
La cronoscalata da record di Tadej Pogačar sull'Alpe d'Huez
La maglia gialla parte dall'inizio della salita finale, riprende tutti i fuggitivi, stacca Carapaz e Martinez nel finale e vince con record di scalata (35'26")
Mancava quasi solo questo. Tadej Pogačar aggiunge un'altra pagina alla sua lunga storia da dominatore del Tour de France, a due giorni dalla sua quinta maglia gialla in carriera. La quinta vittoria di tappa arriva sull'Alpe d'Huez, teatro di tanti momenti indimenticabili che ora ha un nuovo record di scalata. Sono serviti trentacinque minuti e ventisei secondi per completare i 13.8 chilometri di salita, quasi un minuto e mezzo in meno del precedente primato di Marco Pantani. 35'26" è il risultato di una tappa corta e tirata fin dall'inizio, con diverse squadre a darsi battaglia per obiettivi differenti mentre il UAE Team Emirates cercava di far fronte ai problemi di alcuni dei suoi elementi più importanti.
La tappa è stata resa spettacolare dalle follie di Mads Pedersen, che oggi ha messo il sigillo sulla maglia verde e ha pure aiutato la squadra nel finale, e dalla sfida tra i più forti della fuga, con un Richard Carapaz indemoniato, Sepp Kuss libero da obblighi di classifica e Lenny Martinez in missione per risalire la classifica e cercare la prima vittoria francese di questa edizione. Alle loro spalle però stava arrivando la maglia gialla, che per andare a prendersi la vittoria che voleva è dovuto partire quasi subito per il suo inseguimento in salita, facendosi largo tra la folla e tra i fuggitivi fino a 800 metri dall'arrivo, quando anche Carapaz e Martinez hanno dovuto cedere. Difficile parlare di impresa per un qualcosa di già visto molte volte con sfumature simili e così prevedibile nei valori, ma di prestazioni come questa ce ne saranno poche anche nella carriera del più grande corridore da Grand Tour di tutti i tempi.
Tour de France 2026, la cronaca della diciannovesima tappa
Dopo la partenza da Gap si sale subito verso il Col Bayard (4.7 km al 7.1%), dove si forma subito il fugone di giornata. All'attacco sono in più di quaranta, con quattro squadre rappresentate da quattro corridori: si tratta della Visma Lease a Bike (Bruno Armirail, Matteo Jorgenson, Sepp Kuss, Davide Piganzoli), Movistar (Pablo Castrillo, Javi Romo, Einer Rubio, Raúl García Pierna), la EF Education-EasyPost del vincitore di ieri Richard Carapaz, insieme a Alex Baudin, Ben Healy e Sean Quinn, e la Lidl-Trek di Mads Pedersen, che punta ancora allo sprint intermedio insieme a Derek Gee-West, Quinn Simmons e Mathias Vacek.
Davanti c'è anche Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), che passa per primo anche sul Col du Noyer (7.3 km all'8.4%), altri interessanti alla tappa come Thymen Arensman (Netcompany INEOS), Ben O'Connor (Team Jayco AlUla) e Tobias Johannesen (Uno-X Mobility), Yannnis Voisard (Tudor Pro Cycling) e Lenny Martinez (Bahrain-Victorious), settimo in classifica a 12'50". La situazione sfugge al controllo di un UAE Team Emirates ancora vulnerabile, con Tim Wellens subito staccato, tanto che davanti c'è anche Adam Yates con altre potenziali teste di ponte, Mattia Cattaneo (Red Bull-BORA-hansgrohe), Matthew Riccitello e Tiesj Benoot (Decathlon CMA CGM).
Nel fondovalle si mette a tirare Nils Politt, ma anche la Red Bull mette i suoi uomini davanti per provare a controllare. Anche la Pinarello Q36.5 arriva davanti, ma allo sprint intermedio di Le Périer ci sono ancora oltre quattro minuti tra la fuga e il gruppo. Dopo i 25 punti presi da Pedersen, la Lidl-Trek torna a pensare alla classifica di Juan Ayuso e Mattias Skjelmose, la cui posizione è insidiata da Martinez. Gee-West torna in gruppo e alza l'andatura sul Col d'Ornon (5.5 km al 6.2%), dove la fuga si sfalda sul ritmo della Visma.
