Lo schema delle tappe allo stato attuale
Lo schema delle tappe allo stato attuale

Continua a delinearsi il percorso del Giro d'Italia 2027, che nella sostanza deve già essere pronto visto che mancano sole tre settimane alla presentazione, ma del quale molte cose non sono ancora trapelate. La principale novità che possiamo dare praticamente per ufficiale è l'arrivo in salita a Sassotetto, che in parte avevamo anticipato nelle uscite precedenti parlando di un possibile traguardo a Sarnano e che oggi è stato confermato dalla stampa locale. Non si può ignorare poi la ricostruzione uscita questa mattina su TuttoSport, a partire dalla quale ci siamo mossi in cerca di conferme. Procediamo con ordine e vediamo le varie questioni del dettaglio.
 

Nel segno di Michele

Che per andare dal Friuli all'Abruzzo si dovesse passare per le Marche era evidente, restava da capire in che modo. Già avevamo captato la possibilità di un arrivo a Sarnano, con la possibilità che questo fosse nei fatti collocato a Sassotetto come avviene solitamente alla Tirreno-Adriatico. Peraltro in assenza di una tappa di vera montagna in Abruzzo (non fa testo la cronometro di Campo di Giove) aumentava le probabilità che il primo traguardo in quota fosse appunto questo, presumibilmente alla 5a tappa. Già ieri erano arrivate conferme più o meno definitive, poi confermate dalla stampa locale: Cronache Maceratesi riporta anche una breve dichiarazione del sindaco, che si attende i sopralluoghi entro le prossime due settimane. La tappa dovrebbe essere un omaggio al compianto Michele Scarponi a 10 anni dalla sua scomparsa, con partenza dalla sua Filottrano. Il traguardo dovrebbe essere posto al Valico Santa Maria Maddalena - e non propriamente a Sassotetto - come avvenuto alla Tirreno-Adriatico del 2023, ultima occasione in cui la salita ha ospitato il traguardo di una corsa, proprio nei pressi della stele che è stata dedicata a sua volta all'Aquila di Filottrano.

Dettaglio salita Sassotetto
Il dettaglio della salita di Sassotetto nel profilo realizzato da RCS per la Tirreno-Adriatico 2023

Non si conosce ancora il tracciato, ma è logico attendersi che prima della salita finale il percorso possa prevedere altro dislivello, composto prevalentemente da brevi salite che non dovrebbero condizionare la corsa, a parte il fatto - comunque non secondario - di appesantire le gambe di tutti. Risulta poi assolutamente logica, come già anticipato, una partenza il giorno seguente dalla Val Vibrata (ancora non si conosce la località esatta) a ridosso del confine tra Marche ed Abruzzo, facilmente raggiungibile da Sarnano. 

 

Giocare a Tetris

Come ogni anno ci sono porzioni di percorso meno chiare di altre, in corrispondenza di tappe su cui non si è ancora presa una decisione definitiva. Questo può dipendere dalla coesistenze di più candidature da valutare, o magari perché una tappa già assegnata non garantisce una copertura economica adeguata o viceversa perché arriva una candidatura molto ricca all'ultimo momento. In questo quadro ha provato a fare ordine un articolo pubblicato questa mattina da TuttoSport e firmato da Alessandro Brambilla. Senza entrare nel merito dei tracciati delle singole tappe, dove molto è ancora da definire, nella sostanza la bozza in questione è coerente con quanto già abbiamo pubblicato, esclusa qualche piccola inversione nell'ordine delle frazioni decisive. Come abbiamo sempre detto la lacuna principale è sulla seconda settimana, di cui conosciamo con un buon margine di sicurezza soltanto l'epilogo in Lombardia, ma per il resto è del tutto ignota. Proprio su queste giornate si affollano varie indiscrezioni, spesso in contraddizione l'una con l'altra, che andranno sciolte nei prossimi giorni. 

