Godon rimonta tutti a Bra: Bettiol è terzo nel caos del Gran Piemonte
Il francese vince una volata condizionata da due cadute dopo l'attacco di Del Toro e Fisher-Black. Charmig è secondo, Bettiol completa il podio

C'è stato un momento, nel finale del Gran Piemonte, in cui sembrava che la corsa avesse già trovato il proprio vincitore. Isaac Del Toro aveva acceso la miccia sulla salita di La Morra, Finn Fisher-Black era stato l'unico capace di seguirlo e i due avevano iniziato a guardare verso Bra con il gruppo alle spalle. Ma il Gran Piemonte, evidentemente, aveva in serbo un finale diverso: la coppia è stata ripresa a poco più di un chilometro dall'arrivo e quello che è seguito è stato un concentrato di accelerazioni, cadute e confusione.
A spuntarla è stato Dorian Godon, già vincitore al Gran Premio del Lazio tre settimane fa, bravo a non perdere la posizione e soprattutto a rimontare negli ultimi metri. Il francese ha superato Anthon Charmig, che sembrava avere lanciato la volata nel momento giusto, e Alberto Bettiol, costretto a trasformarsi da pesce pilota a finalizzatore dopo la caduta del compagno Guillermo Thomas Silva. Per il toscano è arrivato comunque un podio importante, al termine di una corsa nella quale era stato tra i più attivi.
La 110ª edizione della corsa piemontese ha così respinto il tentativo di Del Toro di concedersi il bis dopo il successo dello scorso anno. Il messicano, già dodici volte vincitore nel 2026, aveva provato a fare la differenza sulla salita decisiva, ma il forcing delle squadre degli uomini veloci ha riportato tutto sotto controllo proprio quando il traguardo sembrava ormai a portata di mano.
Gran Piemonte 2026, la cronaca della corsa
Da Asti a Bra erano in programma 185 chilometri e oltre 2500 metri di dislivello. La prima parte presentava la salita di Manera, 4,8 chilometri al 6,2%, seguita da Tre Cunei, 8 chilometri al 3,9%, e Roddino, 5,5 chilometri al 4,9%. Dopo quest'ultima ascesa rimanevano circa 45 chilometri vallonati prima di entrare nel circuito conclusivo.
Qui la corsa proponeva per due volte la salita di La Morra, 7,1 chilometri al 3% medio, seguita dalla discesa verso Bra e dall'ultimo tratto di 1,3 chilometri al 4,2% medio. Un percorso ideale per corridori resistenti e veloci, con la possibilità di arrivare a giocarsi la vittoria in un gruppo ristretto.
La fuga e il lavoro della UAE
Dopo le prime fasi combattute si è formata la fuga di giornata, con Davide Ballerini (XDS Astana), Aless De Bock (Alpecin-Premier Tech), Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), Alex Díaz (Caja Rural-Seguros RGA), Valentin Ferron (Cofidis), Brieuc Rolland (Groupama-FDJ United), Santiago Umba (Solution Tech NIPPO Rali), Germán Darío Gómez (Polti VisitMalta) e Luc Wirtgen (Tudor). Il vantaggio è arrivato fino a circa tre minuti, mentre in gruppo erano soprattutto UAE e Bahrain Victorious a occuparsi dell'inseguimento.
La prima parte del percorso ha progressivamente consumato il margine. Tarozzi ha avuto qualche difficoltà sulle salite, De Bock ha perso contatto e, quando la corsa è arrivata a La Morra per il primo passaggio, la fuga si è ormai ridotta a pochi uomini.
A circa 40 chilometri dalla conclusione sono stati ripresi anche gli ultimi attaccanti, Ferron e Umba, mentre il gruppo si preparava alla seconda e decisiva scalata di La Morra. Tra gli italiani era particolarmente atteso Giulio Pellizzari (Red Bull-BORA-hansgrohe), reduce da un finale di stagione con alti e bassi e alla ricerca di un colpo che potesse rilanciarlo in vista del 2027.
L'attacco decisivo, però, lo ha portato Isaac Del Toro (UAE Emirates-XRG). Il messicano ha accelerato a circa 18 chilometri dal traguardo e soltanto Finn Fisher-Black (Red Bull-BORA-hansgrohe) è riuscito a seguirlo. Il neozelandese ha dovuto faticare per tenere la ruota del messicano, che poco prima dello scollinamento ha accelerato ancora.
Del Toro ci prova, Bra lo tradisce
Per un attimo Del Toro è sembrato destinato a rimanere solo. Fisher-Black ha perso qualche metro, ma nella discesa è riuscito a rientrare, formando con il messicano una coppia al comando. Dietro, però, le squadre degli uomini veloci hanno iniziato a organizzarsi.
Il vantaggio, che aveva superato i venti secondi, si è progressivamente ridotto. A cinque chilometri dall'arrivo restavano appena 13 secondi e la coppia è stata definitivamente riassorbita a meno di un chilometro e mezzo dalla conclusione, proprio quando iniziava l'ultima rampa verso Bra.
Il gruppo è così arrivato compatto all'ultimo chilometro, ma la volata è stata tutt'altro che ordinata. Alberto Bettiol (XDS Astana) si è messo al servizio di Guillermo Silva (XDS Astana), cercando di pilotare il compagno verso il successo. Ma una prima caduta ha spezzato il gruppo e, all'ultima curva, Silva è finito a sua volta coinvolto, perdendo definitivamente la possibilità di giocarsi la vittoria.
Bettiol si è trovato così a dover sprintare in prima persona. Il toscano ha lanciato la volata, ma negli ultimi metri è stato rimontato prima da Anthon Charmig (Uno-X Mobility) e poi da Dorian Godon (Netcompany INEOS), che ha completato la rimonta e si è preso la vittoria nella 110ª edizione del Gran Piemonte.
Charmig ha chiuso secondo, mentre Bettiol ha conquistato il terzo posto. Quarto Lukas Nerurkar (EF Education-EasyPost) a 2", quinto Quinten Hermans (Pinarello-Q36.5), seguito dal compagno Fred Wright. Settimo Afonso Eulálio (Bahrain Victorious), ottavo Michael Matthews (Jayco AlUla), nono Jhonatan Narváez (UAE Emirates-XRG) e decimo Pau Martí (NSN).
Per Godon è arrivata così una delle vittorie più significative del suo 2026 (già sette delle 23 in carriera sono arrivate in questa stagione). Al termine di una giornata nella quale il Gran Piemonte ha mantenuto fino all'ultimo la propria promessa di corsa aperta e imprevedibile.
E per due azzurri, Damiano Caruso e Jacopo Mosca, è arrivato invece il giorno dell'addio alle corse: entrambi hanno disputato a Bra l'ultima gara della carriera, chiudendo una lunga storia nel gruppo professionistico.
