Seconda vittoria consecutiva per Jonas Vingegaard alla Volta a Catalunya 2026
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Alla Volta a Catalunya comanda sempre Jonas Vingegaard

Jonas implacabile in salita. Battuti Martinez e Lipowitz. Grande lavoro di Evenepoel, a completa disposizione del compagno di squadra teutonico

Voleva vincere anche oggi e così è stato. Dopo il trionfo di ieri, Jonas Vingegaard ha conquistato in solitaria anche la sesta tappa della Volta a Catalunya 2026, 158 km da Berga al Santuario di Queralt. Spesi tutti i compagni di squadra per tenere sotto controllo la fuga di giornata, che ha visto di nuovo protagonista Giulio Ciccone, nuovo leader della classifica dei gran premi della montagna, il danese ha resistito al ritmo di Remco Evenepoel, a completo servizio del compagno di squadra Florian Lipowitz nel finale, per poi sferrare l'attacco decisivo nei 2200 metri finali.

Sempre in controllo, almeno all'apparenza, il danese ha preceduto di 10" la coppia Lenny Martinez-Lipowitz e di 16" Valentin Paret-Peintre. Giù dal podio Felix Gall: l'austriaco della Decathlon si è fatto sorprendere nell'ultima discesa di giornata, sotto i colpi di Evenepoel, arrivando a più di 2' dal vincitore di giornata.

Volta a Catalunya 2026, 6a tappa - La cronaca

La giornata si è aperta con il ritiro di Tom Pidcock. Vittima nella tappa di ieri di una caduta che gli “è costata almeno una vita”, il folletto della Pinarello-Q36.5 è stato costretto a non ripartire, soprattutto per le condizioni del suo ginocchio destro: gli esami strumentali, a cui la squadra lo ha sottoposto ieri, hanno evidenziato una vasta raccolta di liquido e varie lesioni ligamentose e ossee, con microfratture al tibia e perone. “Mi considero comunque molto fortunato”, ha puntualizzato Pidcock, che ieri aveva sottolineato l'importanza di avere la radio funzionante, visto che nessuno sapeva dove si trovasse, dopo la caduta in un burrone.

L'avvio, dopo la partenza da Berga, è stato, come al solito, frizzante. Grande la voglia di provare ad anticipare Vingegaard e gli altri uomini di classifica, con alcuni protagonisti della fuga di ieri di nuovo all'attacco. Tra questi, Marc Soler e Giulio Ciccone, entrambi a caccia non solo della vittoria di giornata, ma anche di punti per la classifica dei gpm. Con loro, Richard Carapaz, Andreas Leknessund, Nairo Quintana, Rudy Molard, Embret Svestad-Bårdseng, Mattia Cattaneo, Bart Lemmen, Byron Munton, Diego Uriarte, Damien Howson, Andrea Raccagni Noviero, Ramses Debruyne e Jake Stewart.

Assenti, nella fuga di giornata, tanto la Decathlon quanto la Bahrain, compatte a fianco dei rispettivi capitani - Gall e Martinez - entrambi sul podio ieri. Il loro lavoro, unito a quello della Visma-Lease a Bike, ha tenuto il vantaggio dei fuggitivi sotto ai 2'. Tesoretto ulteriormente eroso sulla salita più dura di giornata, il Coll de Pradell, con gli ultimi 5 chilometri e mezzo sempre e abbondantemente in doppia cifra. In gruppo, la Visma ha fatto selezione grazie al lavoro di Nordhagen, mentre davanti Soler ha provato il solito, scriteriato attacco, seguito da Munton.

Nordhagen, Vingegaard, Martinez e gli altri sulle aspre rampe del Coll de Pradell
Nordhagen, Vingegaard, Martinez e gli altri sulle aspre rampe del Coll de Pradell

Al loro passo, Ciccone, Svestad-Bårdseng e Carapaz sono rientrati su Soler, rimasto solo nel frattempo. Dal gruppo, frattanto, provava a evadere Cian Uijtdebroecks, con un'azione tra il velletario e il folle, esauritasi nel breve volgere di qualche minuto. Ulteriore selezione l'ha fatta la penultima asperità di una giornata da quasi 4mila metri di dislivello, la Collada de Sant Isidre. Tanto la salita, quanto la discesa, hanno fatto selezione, con Evenepoel a completa disposizione di Lipowitz su entrambi i fronti.

Grazie al lavoro del belga (la cui prestazione è stata sensibilmente più robusta, rispetto a quella di ieri), Vingegaard è rimasto isolato, Ciccone e gli altri fuggitivi sono stati definitivamente ripresi (a 17 km dal traguardo) e, soprattutto, Gall è stato staccato in discesa. Prima 10", presto raddoppiati e poi ulteriormente cresciuti, nonostante il lavoro di Ciccone, al servizio, con le ultime energie rimastegli, del compagno di squadra Skjelmose, attardato insieme all'austriaco. Nulla da fare, visto che, ai piedi del Santuario di Queralt, il distacco aveva sfondato il minuto primo.

Ad attaccare in testa l'ascesa decisiva sono stati in sette: Eulalio in testa, al servizio di Martinez, lo stesso francesino, insieme a Vingegaard, Lipowitz, Evenepoel, Paret-Peintre e Carapaz. L'olimpionico di Tokyo si è presto staccato, seguito dal portoghese della Bahrain, che ha lasciato la testa del gruppetto dei più forti prima al compagno di squadra, primo all'ultimo traguardo volante di giornata, e poi di nuovo a Evenepoel. Con il suo lavoro, la Red Bull ha rafforzato il podio virtuale di Lipowitz, cercando al contempo di mettere pressione su un Vingegaard sempre attentissimo.

Staccare il danese si è rivelata una vera e propria missione impossibile. Anzi: il due volte vincitore del Tour de France ha attaccato a poco più di 2 km dall'arrivo, in corrispondenza del tratto più duro della salita. Come ieri, Vingegaard ha fatto il vuoto. Lipowitz, l'ultimo ad arrendersi, ha accumulato subito un paio di decine di metri di distacco, con Martinez alla sua ruota e restio a dargli anche un solo cambio.

Il 29enne danese, voltatosi più volte nell'ultimo chilometro, non ha avuto difficoltà a mantenere una decina di secondi di vantaggio sul duo al suo inseguimento, andando così a conquistare la seconda vittoria della settimana, la quinta nel 2026 e la 46a in carriera. Alle sue spalle, la volatina dei battuti è andata a un cinico Lenny Martinez, con il connazionale Paret-Peintre quarto a 16" e un encomiabile Evenepoel quinto a 27". Settimo, a 2'08" da Vingegaard, Gall, arrivato insieme a Skjelmose. Primo italiano al traguardo, anche oggi, Lorenzo Fortunato, 19o a 4'29".

In classifica generale, è Lenny Martinez il primo, ipotetico inseguitore di Vingegaard, a 1'22" di distacco. Troppo, per pensare di recuperarli domenica, nella consueta tappa conclusiva di Barcellona, con il circuito del Montjuic ultimo arbitro nella lotta per i due gradini più bassi del podio. Il 22enne di Cannes vanta 8" di vantaggio su Lipowitz e 21" sul connazionale VPP. L'anno scorso, Roglič stacco Ayuso proprio sulle rampe del Montjuic: tutto è ancora in gioco, maglia bianco-verde di Vingegaard a parte, ovviamente.

Volta a Catalunya 2026, 6a tappa - L'ordine di arrivo

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Marco Francia
Nonostante tutto, il ciclismo è la mia unica passione.