Classico inchino per Isaac Del Toro al GP de Montréal © UAE Emirates-XRG - SprintCycling
Classico inchino per Isaac Del Toro al GP de Montréal © UAE Emirates-XRG - SprintCycling

Isaac Del Toro è pronto a coniugare una personalissima versione della Dottrina Monroe, ovvero l'America agli americani, e lui fino a prova contraria è americano, e fino a prova contraria è americano pure il Canada, dove oggi a Montréal si è disputata una bella corsa che il messicano ha vinto, e dove - stessa location - tra quindici giorni si assegnerà il Mondiale 2026. Quale americano più di Isaac potrebbe ambire a vincere quel titolo assegnato in America? Quinn Simmons? Derek Gee? Santiago Buitrago? Jhonatan Narváez? Lo scopriremo presto.

Invece abbiamo già da tempo scoperto le capacità di Paul Seixas, che oggi si accontenta della piazza d'onore dopo aver condiviso con Del Toro l'assalto decisivo, ma che non sposta di una virgola il proprio posizionamento in chiave iridata, e la coerenza (tutta incentrata su di lui) delle convocazioni del ct francese Thomas Voeckler: una squadra al servizio del ragazzo. E il ragazzo oggi dice: “Me lo gioco questo Mondiale, me lo gioco fino alla fine”.

In realtà il percorso di domenica 27 settembre sarà un tantino più leggero - altimetricamente - di quello odierno, benché più lungo. Emergeranno le stesse forze? Emergeranno gli stessi nervosismi? Remco Evenepoel spera di no, visto che oggi la testa l'ha un po' perdicchiata, in un frangente alla Remco, ovvero scazzo andante con alcuni avversari (rei oggi di averlo un po' ostacolato - oggettivamente seppur involontariamente - come leggerete più giù).

Con nervi più saldi il belga avrebbe potuto giocarsi il successo pure oggi, dopo aver colto quello a Québec City venerdì. Farà tesoro dell'accaduto per non ripetere la defaillance al Mondiale…

Grand Prix Cycliste de Montréal 2026, la cronaca della corsa

Quindicesima edizione del Grand Prix Cycliste de Montréal, 214.4 km ovvero 16 giri da 13.4 l'uno di un circuito che tra due settimane vedrà svolgersi una delle corse dell'anno, il Campionato del Mondo. Prove generali in vista del grande appuntamento, insomma.

La prima fuga di giornata è stata innescata al primo giro da Michal Kwiatkowski (Netcompany INEOS), a cui si sono accodati prima Ådne Holter (Uno-X Mobility) e poi anche Casper Pedersen (Soudal Quick-Step), Anders Foldager (Jayco AlUla), Pelayo Sánchez (Movistar), Robbe Dhondt (Picnic PostNL), Robin Carpenter e Kieran Haug (Modern Adventure) e Jérôme Gauthier (Selezione Canada). Il margine dei nove ha sfiorato i 3' dopo 50 km, dopodiché il gruppo ha cominciato a recuperare fino ad annullare del tutto l'azione a 107 km dalla conclusione.

A questo punto è entrato in scena Juan Ayuso (Lidl-Trek): fortunatamente si è ripreso dalla caduta del GP di Québec dell'altro giorno, sicché ha proposto un primo attacco ai -94, un secondo ai -79, a cui si è accodato Michael Leonard (EF Education-EasyPost) e poi, ai -65, anche Maximilian Schachmann (Soudal). È stata la Red Bull-BORA-hansgrohe di Remco Evenepoel a incaricarsi di inseguire in questo frangente, comunque il terzetto di testa ha potuto contare su un massimo di 35" di margine, dopodiché al quart'ultimo giro (intorno ai -50) il gruppo ha cominciato a essere percorso da fibrillazioni, e i rientri sui battistrada si sono moltiplicati.

Prima Wilco Kelderman (Visma-Lease a Bike), poi Ben Healy (EF), Adam Yates (UAE Emirates-XRG) e Maxim van Gils (Red Bull). In tutta questa fase, Isaac Del Toro (UAE) era rimasto nelle retrovie del gruppo dei migliori che perdeva pezzi giro dopo giro.

L'attacco di Ben Healy, l'arrabbiatura di Remco Evenepoel

I nuovi arrivati hanno dato nuova linfa alla fuga, che da pochi secondi è tornata sul mezzo minuto di vantaggio. La Decathlon CMA CGM di Paul Seixas, unica tra le squadre principali a essere rimasta fuori dall'azione, ha cominciato a muovere pedine a fine quart'ultimo giro (Tiesj Benoot nell'occasione si è messo a tirare al posto dei blandi Red Bull), poco prima che una caduta ai -41 coinvolgesse Derek Gee (Lidl), Bart Lemmen (Visma), Clément Braz Afonso (Groupama-FDJ Suez), Thymen Arensman (Netcompany) e Alex Baudin (EF), il primo ad andar giù.

