Van Aert  vince a Córdoba la 15esima tappa della Vuelta 2026 ©Team Visma | Lease a Bike
Van Aert vince a Córdoba la 15esima tappa della Vuelta 2026 ©Team Visma | Lease a Bike

Dopo aver aspettato a lungo la prima vittoria, Wout van Aert ha immediatamente concesso il bis a 48 ore di distanza. Il belga ha conquistato anche la quindicesima tappa della Vuelta a España 2026, chiudendo nel migliore dei modi una corsa che nelle prime due settimane lo ha visto protagonista praticamente ogni volta che la strada ha offerto un'occasione. Già a segno nella tredicesima tappa, dopo essere stato per quattro volte nella fuga e aver collezionato tre piazzamenti tra i primi cinque, Van Aert ha nuovamente centrato la fuga giusta e a Córdoba ha imposto la propria superiorità in una volata ristretta. Una vittoria di forza, ma soprattutto di testa, costruita aspettando il momento giusto e leggendo alla perfezione gli attacchi degli avversari: quasi un Van Averroert, omaggio al filosofo cordovese Averroè, maestro della logica e della razionalità. Alle sue spalle è arrivato un ottimo Alessandro Romele, secondo e autore della sua quinta top ten in questa Vuelta, davanti a Thibau Nys. Sesto un altro italiano, Alessandro Covi, mentre la classifica generale non ha subito modifiche.

Per il 31enne di Herentals è il 59° successo della carriera, il secondo in questa Vuelta e il quinto conquistato dalla Visma | Lease a Bike nelle prime quindici tappe: tre portano la firma del giovane Matthew Brennan, due quella del suo capitano. Sulle strade di Córdoba, Wout van Aert ha così aggiunto un altro tassello alla propria candidatura per il Mondiale, proponendosi ancora di più come uno dei grandi favoriti per la rassegna canadese.

Vuelta a España, la cronaca della 15esima tappa: frazione accorciata, ma subito corsa vera

La giornata era iniziata con una novità importante: a causa del caldo estremo la Vuelta aveva tagliato la frazione da 189,7 a 110,2 chilometri, posticipando anche la partenza. Il percorso andava da Palma del Río a Córdoba e, nonostante il taglio, conservava un finale molto mosso. Dopo il Puerto de la Forestal, 7,4 chilometri al 4,4%, il tracciato proponeva una serie di ondulazioni fino al Puerto de Artafi, 5,9 chilometri al 5,7%, ultima vera difficoltà della giornata. Dalla cima mancavano circa 40 chilometri, ma la parte decisiva era ancora caratterizzata da saliscendi, discesa e da soli dieci chilometri sostanzialmente pianeggianti verso Córdoba.

Nonostante i soli 110 chilometri e temperature che nel finale hanno raggiunto valori impressionanti, la corsa è partita subito a tutta. Dopo una lunga serie di attacchi e contrattacchi si è formata una fuga di undici corridori: Frederik Wandahl (Red Bull-BORA-hansgrohe), Ivo Oliveira (UAE Emirates-XRG), Xabier Mikel Azparren (Pinarello Q36.5), Enzo Paleni (Groupama-FDJ United), Ethan Hayter (Soudal Quick-Step), Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), Rudy Porter (Jayco-AlUla), Alastair Mackellar (EF Education-EasyPost), Fabian Weiss (Tudor), Reuben Thompson (Lotto-Intermarché) e Gijs Leemreize (Picnic PostNL).

Il gruppo di fuggitivi, però, non ha mai avuto vera libertà. Steven Kruijswijk (Visma | Lease a Bike) e Bruno Armirail (Visma | Lease a Bike) hanno lavorato a lungo in testa al gruppo, insieme agli uomini della Cofidis, tenendo i fuggitivi a circa un minuto. Anche quando Georg Steinhauser (EF Education-EasyPost) ha provato a raggiungere la fuga da solo, il gruppo non gli ha concesso spazio: la Visma voleva evidentemente tenere la corsa sotto controllo, sia per Wout Van Aert sia per Matthew Brennan.

Matthew Brennan (screen da Eurosport)
Matthew Brennan (screen da Eurosport)

Sulla prima salita il ritmo ha cominciato a fare vittime. La selezione è diventata progressivamente più severa e, soprattutto, diversi velocisti hanno iniziato a perdere terreno. Tra questi anche Bryan Coquard (Cofidis), che aveva vinto l'ottava tappa, e Jordi Meeus (Red Bull-BORA-hansgrohe), due delle ruote veloci che avrebbero potuto rappresentare una minaccia per Van Aert. Un problema meccanico ha inoltre costretto il terzo in classifica generale Primož Roglič (Red Bull-BORA-hansgrohe) a fermarsi per cambiare bicicletta: lo sloveno è comunque riuscito a rientrare nel gruppo dei favoriti.

