La protesta dei corridori prima del via (© via X @laflammerouge)
La protesta dei corridori prima del via (© via X @laflammerouge)

Significativa presa di posizione da parte dei corridori alla linea di partenza dell'ultima classica Monumento della stagione. Il via da Bergamo per l'edizione 120 de Il Lombardia, previsto per le ore 11, è stato posticipato di cinque minuti a seguito della decisione degli atleti di fare una piccola ma rilevante protesta contro la sicurezza nei percorsi di gara, alla luce degli ultimi episodi avvenuti questa settimana alla Coppa Bernocchi e alla Tre Valli Varesine.

Remco portavoce

A prendere la parola di fronte al pubblico è stato uno dei riferimenti del plotone internazionale, Remco Evenepoel, al debutto con la maglia di campione europeo. "Troppi incidenti con veicoli sul percorso sono accaduti nell'ultimo periodo. Dei colleghi si sono fatti male e uno di loro, un nostro fratello (Finlay Tarling, nda), ha perso la vita. Ci teniamo a fare questa dichiarazione per mostrare a tutto il mondo che non possiamo continuare ad accettare il fatto che dei ragazzi continuino a farsi del male se non letteralmente morire mentre stanno facendo quello che più gli piace.

Non possiamo più tollerare tutto ciò e ci teniamo con questa iniziativa a rendere omaggio ed esprimere il nostro rispetto a tutti coloro che sono stati coinvolti negli ultimi incidenti. Agli organizzatori chiediamo per favore di poter correre in sicurezza facendo ciò che ci piace senza doverci preoccupare di veicoli e moto che entrano nel percorso".

 

Il comunicato

Di seguito la nota congiunti dei corridori, che sui social è stata rilanciata da numerosi ciclisti di spicco tra i quali Remco Evenepoel, Tom Pidcock, Michał Kwiatkowski, Ben Healy e Andreas Leknessund oltre al presidente del sindacato internazionale dei ciclisti professionisti (Cpa) Adam Hansen.

"Come ciclisti - si legge nel comunicato - siamo uniti contro i rischi inutili a cui vengono esposte le nostre vite. Solo questa settimana si sono verificati diversi incidenti causati dalla presenza di veicoli sui percorsi di gara. Due ciclisti sono caduti dopo aver urtato una moto che procedeva in senso contrario sul tracciato di gara. Fortunatamente entrambi se la sono cavata con qualche taglio e qualche livido, ma avrebbe potuto andare molto peggio.

Quest’estate, una vita è stata tragicamente persa proprio a causa di questo tipo di negligenza. Non lo tollereremo più. I corridori gareggiano ad alta velocità con scarsa protezione e contiamo sugli organizzatori delle gare per garantire la sicurezza delle strade. Questa responsabilità non viene adempiuta.

Il comunicato ufficiale dei corridori
Il comunicato ufficiale dei corridori

Chiediamo l’intervento dell’UCI affinché gli organizzatori delle gare - spiegano - si assumano le proprie responsabilità e agiscano. Ciò significa un dialogo serio e aperto tra corridori, organizzatori e l’UCI, che porti a cambiamenti concreti nelle modalità di messa in sicurezza e gestione dei percorsi di gara.

Dopo cinque minuti, abbiamo ripreso a correre come di consueto. Non volevamo compromettere lo svolgimento della gara, ma solo dimostrare ciò che i corridori possono fare quando si uniscono in un unico fronte. Amiamo questo sport. Rispettiamo gli organizzatori delle gare. Vogliamo gareggiare al massimo e offrire uno spettacolo ai nostri tifosi. Ma, cosa più importante di tutte - concludono - vogliamo tornare a casa sani e salvi dai nostri cari".

Pochi minuti dopo sui propri canali social Michael Tarling, padre di Finlay (deceduto durante la Volta Portugal lo scorso 14 agosto) e di Joshua (corridore della Netcompany INEOS), ha pubblicato un messaggio di forte apprezzamento per l'iniziativa: “Siamo davvero grati, commossi e orgogliosi dei colleghi corridori di Fin che oggi hanno preso posizione al Giro di Lombardia. Le cose devono cambiare e nessun’altra famiglia dovrebbe mai ricevere la telefonata che abbiamo ricevuto noi il 14 agosto. Speriamo sinceramente che l’UCI stia ascoltando e che vengano apportati dei cambiamenti”.

Gli ultimi incidenti

L'iniziativa arriva alla luce degli ultimi episodi avvenuti questa settimana: alla Coppa Bernocchi un furgone dell'e-commerce è entrato sul percorso a 20km dall'arrivo tra i fuggitivi e il gruppo, mentre alla Tre Valli Varesine i corridori della Pinarello Q36.5 Marcel Camprubí e Thomas Gloag, secondo quanto riportato dal loro compagno Tom Pidcock nel post gara, sono stati investiti da una moto della polizia che procedeva in direzione opposta.

L'incidente di cui è stato vittima il campione spagnolo Marcel Camprubí (via Instagram @marcelcampru)
L'incidente di cui è stato vittima il campione spagnolo Marcel Camprubí (via Instagram @marcelcampru)
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