Alessandro Romele: "Sono secondo dietro un mostro, voglio dedicarla a un amico"
Le dichiarazioni dei protagonisti della 15 tappa della Vuelta a España 2026: Romele esulta per il secondo posto dietro Van Aert e dedica il risultato a un amico colpito da un lutto. Brennan: "Porteranno via qualcuno in ambulanza di questo passo"

Wout van Aert centra il bis a 48 ore di distanza e vince anche la quindicesima tappa della Vuelta a España 2026 a Córdoba, proseguendo un'edizione della Vuelta da protagonista assoluto. Il belga della Visma | Lease a Bike, già a segno nella tredicesima tappa, ha attaccato dopo il Puerto de Artafi entrando a far parte del quintetto di testa insieme a Alessandro Romele, Thibau Nys, Andreas Leknessund e Ramses Debruyne. Nell'ultima fase, con i cinque a giocarsi la vittoria tra tattiche e giochi di posizione sotto i 43 gradi di Córdoba, Van Aert ha gestito alla perfezione la situazione: ha risposto all'attacco di Nys e ha chiuso con una volata di potenza superiore, tagliando il traguardo a braccia alzate. Alle sue spalle un ottimo Romele (secondo) e Nys (terzo), con Debruyne quarto e Leknessund quinto.
Ottima giornata per gli italiani: Alessandro Romele, in forze alla XDS Astana, centra la quinta top ten in questa Vuelta e si conferma terzo nella classifica a punti alle spalle di Van Aert e Matthew Brennan; sesto posto invece per Alessandro Covi della Jayco-AlUla, protagonista in una tappa che ha tagliato fuori gran parte dei velocisti puri. Per Van Aert si tratta del 59° successo in carriera, il secondo in questa Vuelta; per la Visma | Lease a Bike è la quinta vittoria di tappa in quindici frazioni, tre delle quali firmate dal giovane Brennan. La classifica generale non registra variazioni: Enric Mas di Movistar conserva la maglia rossa con 2'06" su Felix Gall (Decathlon CMA CGM) e 2'10" su Primož Roglič (Red Bull-BORA-hansgrohe).

Ecco le dichiarazioni dei protagonisti della quindicesima tappa della Vuelta a España 2026
Wout van Aert: "Volevamo davvero sorprendere il gruppo"
“Questo è davvero fantastico" -ha dichiarato il vincitore di tappa ai microfoni di Sporza-. "Dopo questa vittoria è meglio non tornare più a Córdoba, perché prima o poi ci perderò. Magari ci tornerò per le vacanze. Era nostro obiettivo sorprendere il gruppo. Abbiamo preso il controllo abbastanza presto, ma non credo che le squadre avversarie si aspettassero che avremmo scelto di attaccare. Ho visto la mia chance al traguardo volante e, con Matthew ancora nel gruppo inseguitore, non c'erano rischi. Avevamo sempre una buona opzione per la volata. È così che mi piace correre. Era comunque difficile controllare tutto. I miei compagni di fuga belgi erano molto forti e lavoravano bene. Leknessund stava però un po' giocando d'azzardo, con ancora un suo compagno di squadra nel gruppo inseguitore. Mi aspettavo un suo attacco, ma lo hanno iniziato abbastanza tardi. Da quel momento volevo semplicemente controllare tutto e arrivare alla volata. È davvero fantastico. La maggior parte delle tappe che avevamo cerchiato in anticipo le abbiamo anche vinte. È piuttosto impressionante. È bellissimo vedere come oggi siamo riusciti a controllare la tappa. Questo mi rende orgoglioso."
Alessandro Romele: "Secondo dietro un mostro come Van Aert, è un risultato fantastico"
“Mi sentivo molto bene stamattina e ho cercato di anticipare al traguardo volante. Ero così ben posizionato davanti... Sono felicissimo di arrivare secondo dietro un mostro come Wout van Aert. È un risultato fantastico. Sono molto orgoglioso di me stesso. Voglio anche ringraziare la mia famiglia.” -ha dichiarato ai microfoni di Eurosport- “Tutto quello che speravo per questa Vuelta, per ora si sta avverando. Oggi ero anche extra motivato e voglio dedicare questo secondo posto a un mio amico, che ha perso sua sorella in un incidente d'auto. Volevo onorarlo con una vittoria. Spero ancora di vincere una tappa in questa Vuelta. Si spera che arrivi, ma è anche importante rimanere umili e continuare a lavorare duro.”
Matthew Brennan: "Non mi sorprenderebbe vedere qualcuno andare a casa in ambulanza"
“Beh, non lo rifarei, ma sì, qui abbiamo una media di 41°C” -ha detto Brennan ai microfoni di Eurosport, guardando il suo ciclocomputer- “Quindi questa è la media; quando ero sulla salita all'inizio, erano 44°C. A quel punto cominci a pensare: 'cosa stiamo facendo?'Un normale impiegato deve avere la temperatura dell'ufficio impostata a 20°C o giù di lì, e sono sicuro che anche le persone all'ufficio dell'UCI ce l'abbiano a 20°C. Quindi quando siamo là fuori a sgobbare per il loro spettacolo, insomma, non è il massimo, ma lo facciamo… ed è lo show che mettiamo in scena. Però penso che non mi sorprenderebbe se ci fosse qualcuno che va a casa in ambulanza stasera con un colpo di calore. Domani faccio quello che so fare meglio, che è niente, quindi non vedo l'ora. Starmene sdraiato sul letto, dormire, e il giorno dopo elaborare un piano. Penso che i ragazzi siano pronti; abbiamo molta motivazione da quello che stiamo facendo. A che tappa siamo? 15, e abbiamo già vinto un terzo delle frazioni – perché non puntare a 6 o 7 vittorie? Vedremo cosa riusciamo a fare.”
Thibau Nys: "Forse avevo bisogno di avere un po' più di coraggio"
“*Sono molto soddisfatto perché questo non è un risultato che arriva dal nulla. Me lo sono conquistato io, stando lì. -ha dichiarato Nys ai microfoni di VRT- Non so nemmeno se debba essere davvero deluso, per questo dovrei rivedere ancora una volta lo sprint, ma sono andato presto all'attacco. E forse non avrei dovuto farlo. Avrei forse dovuto avere un po' più di coraggio per aspettare altri 50 metri. Così avrei potuto rimontare da dietro. Ma avevo così paura di sprecare un'occasione partendo troppo tardi. L'ho già fatto troppo spesso durante la mia carriera e da giovane, finendo per non arrivare allo sprint. Era l'unica cosa a cui pensavo un po', col rischio di buttare via tutto. Ma quando vedi come ne esce lui... Chapeau. Sono andato allo sprint con molta fiducia in me stesso, ma ero partito da troppo lontano.*