Van Aert decide di non aspettare la volata

Il vero ribaltone è arrivato sul Puerto de Artafi. Davanti Andreas Leknessund (Uno-X Mobility) ha accelerato con decisione, frantumando definitivamente la fuga. Il norvegese è rimasto per qualche momento da solo, mentre alle sue spalle si è formato un gruppetto nel quale è riuscito a riportarsi Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech).

Debruyne ha poi raggiunto Leknessund e i due hanno provato a resistere, ma da dietro stava arrivando la mossa decisiva. Superato il traguardo volante, dove Alessandro Romele (XDS Astana) lo ha preceduto per la terza piazza, Van Aert (Visma | Lease a Bike) ha deciso di non aspettare il prevedibile sprint del gruppo. Il belga ha accelerato e ha trovato immediatamente le ruote proprio di Romele e Thibau Nys (Lidl-Trek). I tre hanno completato il ricongiungimento con Leknessund e Debruyne, formando così il quintetto destinato a giocarsi la vittoria.

La mossa ha avuto un effetto devastante sul gruppo. Dietro hanno provato a reagire Stefan Küng (Tudor), Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) e Finn Fisher-Black (Red Bull-BORA-hansgrohe), ma l'inseguimento non è mai riuscito a decollare. Il gruppo dei cinque ha guadagnato progressivamente terreno e, entrando negli ultimi dieci chilometri, ha capito di avere ormai la vittoria in tasca.

A quel punto, però, è cominciata un'altra corsa.

Cinque uomini, mille giochi: Van Aert non sbaglia e batte Romele

Con il vantaggio ormai sufficiente, i cinque hanno smesso di collaborare con la stessa convinzione. Nessuno voleva spendere una pedalata in più del necessario: Van Aert era il favorito naturale, Nys aveva una grande accelerazione, Romele aveva già dimostrato in questa Vuelta di essere perfettamente a suo agio negli sprint ristretti, mentre Leknessund aveva nell'attacco da lontano la propria unica possibilità. Debruyne, invece, aveva già provato ad anticipare.

A 3,2 chilometri dall'arrivo sono iniziati i giochi tattici veri e propri: uno dopo l'altro i corridori hanno cominciato a sfilarsi, saltando i cambi e cercando di costringere gli altri a lavorare. Il caldo, intanto, rendeva ogni accelerazione ancora più pesante: a Córdoba si viaggiava intorno ai 43 gradi.

A circa 2 chilometri dall'arrivo, Debruyne e Nys sono riusciti a guadagnare qualche metro. Van Aert ha dovuto chiudere personalmente, confermando quanto fosse sotto controllo la situazione per il belga. La maglia verde è rimasta sempre vigile, senza concedere spazio a nessuno degli avversari.

Poi è arrivato l'ultimo chilometro. Nessuno voleva prendere l'iniziativa e Van Aert si è ritrovato addirittura costretto a rimanere davanti, con gli altri quattro a studiarlo. Ma era proprio ciò che voleva: controllare gli avversari, impedire un attacco e arrivare allo sprint con tutte le carte in mano.

Nys è partito lunghissimo, cercando di sorprendere il grande favorito prima che potesse lanciare la propria volata. La scelta sembrava inizialmente poter funzionare, ma Van Aert ha aspettato il momento giusto e poi è uscito con una potenza nettamente superiore. Il belga ha rimontato Nys, ha superato tutti gli avversari e ha tagliato il traguardo a braccia alzate. Romele, che aveva saputo gestire perfettamente la situazione, ha conquistato uno splendido secondo posto; terzo Nys, quarto Debruyne e quinto Leknessund.

Sesto, alle spalle del quintetto, ha chiuso Alessandro Covi (Jayco-AlUla), protagonista di un ottimo piazzamento in una giornata nella quale gran parte dei velocisti puri è rimasta tagliata fuori.

Per Van Aert è stata la 59ª vittoria della carriera, la seconda in questa Vuelta dopo quella di Loja. E per la Visma è arrivata la quinta vittoria di tappa in quindici frazioni: tre portano la firma di Matthew Brennan, due quella del belga. Un dominio costruito anche attraverso il lavoro di squadra, ma che a Córdoba ha avuto ancora una volta il volto del suo uomo più esperto.

E proprio alle sue spalle continua a crescere Romele: con il secondo posto di oggi l'azzurro ha centrato la quinta top ten della Vuelta, confermandosi inoltre terzo nella classifica a punti, alle spalle dei due uomini della Visma, Van Aert e Brennan.

Nulla da segnalare in classifica generale, dove Enric Mas (Movistar) va al secondo giorno di riposo in maglia rossa conservando 2'06" su Felix Gall (Decathlon CMA CGM) e 2'10" su Primož Roglič.


Vuelta a España, l'ordine di arrivo della 15esima tappa

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