Secondo Brambilla si andrebbe con una tappa da Castiglione del Lago all'Autodromo del Mugello e a seguire da Montecatini Terme a Reggio Emilia; specifica inoltre che l'arrivo nella città del Tricolore sarebbe previsto per venerdì 21 maggio, ma la data pone non pochi problemi. Approfittiamo per ricordare che Paolo Bellino e Luca Guercilena, ospiti della Rai nel corso dell'ultimo Giro di Lombardia, hanno speso molte parole sul fatto di limitare più possibile i trasferimenti, argomento che RCS ha spesso tenuto in conto fin dai primi anni della gestione Vegni (al netto di qualche eccezione), ma che pare sarà ancora più accentuato nella prossima edizione. E questo effettivamente si riscontra nelle parti di percorso già note, dove le frazioni sembrano susseguirsi l'un l'altra con trasferimenti tra una tappa e l'altra quasi sempre inferiori ai 100 km. Hanno anche specificato che i giorni di riposo saranno pensati come tali e non come occasioni per coprire trasferimenti più ampi, ragion per cui potrebbe aver senso attendersi una tappa tra Lazio e Umbria all'indomani del riposo. Tuttavia anche lasciando libero lo slot della 10a tappa che potrebbe colmare lo spazio tra Subiaco (dove si chiude la prima settimana) e Castiglione del Lago, a Reggio Emilia non ha senso arrivare più tardi del giovedì, considerando pure che essendo già occupate le tappe del sabato e della domenica non ci sarebbe spazio per toccare minimamente le regioni occidentali, in particolare il Piemonte.

Non solo: a quanto sapevamo, la data prevista per l'arrivo in Toscana era già quella di martedì 18, scelta che in questo caso imporrebbe un trasferimento comunque non terribile di circa 200 km da effettuare a ridosso del giorno di riposo. Qui per ora la situazione è fluida e pare che ci siano più candidature in ballo, inclusa quella dell'Autodromo del Mugello nel comune di Scarperia e San Piero, che comunque non pare ancora approvata in modo definitivo. Su Reggio Emilia invece ci sono arrivate conferme, anche se la data non è, per l'appunto, ancora sicura. 

 

La cronometro mancante

In tutto questo si pone il problema della seconda cronometro: un altro aspetto su cui Guercilena insiste frequentemente quando viene intervistato - e lo ha fatto anche sabato su Rai2 - è quello del bilanciamento tra salite e cronometro. Al netto della cronometro abruzzese, che a quanto pare ha fatto saltare il progetto della cronoscalata allo Zoncolan in chiusura di Giro, manca una prova ancor più per specialisti che possa effettivamente creare quell'equilibrio a cui aspira il nuovo Direttore Generale. Se in un primo progetto questa poteva essere quella in Liguria, ad oggi pare accantonata e senz'altro molto difficile da inserire ora che un'eventuale traguardo a Reggio Emilia ha - forse - fatto dirottare la corsa più a nord.

Pare che anche in Toscana RCS abbia cercato un piano B contro il tempo, chiaramente saltato una volta configuratasi la cronometro abruzzese, dal momento che sarebbero state troppo vicine l'una all'altra. Su TuttoSport si propone Monza come soluzione, in particolare l'Autodromo. Avevamo già ponderato Monza come possibile traguardo della 14a tappa, prima di quella in montagna con arrivo a Piani di Bobbio, mentre per Brambilla l'ordine sarebbe inverso, con la cronometro in autodromo alla domenica, preceduta da una tappa con partenza da Cantù e finale solo montagne bergamasche.

L'ultimo punto interrogativo che resta da coprire è quello delle tappe centrali dell'ultima settimana: Brambilla ha posticipato di 24 ore Madonna di Campiglio, colmando lo slot rimasto libero per la 16a tappa con un arrivo (e successiva ripartenza) dalla Valpolicella. Lo schema può essere plausibile, anche perché in questo modo il Veneto riesce ad avere almeno due tappe, considerando nel conto anche la 3a (ovvero la prima dopo la partenza friulana) che potrebbe forse chiudersi a Vicenza in sostituzione della proposta iniziale di una crono sui Colli Berici. Quello che non torna di questo schema è l'eccesso di tappe impegnative consecutive: se come sembra indicare Brambilla l'eventuale arrivo a Negrar fosse preceduto da salite, praticamente avremmo un'ultima settimana fatta di sole tappe per uomini di classifica. Per quanto si possa alleggerire, l'arrivo a Madonna di Campiglio è necessariamente in cima ad una salita di 12 km; invece la tappa per Lienz potrebbe anche essere disegnata da volata, ma appare poco credibile al venerdì e dopo le dichiarazioni delle amministrazioni locali che vorrebbero Bannberg e Stronach nel finale.

Sicuramente i prossimi giorni sono decisivi per chiarire alcuni di questi punti. Forse - e sottolineiamo forse - alcuni non sono ancora chiari nemmeno ad RCS stessa.

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