Al terz'ultimo giro l'accordo davanti è finito: ai -40, sulla Côte de Camilien-Houde (la salita simbolo della corsa, 1700 metri all'8% con rampettina finale), Healy è partito e ha sparpagliato tutti; Van Gils è riuscito a ritornare sotto all'irlandese, idem Adam poco dopo (ai -38). Il bell'attacco di Healy ha aumentato il margine sul gruppo a 50", e allora Tom Pidcock (Pinarello Q36.5) ha pensato che fosse il momento di dare una sgasata per non far evadere troppo gli attaccanti. Ma quello del britannico è stato un fuoco di paglia, dopodiché la Lidl-Trek si è messa a tirare i resti del plotone.

Preparavano, i blugiallorossi, l'attacco di Quinn Simmons, puntualmente arrivato al penultimo giro ai -26, sempre su Camilien-Houde. Brandon McNulty (UAE) è andato dietro al connazionale, la stessa cosa non ha potuto fare Remco Evenepoel, perché proprio mentre stava per partire è stato un po' ostacolato (involontariamente) da Toms Skujins (Lidl) che aveva appena finito di lavorare; dato che poco prima una cosa simile era successa con Benoot, a ‘sto giro a Remco è proprio saltata la mosca al naso, con tanto di sganassone sul manubrio e colorita espressione di disappunto all’indirizzo del collega. Di fatto vena chiusa e corsa quasi, per il fuoriclasse di Aalst.

Intanto Simmons e McNulty non sono andati lontano, e dopo vari rivolgimenti in pochi secondi ci siamo ritrovati un gruppetto composto da McNulty, Del Toro, Seixas, Giulio Ciccone (Lidl), Afonso Eulálio (Bahrain-Victorious) e Pidcock, mentre Healy piantava in asso Van Gils e Yates e si involava tutto solo, come piace a lui, verso nuovi orizzonti.

Paul Seixas, Isaac Del Toro, Brandon McNulty sul podio del GP de Montréal 2026 © Decathlon CMA CGM
Paul Seixas, Isaac Del Toro, Brandon McNulty sul podio del GP de Montréal 2026 © Decathlon CMA CGM

La vittoria di Isaac Del Toro, segnali incoraggianti da Giulio Ciccone

Ai -22 Evenepoel è partito tutto solo dal gruppetto in cui si era ritrovato invischiato, il problema per lui era che il drappello Seixas aveva già 50" di vantaggio, Ben Healy qualcuno in più. L'irlandese ha venduto cara la pelle, come suo costume, ma nel gruppetto alle sue spalle Del Toro aveva a disposizione il lavoro dei compagni McNulty e Yates (raggiunto strada facendo). Le distanze erano ridotte. E intanto Remco dietro trenava, con Baudin (reduce  dalla caduta) bravo a tenerne la ruota.

Esito dell'inseguimento? Dama: all'ultimo passaggio, a 13.4 km dalla fine, Evenepoel e Baudin hanno raggiunto il plotoncino Seixas, che a sua volta inseguiva Healy a 13".

Sull'ultima scalata a Camilien-Houde Paul Seixas ha saggiato le forze in campo ai -12, e poi mezzo chilometro più avanti ha messo sull'asfalto una sparata che gli ha permesso di staccare tutti, un attimo dopo raggiungere Healy, e poi provare a completare il capolavoro in solitaria. Evenepoel, ingobbito, pagava la fatica del quasi minuto recuperato in 8 km poco prima.

Non così Isaac Del Toro, che invece pareva rinato rispetto a qualche decina di chilometri prima: il messicano ha aspettato di arrivare in cima alla côte per esprimere una progressione potentissima che gli ha permesso di raggiungere il francese ai -11. L'azione a due è stata bella ed efficace, e ha permesso ai due giovanotti di distanziare gli inseguitori, Ciccone, McNulty, Pidcock e Healy nel primo quartetto, Evenepoel, Baudin, Yates, Eulálio nel secondo. I due plotoncini si sono riunificati ai -8, fatto sta che la coppia di testa (che in quel momento vantava 20") non l'avrebbero ripresa più.

Seixas ha provato due a tre volte, sui tratti in salita, a staccare Del Toro, ma il centramericano non ha mosso un sopracciglio, ha controllato sempre, tirato il giusto per la sua parte, e arrivato infine a prendere la volata in seconda posizione, da cui è agevolmente partito a 200 metri dalla linea d'arrivo. Seixas, sarà stata la trance agonistica, s'è accorto dopo una mezz'oretta che l'avversario gli era partito, ha provato a prendergli la scia ma ormai era andata: vittoria per Isaac, secondo posto per Paul.

E terzo per Brandon McNulty (vincitore nel 2025), nonostante un tentativo di Healy di anticipare ancora per prendersi almeno un podietto. 27" il ritardo dello statunitense, aiutato nel frangente da Simmons (che era rientrato sul gruppetto dei battuti), piazzatosi a propria volta quarto a 30". Quinto Remco a 35", poi Pidcock-Ciccone-Healy a 36". Per Giulio ancora sensazioni positive sulla strada che porta a questo stesso rettilineo d'arrivo, tra 15 giorni. Discreto risultato anche per l'altro azzurro Alberto Bettiol (EF), dodicesimo a 43" dopo aver chiuso pure lui sul gruppetto Remco.

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