Christian Scaroni con Ludovico Crescioli nell'undicesima tappe del Giro d'Italia. ©sprintcycling
Giro d'Italia

Scaroni: "Sempre onorare la corsa"; Gianetti: "Dopo tanta sfortuna, incredibili i miei ragazzi"

Le dichiarazioni dei protagonisti della undicesima tappa del Giro d'Italia 2026: dalla gioia di Gianetti per i suoi corridori alla tenacia di Narváez, fino alla resistenza di Eulálio in maglia e alla solidarietà di squadra celebrata da Pellizzari

Jhonatan Narváez si afferma come il corridore finora più prolifico del Giro d'Italia 2026 conquistando la sua terza vittoria in undici tappe sul traguardo di Chiavari. Il campione ecuadoriano della UAE Emirates-XRG ha trovato l'ennesimo successo una frazione nervosa e tatticissima, riuscendo a entrare nella fuga decisiva grazie al prezioso lavoro di Mikkel Bjerg e António Morgado, per poi neutralizzare ogni tentativo avversario sulle salite finali e battere Enric Mas (Movistar) in una volata a due senza storia ai 200 metri. Sul podio anche Diego Ulissi (XDS Astana) in terza posizione che precede Chris Harper (Pinarello Q36.5) vincendo la volata del gruppo inseguitore, arrivato a 11".

In chiave azzurra si mettono in luce diversi corridori: Christian Scaroni (XDS Astana) chiude quinto a 1'13" dopo una caduta e la successiva rimonta impressionante sull'ultima salita, mentre tra i primi dieci figurano anche Ludovico Crescioli (Polti VisitMalta) sesto, Simone Gualdi (Lotto Intermarché) ottavo e Andrea Raccagni Noviero (Soudal Quick-Step) decimo. In classifica generale Afonso Eulálio (Bahrain Victorious) conserva la maglia rosa con 4'09" di vantaggio sul gruppo degli uomini di classifica, arrivati con un ritardo di 3'24" dal vincitore di tappa.

Jhonatan Narváez batte Enric Mas a Chiavari ©Giro d'Italia/LaPresse
Jhonatan Narváez batte Enric Mas a Chiavari ©Giro d'Italia/LaPresse

Ecco le dichiarazioni dei protagonisti della undicesima tappa del Giro d'Italia 2026

Jonathan Narváez: "Non potrai mai dire di essere il migliore finché non avrai tagliato il traguardo."

“C'era un gruppo di corridori che non voleva aiutarmi. Dico, qui nessuno ti regala niente nelle corse, e bisogna giocarsela con le gambe che si hanno. Quindi, stando lì, bisognava solo rispettare sempre gli avversari, no? Perché era un gruppo forte, un gruppo forte. Tutti vengono qui con il miglior materiale, le migliori bici, i migliori abiti, quindi non puoi mai dire di essere il migliore finché non passi il traguardo. Sì, chiaramente è stato un gioco di scacchi mentale con Enric [Mas]. Lui mi ha messo molta pressione in salita e poi io gliene ho messa molta in discesa, e nella volata. Devo vedere dove sono bravo. Lui è bravo in salita, ha fatto del suo meglio, ma non potevo dargli cambi in salita. Io gliene ho dati in pianura, in discesa, e poi sapevo di essere il più veloce allo sprint. -ha dichiarato il corridore a caldo dopo l'arrivo- Stamattina avevo detto che tutto era a posto, e nei primi 10 km non eravamo nella fuga e poi è iniziato. Credo che se UAE non avesse inseguito in quel momento, la fuga sarebbe andata via e avremmo corso lentamente per tutta la giornata, ma i miei compagni Morgado e Mikel [Bjerg], si sono lasciati tutto per chiudere il gap e abbiamo potuto continuare a correre. Grazie. Grazie.”

Afonso Eulálio: "Il team ha fatto un lavoro fenomenale come tutti i giorni"

“Sì, un po' stressante, nervoso. Sì, un po', vogliamo sempre rendere la corsa un po' più controllata, no? Ma il team ha fatto un lavoro fenomenale come tutti i giorni e alla fine abbiamo mantenuto la maglia, che è la cosa più importante. -ha dichiarato Eulálio ai microfoni di Cycling Pro.Net- Sì, un po'. Ho cercato di controllare il più possibile negli altri due passi prima dell'ultimo, mi sono un po' staccato, ma per controllare anche un po' il mio sforzo e avere le gambe che mi servivano per l'ultimo. Adesso, dopo oggi, manteniamo la maglia, giorno per giorno, e vediamo cosa possiamo fare.”

Jonas Vingegaard: "È stata una tappa abbastanza dura, tutti volevano una giornata facile"

“Sì, penso che sia stata una tappa abbastanza dura. Con un profilo come questo, te lo puoi anche aspettare. Ma sì, ci ha messo molto tempo prima che la fuga partisse e da lì penso che tutte le squadre di classifica volessero una giornata un po' tranquilla, se così si può dire. Quindi penso che abbiano preso il controllo solo per non lasciare alla fuga troppo vantaggio. Beh, non direi che abbiano cercato di testare qualcuno. In quel caso il ritmo avrebbe dovuto essere un po' più alto, direi. Penso che fosse più una questione di difesa.”

Giulio Pellizzari: "Sono fortunatissimo di avere una squadra super forte"

“Sto certamente meglio rispetto a domenica. Spero che adesso avremo due giorni più semplici perché anche oggi è stata molto dura -ha detto Pellizzari ai microfoni di Eurosport-. Da corridore di classifica è complicato, devi sempre stare concentrato e sono fortunatissimo di avere una squadra super forte con me e che mi aiuta tanto, soprattutto mentalmente. Continueremo a fare le cose giuste, arriverà la giornata buona.”

Christian Scaroni: "Bisogna sempre onorare la corsa, oggi ci ho creduto"

“Bisogna sempre onorare la corsa" -ha detto Christian Scaroni ai microfoni di Eurosport- "Oggi ci ho provato, ci ho creduto anche, ma non è andata". Ho un po' di dolori, però se ci ho pedalato sopra vuol dire che non ho nulla di rotto ed è qualcosa di positivo, stasera faremo i conti dei danni. Oggi forse ho sprecato un po' all'inizio, abbiamo messo Ulissi e Bettiol nella fuga, in salita sono rientrato con Narváez e un altro gruppettino e sono contento per Diego.”

Mauro Gianetti (ds UAE Emirates-XRG): "È incredibile quello che stanno facendo i ragazzi"

“È davvero incredibile quello che stanno facendo i ragazzi dopo tutta la sfortuna che abbiamo avuto” -ha dichiarato il team manager Mauro Gianetti ai microfoni di Eurosport- “Hanno cambiato marcia. È stata un'opportunità unica per quei ragazzi, per prendersi le loro chance senza dover lavorare per un leader. E tutti l'hanno sfruttata alla grande. Ciò che ha dato forza a Jhonatan è stata una buona mentalità, una grande dose di professionalità e l'amore per la corsa. Dopo il suo incidente ha lottato a lungo con se stesso e con i problemi fisici, ma il Giro era sempre nella sua testa. Voleva dimostrare il suo valore qui. Quella caduta è stata forse anche un'occasione per imparare qualcosa in più e per trovare motivazione extra. Ci stiamo lavorando duramente. Ognuno avrà la sua chance, ma non siamo soli nel gruppo. Anche la concorrenza è motivata.”

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