Il Giro d'Abruzzo 2026 - Analisi del percorso
La corsa targata RCS propone un tracciato meno impegnativo rispetto al passato, senza una vera tappa di montagna, scelta forse legata alla nuova collocazione in calendario
Il Giro d'Abruzzo 2026 presenta un percorso diverso rispetto alle precedenti edizioni: sempre senza cronometro, sempre movimentato in tutte le tappe, ma privo di una vera tappa di montagna. Questa potrebbe essere una scelta voluta vista la nuova collocazione in calendario, con i Grandi Giri ormai alle spalle e un fitto calendario di classiche tutto intorno (mondiale compreso). Le tappe più dure, più favorevoli agli scalatori, sono sicuramente le prime due con arrivo a Casalincontrada e Caramanico. La terza sembra sorridere ai velocisti, mentre la 4a con arrivo a Controguerra può modificare di nuovo la classifica.
Le tappe nel dettaglio
Martedì 15 settembre - 1a tappa: Cupello - Casalincontrada (155 km)

La prima tappa è già una delle più toste e favorevoli agli scalatori, anche se il finale è aperto a molteplici tipologie di corridori. Dopo 45 km quasi privi di difficoltà si incontra la prima salite che porta a Bomba (7.5 km al 3.8%) preambolo alla lunga ascesa che porta a Colle dei Ferrari (23 km al 4.1%): il primo troncone porta oltre il traguardo volante di Montelapiano fino a La Croce in 8.1 km al 7.1% (punte del 14% a metà salita e dopo il traguardo volante); dopo un tratto di lieve discesa inizia anche formalmente la salita al GPM con un primo segmento di 2.3 km al 6.3% (max 10%) fino a Civitaluparella e un'ultima parte pedalabile di circa 5 km al 5.6%. Sarà uno spartiacque fondamentale, visto che con la seguente discesa di oltre 30 km (spezzati da poche brevi contropendenze) proietta direttamente nel finale di corsa. Con un tratto di fondovalle culminante in una salitella di 3.5 km al 3.4% si arriva ai piedi della salita di Guardiagrele (6 km al 4%, media falsata da un breve tratto di discesa quasi in vetta), che termina a soli 15 km dal traguardo. Strade statali tutte in discesa (anche se da pedalare in molti tratti) portano direttamente ai piedi dell'ultima rampa, che inizia appena fuori dallo svincolo: sono 2.3 km con una media intorno all'8%; il tratto più duro (15%) porta alla flamme rouge, mentre nell'ultimo km un paio di rispiani si alternano ad altri passaggi in doppia cifra.
Mercoledì 16 settembre - 2a tappa: Popoli Terme - Caramanico Terme (143 km)

È la tappa con il maggior numero di metri di dislivello ed anche quella che per territori attraversati e tipologia di salite può essere etichettata di montagna. Tuttavia il finale privo di pendenze cattive lascia aperta la porta a molti corridori. Le prime pendenze si incontrano uscendo da Pratola Peligna e poi dopo Raiano per attraversare le gole dell'Aterno (2.5 km al 4.5%). Il fondovalle prosegue sempre più pendente (gli ultimi km prima di Acciano ha una media del 3%) fino ai piedi della dura Forcella di Acciano (4.7 km al 9.6%, max 12%). Si scende a Popoli, dove si inizia a seguire il corso del Pescara con strada a favore per quasi 20 km; poi si inverte la rotta e dopo un primo tratto di duro falsopiano fino a Torre de' Passeri si imbocca la successiva salita a gradoni di Pescosansonesco (circa 8 km al 4.5%, max 12%), subito seguita da un ulteriore tratto in pendenza fino a Corvara (3 km al 3.2%). Inizia una discesa di 15 km, spezzata da una contropendenza di 1.7 km al 4%, che porta ai piedi della salita di Nocciano (4.2 km al 3.4%, max 8%), quasi subito seguita da quella di Rosciano (3.4 km al 4.2% con un breve passaggio in doppia cifra). Dopo la discesa bastano 7 km di fondovalle per imboccare la decisiva salita di Scagnano (11.7 km al 3.9%): dopo i primi 8.5 km un po' più arcigni (media 4.7%, max 8%), la strada scende per alcuni metri e poi prosegue in falsopiano, ancora per qualche metro anche oltre il GPM (media 2.8%). A 6.5 km dall'arrivo la strada diventa pressoché pianeggiante, poi scende abbastanza sensibilmente. Sono di nuovo in lieve ascesa gli ultimi 2.4 km (media 2.6%) con un tratto più tosto (max 8%) che inizia poco prima della flamme rouge e termina a circa 500 metri dall'arrivo.
Giovedì 17 settembre - 3a tappa: Oricola - San Benedetto dei Marsi (159 km)

Tappa sostanzialmente per velocisti, anche se non del tutto pianeggiante. Dopo 6 km in fondovalle si incontra l'unica vera salita che porta al GPM di Valico Colle Civitella (in tutto 12 km al 2.9%, tratto iniziale di 6 km al 4.5%). Più avanti si incontrano tratti di salita agevole anche fino al bivio per Alba Fucens (oltre 6 km al 3.3%) e nel centro storico di Celano (circa 4 km al 3%). Si entra presto nel circuito finale, prevalentemente pianeggiante ma con tratti di salita a Gioia dei Marsi (500 mt al 6%), Lecce nei Marsi (1.2 km al 2.5%) e proprio per transitare dal traguardo (circa 5 km di falsopiano fino al punto di ingresso nel circuito): in particolare attenzione ad un breve tratto di salita (5%) che termina a 1600 metri dal traguardo (media 1%).
Venerdì 18 settembre - 4a tappa: Silvi - Controguerra (182 km)

Tappa più lunga delle precedenti che si corre in terra di muri, ma incontrandone di fatto soltanto uno. Pronti via si sale per oltre 11 km (media del 3.3%, falsata da un tratto di discesa) fino ad Atri. Poi il percorso resta in fondovalle lungo il Vomano prima della pedalabile ascesa a Isola del Gran Sasso (5.5 km al 2.8%) che apre una sequenza di brevi salite: Ornano Grande (circa 2.5 km al 4%), Camerale (circa 2.5 km al 4.5%), Tappone (3 km al 3.9%, ultimi 1.5 km al 5.3%), Frondarola (800 metri al 7%), Torricella Sicura (circa 3 km al 4%) e Bivio Campli (circa 5 km al 4%). I successivi 40 km si dividono tra discese e falsopiani, ma con qualche piccola ondulazioni tra cui la salitella di Torano Nuovo (1.3 km al 5%, max 11%). A questo punto si è già entrati nel lungo circuito finale e si imbocca la salita di Colonnella: la strada sale regolare per poco più di 5.5 km (media 4.3%, max 7%), quindi si scende per circa 500 metri prima di arrivare al GPM con un muretto di circa 300 mt al 14% (max 18%). Si scollina a 6.9 km dal traguardo, quindi la strada scende prima in modo sensibile e poi in falsopiano fino a 1.9 km dall'arrivo, dove la strada torna a salire di nuovo fino all'arrivo di Controguerra (media 4.5%, max 8%). Questa coppia di ascese sarà il punto chiave della corsa e verrà ripetuta 2 volte.