella più ignota, ma con un punto ferma assolutamente rilevante: il punto più a sud dovrebbe essere Napoli, che come ogni anno dal 2022 in avanti ospiterà una frazione. Cosa ci sarà prima e dopo è invece difficile da ricostruire: la logica vorrebbe una discesa adriatica e una risalita tirennica, anche perché l'altro punto fermo da cui ripartire è che verso metà Giro (a nostro parere già nel corso della seconda settimana) il gruppo sarà in Liguria per una cronometro sulla riviera di Levante, nella fattispecie tra Rapallo e Portofino (o comunque intorno a queste località); tuttavia voci di corridoio parlano anche della possibilità di un ricciolo con una discesa trasversale all'Appennino e una risalita adriatica prima di giungere in Liguria (con un disegno solo in parte simile a quello del Giro 2019 che partì da Bologna). Sicuramente prima di Napoli ci sarà una frazione di montagna per aprire le danze: questo ruolo potrebbe combaciare con i tanti progetti già annunciati che circondano l'area del Gran Sasso (seguendo le trasmissioni di Rete8 se ne può avere contezza), i quali tuttavia sembrano rimandati alle prossime edizioni; forse il primo arrivo in quota va perciò cercato altrove, ma è presto per dirlo.
Meno dubbi ci sono sul fatto che prima della cronometro ligure l'Appennino Tosco-emiliano possa avere nuovamente modo di influenzare la classifica, ma al momento è difficile stabilire su quale dei due versanti questo avverrà (forse pure entrambi) e ci sono voci contrastanti in merito. Certo è che l'area tra Lucca e la Versilia sta investendo molto ogni anno per ospitare il Giro e non si può escludere che la Corsa Rosa sia di nuovo qui per il giorno di riposo come nei due anni precedenti.
Le montagne
Molto più chiaro è il quadro della seconda metà del percorso che avrà le Alpi come assolute protagoniste. Resta ancora da coprire qualche tassello sul fronte occidentale, perché resta uno spazio vuoto di qualche tappa in cui c'è da attendersi una prima montagna tra Piemonte e Valle d'Aosta, ma niente è trapelato in merito. Dalla Lombardia invece arriva notizia di due arrivi in salita che potrebbero essere cruciali. Innanzitutto dovrebbe debuttare l'inedita ascesa a Piani di Bobbio, località a cavallo tra la lecchese Valsassina e la bergamasca Valtorta, che si trova a quasi 1700 metri di altitudine e si raggiunge al momento solo con strade sterrate. A quanto pare si salirebbe dal versante bergamasco, dove l'asfalto termina a circa 1350 metri di altitudine e sarebbe fattibile potenziare la strada esistente. Quasi superfluo specificare che si incastrerebbero bene le voci di un possibile transito sul Passo San Marco, rimaste irrealizzate per anni; la lunghissima ascesa da Morbegno sarebbe una perfetta penultima asperità prima di quella finale.

L'altra tappa di montagna lombarda sarà un gradito ritorno all'Aprica, o con doppio Mortirolo, o con l'ascesa classica preceduta dal Gavia. In un Giro che per ora non sembra presentare altre vette sopra i 2000 metri è assolutamente possibile che il Gavia sia la Cima Coppi, anche se resta una delle strade più inaffidabili per quanto riguardo lo sgombero dalla neve. Da qui c'è da immaginarsi un transito in Trentino, forse recuperando Madonna di Campiglio che saltò in extremis dal percorso del 2026 quando già era stata messa sulla cartina (se non siete San Tommaso potete fidarvi di noi). In questo frangente (non sappiamo esattamente per quale di queste tappe, va collocata anche una partenza da Chiari in provincia di Brescia. Dopodiché si farà rotta verso l'Austria (forse riaccapandosi in Veneto o forse no, dritti per dritti dal Trentino all'Alto Adige) per fare tappa a Lienz. Molte località austriache stanno da tempo cercando di avere il Giro, inclusa un'eventuale scalata al Grossglockner: non sembra esserci spazio per questa al momento, mentre più probabilmente verrà esaudito il desiderio delle amministrazioni di Lienz di ospiterà una tappa di media montagna sulla falsariga di quelle viste più volte al Tour of the Alps (e a suo tempo pure al Giro del Trentino).

Proprio da Lienz si ripartirebbe alla volta dello Zoncolan, forse con una sorpresa, sufficiente a far salire l'hype per una notizia che altrimenti lascia l'amaro in bocca (è ormai accertato che inserire un colosso all'ultimo giorno è pericolosissimo): voci insistenti tirano in ballo l'inedito versante di Priola, versione imbruttita di quello di Sutrio, già scartata in passato dall'organizzazione. Non solo: i più attenti si saranno accorti di un filmato uscito su Instagram a luglio che mostra come le amministrazioni avessero riqualificato la strada in attesa di un sopralluogo di RCS.
La salita, che vedete in dettaglio qui sotto, è probabilmente il versante più duro per arrivare allo Zoncolan nel suo complesso, ma è priva di quel tratto centrale assolutamente folle che si incontra salendo da Ovaro e forse si addice leggermente di più a scavare distacchi. Non mancano anche voci che parlano di una cronoscalata su questo versante (Dio ce ne scampi) per chiudere i giochi del Giro sulla falsariga di quanto avvenuto sul Monte Lussari nel 2023. Ad ogni modo da qui si compirà il consueto trasferimento verso Roma per la tappa finale in circuito sulle affascinanti strade della capitale.
