Pista, a Shanghai il governo passa alla Gran Bretagna. Per l’Italia opposizione costruttiva...
Consonni-Galli quinti a 12 punti dal bronzo, Lysenko vince il keirin al colpo di reni, Lavreysen chiude con tre ori. Sei ori su ventidue per la Gran Bretagna; per gli azzurri un oro, due argenti e un bronzo

L’ultima gara dei Mondiali va alla Danimarca. Carl-Frederik Bévort e Lasse Leth, già campioni del mondo dell’inseguimento a squadre con Frederik Madsen e Rasmus Pedersen, vincono la madison maschile (50 km) con 88 punti, grazie a tre giri guadagnati (60 punti). Argento al Portogallo di Iuri Leitão, oro nell’omnium, e Rui Oliveira, con 67 punti. Bronzo alla Germania di Moritz Augenstein e Roger Kluge (52), che precede per un solo punto il Belgio di Lindsay De Vylder e Fabio Van den Bossche (51). Quinta l’Italia di Simone Consonni e Niccolò Galli con 40 punti, a 12 dal podio. Sesti i britannici Matthew Bostock, oro nello scratch giovedì, e Mark Stewart, vincitore della corsa a punti venerdì.
Gli azzurri sono partiti forte, con 3 punti al primo sprint con Consonni e 5 al secondo con Galli, che li hanno portati in testa. Sono stati poi raggiunti da Belgio e Germania. Altri punti con Galli al quinto sprint hanno ridato il primato all’Italia, ma il sesto è andato alla Germania, che è passata al comando. Dopo circa 20 minuti l’attacco del neerlandese Yoeri Havik ha permesso ai Paesi Bassi di prendere il giro e lo sprint.
Al nono sprint gli azzurri hanno contrattaccato sul Portogallo (Rui Oliveira e Iuri Leitão) e hanno dato il via a una caccia con Francia e Spagna. I portoghesi sono rimasti fuori, hanno conquistato l’undicesimo sprint e poi il giro, andando al comando. Ripreso il trio Spagna-Francia-Italia, hanno contrattaccato prima la Danimarca e poi la Germania. A condurre l’inseguimento sono stati Belgio, Germania, Gran Bretagna, Austria e Spagna, ma la Danimarca ha preso il giro.
L’attacco successivo è stato di Nuova Zelanda e Gran Bretagna, a cui si è riportato il Belgio, ma senza effetto. La Germania ha poi trovato un attacco che valeva giro e sprint. L’Italia è rimasta a lungo fuori dai giochi, mentre hanno guadagnato il giro anche Belgio e Gran Bretagna, prima di azzurri, danesi e austriaci, in una situazione sempre più confusa. A un nuovo attacco di Kluge si sono accodati prima il Giappone e poi Belgio e Italia, ma l’azione è stata annullata. Al terzultimo sprint la Danimarca, in testa con 68 punti, ha attaccato e preso il terzo giro. L’Italia ha condotto l’inseguimento al Portogallo, che non è riuscito a guadagnare un secondo giro, ma si è preso lo sprint finale (10 punti) e l’argento.
Keirin donne: Lysenko al colpo di reni
La finale per l’oro è andata all’atleta individuale neutrale, la russa Alina Lysenko, che al colpo di reni ha passato la tedesca Lea Sophie Friedrich, seconda a 6 millesimi, e la britannica Emma Finucane, terza a 14. Per Finucane, argento nella velocità venerdì, è un altro podio. Quarta la cinese Lijuan Wang (+0.113), poi la neerlandese Steffie van der Peet e la belga Zita Gheysens. Nella finale dal 7° al 12° posto ha vinto la canadese Lauriane Genest. Ultima la cinese Liying Yuan, campionessa del mondo della velocità, declassata per non aver tenuto la linea nello sprint finale.

