Tom Pidcock © Pinarello Q36.5
Tom Pidcock © Pinarello Q36.5

Sulle strade del ciclismo non lo vedevamo dal Tour de France, dove finalmente aveva centrato una top ten (nono), ma Thomas Pidcock non era certamente a casa a fare il cubo di Rubik: solo sette giorni fa conquistava l'ennesima maglia iridata in carriera, nella Mountain Bike, al Mondiale di Val di Sole. E siccome era in Italia, tanto valeva vincere anche una nobile semiclassica del nostro calendario, vale a dire il GP Industria & Artigianato di Larciano, disputato oggi su una distanza di 196.5 km snodati principalmente intorno alla salita del San Baronto (affrontata cinque volte).

Questa quindicesima vittoria da professionista, quinta nel 2026 (sulle nostre strade aveva già esultato alla Milano-Torino in marzo e in una tappa al Tour of the Alps in aprile), apre l'ultima fase della stagione di Pidcock, che ora volerà direttamente in Canada dove, dopo il warm-up nelle due classiche di Québec e Montréal nel prossimo weekend, punterà - non senza sensate ambizioni - a conquistare pure il titolo mondiale che ancora gli manca, quello su strada.

In ottica Mondiale di Montréal abbiamo anche seguito con un certo interesse i movimenti degli azzurri convocati dal ct Roberto Amadio. In particolare erano presenti solo gli XDS Astana, ovvero Alberto Bettiol, Diego Ulissi e Christian Scaroni. E li abbiamo citati in ordine crescente di efficacia, con Bettiol non troppo pervenuto (ma nel suo caso è nota la capacità di accendersi in occasione delle corse importanti, insomma lascia un po' il tempo che trova il fatto che non ti vinca un Larciano), Ulissi buono nel lavoro a supporto di Scaroni, e Scaroni molto bravo a conquistare un secondo posto che gli lascia poco spazio per il rammarico, data la superiorità di Pidcock, ma molto per la fiducia di poter recitare un ruolo anche nella prova iridata del 27 settembre.

GP Industria & Artigianato 2026, la cronaca della corsa

Toralf Martinsen (Uno-X Mobility), Harthijs de Vries (Unibet Rose Rockets), quindi due coppie, Riccardo Biondani-Francesco Tessari del Gragnano, Matthew Kingston-George Wood della Mg.K Vis Costruzioni e Ambiente, e addirittura un trio della General Store-Essegibi-F.Lli Curia, ovvero Diego Nembrini, Thomas Gamba e Thomas Rossetti. Il drappello ha avuto fin oltre cinque minuti di margine, poi già sul primo passaggio sul San Baronto, a oltre 100 dalla fine, si è selezionato, sicché davanti son rimasti Martinsen, De Vries, Nembrini e Wood; quest'ultimo si è staccato sul secondo San Baronto ai -85, l'italiano ha perso contatto al giro successivo (ai -65) e gli altri due hanno proseguito in buon accordo fino al penultimo giro del circuito toscano.

Qui dal gruppo ormai vicino hanno cominciato ad arrivare persone, prima Lennart Jasch (Tudor), poi Thomas Gachignard (TotalEnergies), quindi Ion Izagirre (Cofidis), e ancora Igor Arrieta (UAE Emirates-XRG), Ben O'Connor (Jayco AlUla), Anthon Charmig (Uno-X) e Quinten Hermans (Pinarello Q36.5). Con questa configurazione a 9 il gruppetto di testa è entrato nell'ultimo giro, più breve degli altri (17 km) e con un altro versante del San Baronto da scalare, un po' più duro.

Alessandro Fancellu © MBH Bank CSB Telecom Fort
Alessandro Fancellu © MBH Bank CSB Telecom Fort

Sul San Baronto parte il volo solitario di Thomas Pidcock

Inevitabilmente sulla salita tutto si è rimescolato: il gruppo è stato tirato a tutta da Diego Ulissi (XDS Astana), ma è stato Thomas Pidcock (Pinarello) ad approfittare del lavoro del livornese, partendo secco ai -13 e arrivando con poche pedalate sui primi (che intanto si sgranavano via via); qui Pidcock ha trovato il compagno Hermans che gli ha fatto una bella trenata per lanciarlo verso un volo solitario cominciato ai -12 e destinato a concludersi con un successo.

Alle spalle del britannico si è formato un terzetto con Christian Scaroni (XDS), Alessandro Fancellu (MBH Bank CSB Telecom Fort) e Antonio Tiberi (Bahrain-Victorious), che per un attimo ha pure cominciato a recuperare sul battistrada; ma la reazione del fresco iridato MTB ha chiuso la partita, mentre - finita la salita - gli inseguitori del trio italiano si sono organizzati andando a chiudere a 4 km dalla conclusione.

Scaroni si è tolto lo sfizio (se tale lo considera…) di vincere la volata per il secondo posto, a 12" da Tom Pidcock, davanti a Charmig, Roger Adrià (Movistar), Fancellu, Tiberi e Gachignard; a 18" è arrivato Mathys Rondel (Tudor), a 28" O'Connor. A 40" un gruppetto aperto da Romain Gregoire (Groupama-FDJ), rimasto fuori dalla contesa ma giustificato per una caduta che l'ha visto protagonista a 32 km dalla fine, per fortuna senza conseguenze.

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