Allo scollinamento restano davanti Armirail, Kuss, Cattaneo, Simmons, Carapaz, Benoot con Riccitello, Harold Tejada (XDS Astana), Clément Braz Afonso (Groupama-FDJ United), Martinez, Arensman con Foss, Johannesen, Romo e Rubio, mentre con la maglia gialla c'è ancora Felix Großschartner e pochi altri aiutanti degli uomini di classifica. Con Pedersen e Vacek staccati per aiutare i capitani, il distacco scende a 3'25" ai piedi dell'Alpe d'Huez.
La vittoria da record di Tadej Pogačar
La maglia verde spinge fino ai primi metri della salita, poi tocca ancora a Großschartner, a Maxim Van Gils (Red Bull-BORA-hansgrohe) e Nicolas Prodhomme (Decathlon CMA CGM) preparare il terreno per i rispettivi capitani. Mentre Tom Pidcock (PInarello Q36.5) cede subito e anche Ayuso si stacca subito dopo e Arensman accende la miccia davanti, a oltre 12 chilometri dalla vetta arriva l'attacco di Tadej Pogačar. La scena è sempre la stessa: la maglia gialla crea seperazione in progressione da seduto, tutti gli altri pensano a salvare loro stessi e ai rivali diretti per il podio.
Pogačar trova Yates sulla sua strada per dargli una mano, mentre davanti sono rimasti solo Kuss, Carapaz e Martinez con poco più di due minuti e mezzo. Dopo essere rimasto un po' a ruota del compagno, Pogačar recupera un minuto nel giro di un paio di chilometri, mentre dietro è Paul Seixas a prendere l'iniziativa, sia in prima persona che con l'aiuto dei compagni. Davanti si ripete più volte la stessa scena: Carapaz piazza almeno quattro attacchi simili a quello che lo aveva portato alla vittoria ieri, Martinez risponde molto bene, si riporta in scia e poi rifiata, consentendo anche a Kuss di rientrare.

A 3 chilometri dall'arrivo, quando il tratto più duro sta per finire e con esso anche il massimo del delirio generato dal pubblico, Carapaz riesce a rimanere da solo per la prima volta, ma Pogačar ormai vede e punta i tre fuggitivi. Lo sloveno sta per esaurire il suo massimo sforzo e non può spingere come all'inizio di uno dei suoi attacchi, tanto che Martinez riesce a rimanergli a ruota mentre va a chiudere sull'ecuadoriano. Ai -1.8 sono di nuovo in tre in testa alla corsa, ma al posto di Kuss c'è la maglia gialla pronta a completare l'opera. La prima accelerazione non basta per staccare gli altri due, la seconda invece è quella buona. A 800 metri dall'arrivo Pogačar non ha più nessuno da andare a riprendere, nessuno che può togliergli una delle vittorie più impressionante della sua storia da dominatore del Tour de France.
Martinez riesce a sprintare per la seconda posizione e il quinto posto in generale, dopo aver condotto la salita finale in modo non ideale per le speranze di vittoria della fuga, ma probabilmente ottimale per la gestione del suo sforzo. A 2'29" dal vincitore arriva Remco Evenepoel, che negli ultimi tre chilometri è riuscito a staccare gli altri contender per il podio. Le differenze tra loro sono comunque minime: Del Toro stacca Seixas nel finale ma gli prende solo 4", mentre un ottimo Skjelmose arriva con il giovane francese e perde la posizione da Martinez per nove secondi. Naufraga invece il suo compagno Ayuso, che arriva a 6'26" da Pogačar e perde due posizioni. Sia Pidcock che Jordan Jegat vengono superati da Carapaz, che si prende anche la maglia a pois per un solo punto.