Velocità maschile: 23esimo oro di Lavreysen
Al mattino il neerlandese Harrie Lavreysen aveva vinto la velocità, battendo in finale l’australiano Leigh Hoffman. Il bronzo è andato al giapponese Kaiya Ota su Nicholas Paul (Trinidad e Tobago). Per Lavreysen è il terzo oro di Shanghai, dopo la velocità a squadre e il keirin.
Il medagliere: Gran Bretagna prima, Paesi Bassi scendono, per ltalia un oro in meno
I Mondiali di Shanghai cambiano la gerarchia dell’anno scorso. La Gran Bretagna è prima con 6 ori, 3 argenti e 3 bronzi (12 medaglie): due ori in più rispetto a Santiago, ma due medaglie in meno (14). Dominio assoluto nell’endurance femminile, con inseguimento a squadre e individuale, madison e omnium, mentre tra gli uomini i britannici hanno vinto scratch e corsa a punti.
Crollano invece i Paesi Bassi, che dai nove ori di Santiago scendono a cinque (13 medaglie nel 2025, 7 quest’anno). Lavreysen si ferma a tre titoli contro i quattro dell’anno scorso, e Hetty van de Wouw, tre ori a Santiago, è stata eliminata ai quarti sia nella velocità sia nel keirin.
Il salto più netto è della Germania, che passa da due medaglie a nove (due ori, due argenti, cinque bronzi) ed è seconda per numero di podi. La Danimarca raddoppia gli ori (da uno a due, con inseguimento a squadre e madison maschili) e sale a sei medaglie. Entra nel medagliere la Cina, con due ori (velocità a squadre femminile e velocità femminile) e un bronzo. Il Portogallo, che a Santiago aveva solo un bronzo, passa a un oro, un argento e due bronzi, con Leitão campione dell’omnium. Il Belgio sale da tre a cinque medaglie. Il Giappone perde l’oro ma sale da tre a sei medaglie. Calano invece Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti, mentre Messico, Spagna e Colombia restano a secco.
L’Italia chiude sesta con un oro, due argenti e un bronzo: un oro in meno rispetto ai due di Santiago (2-0-1), ma una medaglia in più, quattro contro tre. L’oro è di Jonathan Milan nell’inseguimento individuale, dopo il record del mondo (3'58"850) in qualifica. Gli argenti sono i due quartetti, il bronzo di Filippo Ganna. Come primo atto del percorso di qualificazione olimpica verso Los Angeles 2028, contano anche i piazzamenti: i quarti posti di Martina Alzini nell’inseguimento individuale e di Martina Fidanza nello scratch, il quinto di Simone Consonni nell’omnium, il sesto di Chiara Consonni e Vittoria Guazzini nella madison e il quinto di Consonni e Galli in quella maschile. Mattia Predomo si è spinto fino agli ottavi nella velocità. Azzurri e azzurre hanno raccolto meno di quanto sperato, ma hanno dimostrato una volta di più di essere in partita per tutte le specialità olimpiche nell'endurance, mentre sono ancora latitanti nel settore veloce, e hanno dato l'impressione di avere ancora margine in diverse specialità, su tutte i quartetti, che aspettano di avere una formazione definitiva con tutti gli effettivi, e la madison maschile ancora da collaudare, sempre che non arrivino addirittura disponibilità inattese da parte dei nostri due “top player”.

Medagliere Mondiali su pista 2026 (Shanghai)
| Pos. | Paese | Oro | Argento | Bronzo | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 🇬🇧 Gran Bretagna | 6 | 3 | 3 | 12 |
| 2 | 🇳🇱 Paesi Bassi | 5 | 1 | 1 | 7 |
| 3 | 🇩🇰 Danimarca | 2 | 3 | 1 | 6 |
| 4 | 🇩🇪 Germania | 2 | 2 | 5 | 9 |
| 5 | 🇨🇳 Cina | 2 | 0 | 1 | 3 |
| 6 | 🇮🇹 Italia | 1 | 2 | 1 | 4 |
| 7 | 🇧🇪 Belgio | 1 | 1 | 3 | 5 |
| 8 | 🇵🇹 Portogallo | 1 | 1 | 2 | 4 |
| 9 | 🇮🇪 Irlanda | 1 | 1 | 0 | 2 |
| 10 | 🇫🇷 Francia | 0 | 3 | 0 | 3 |
| 11 | 🇯🇵 Giappone | 0 | 2 | 4 | 6 |
| 12 | 🇦🇺 Australia | 0 | 2 | 0 | 2 |
| 13 | 🇳🇿 Nuova Zelanda | 0 | 1 | 0 | 1 |
| 14 | 🇺🇸 Stati Uniti | 0 | 0 | 1 | 1 |
Nel medagliere ufficiale gli ori sono 21 su 22: manca quello di Alina Lysenko, atleta individuale neutrale.