Alessandro Romele e Wout van Aert ©Sprint Cycling/Visma-Lease a Bike
Alessandro Romele e Wout van Aert ©Sprint Cycling/Visma-Lease a Bike

Tobias Halland Johannessen ha conquistato l'ultima tappa della Vuelta a España 2026, disputata a Granada su un circuito con quattro ascese all'Alhambra, imponendosi allo sprint su Alessandro Romele (XDS Astana) e Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech). Per il norvegese della Uno-X Mobility è il quinto successo in carriera, il primo da tre anni e il primo in un Grande Giro, dopo una lunga serie di piazzamenti tra cui un secondo posto al Tour de France. Decisivo il momento in cui Debruyne ha accelerato e Matthew Brennan, il più veloce del gruppo, ha ceduto: Johannessen e Romele si sono riportati sul francese, formando il terzetto che ha deciso la vittoria. Il norvegese ha lanciato lo sprint presto, resistendo fino alla linea e scoppiando in lacrime al traguardo. Romele ha ottenuto la sua seconda piazza d'onore e la settima top ten in questa Vuelta.

Halland Johannessen e Alessandro Romele ©Sprint Cycling
Halland Johannessen e Alessandro Romele ©Sprint Cycling

Granada ha soprattutto incoronato Enric Mas, che ha conquistato la sua prima vittoria in un Grande Giro dopo quattro podi alla Vuelta, riportando la classifica generale a un corridore spagnolo dodici anni dopo Alberto Contador. Il podio finale vede Mas (Movistar) davanti a Primož Roglič e Felix Gall, nel podio più anziano di un Grande Giro dal 2013. Nota la sorpresa dell'ultima salita: Wout van Aert, portatore e vincitore finale della maglia verde, si è staccato proprio sul tratto decisivo. Le altre maglie sono andate a Santiago Buitrago (Bahrain Victorious) per la classifica scalatori e a Oscar Onley (Netcompany Ineos) per quella dei giovani.

Enric Mas ©Sprint Cycling
Enric Mas vince la Vuelta a España 2026 ©Sprint Cycling

Ecco le dichiarazioni dei protagonisti della ventunesima e ultima tappa della Vuelta a España 2026

Wout van Aert: "Sono molto felice di essere qui sano e salvo"

Matthew (Brennan) era pronto al momento opportuno, ma io non avevo le gambe che speravo. Lo sentivo già alla prima salita. Peccato, perché se fossi stato un po' meglio avrei potuto aiutare Matthew a tenere controllata la situazione. Per le mie possibilità personali, oggi non c'era davvero nulla da fare” -ha dichiarato ai microfoni di VRT-. “Del premio di supercombattivo mi ne sono accorto solo quando ero già sul podio. Trovavo già strano che cominciassero con la maglia verde, ma quella era la supercombattività. Anche al Tour l'ho già vinta. Non è il premio più importante né quello per cui si inizia una corsa, ma ovviamente è qualcosa di cui andare fieri. Significa davvero molto, soprattutto perché due anni fa ce l'avevo praticamente in tasca. È stata una delle più grandi delusioni della mia carriera, perché quell'infortunio era stato molto grave. Sono molto felice di essere qui sano e salvo e di poter tornare a casa con questa vittoria. Questa non era una corsa di preparazione. Era un obiettivo in sé, in cui abbiamo cercato di dare tutto giorno dopo giorno. Il Mondiale si avvicina, ma finora ci siamo ovviamente concentrati sulla Vuelta. Stasera speriamo di fare una bella serata con la squadra, poi domani abbiamo ancora qualche ora a Granada prima di tornare a casa. Martedì parto per il Canada”.

Enric Mas: "Questa è la più speciale" 

“È davvero speciale, incredibile” -ha dichiarato Mas nella breve intervista dopo la vittoria alla Vuelta- “Sono molto felice, e insieme alla squadra oggi ho goduto di ogni chilometro. Ho aspettato a lungo questo giorno”, ha aggiunto Mas. “Ogni Vuelta che ho corso era speciale, ma questa è la più speciale di tutte.” Sul podio finale a Granada, visibilmente emozionato, ha poi preso il microfono per rivolgere qualche parola al pubblico, ringraziando ancora una volta la squadra, la sua famiglia, i tifosi e le persone del suo paese d'origine, venute fino alla grande città spagnola per esultare con lui.

Alessandro Romele: "Dovevo anticipare e pregare, non ho rimpianti"

“Sono soprattutto molto stanco adesso. Penso di aver dato tutto oggi. Ho fatto del mio meglio, semplicemente non potevo fare di meglio. Non ho rimpianti." -ha detto il corridore orobico ai microfoni di Eurosport- "L'ultimo chilometro è stato intenso e nervoso. Nel finale dovevo anticipare, pregare, ma anche seguire le ruote giuste per riuscire a risparmiare un po' di energia. Ho cercato di decimare il gruppo di testa, ma pensavo che sarebbero stati ripresi. Non è successo, quindi ero nella posizione perfetta e ho fatto di tutto. Purtroppo non doveva andare così.”

Tobias Halland Johannessen: "Ho ripensato al nostro piano di stamattina"

“Non mi aspettavo affatto di poter vincere oggi” -ha dichiarato un raggiante Halland Johannessen dopo il traguardo. “Volevamo rendere davvero speciale l'ultimo giorno di Magnus [Cort] e fare tutto per lui. Dopo l'ultima salita ho sentito che eravamo andati via con un gruppo. All'inizio sembrava che Cort potesse ancora rientrare, ma quando non ci è riuscito, volevo davvero vincere io stesso. Ho già provato molte volte. Ci sono voluti tre anni, quindi vincere oggi si sente davvero speciale. Il piano era di lanciare Cort nell'ultimo tornante. Quindi non volevo fare assolutamente niente fino all'ultimo tornante e solo lì andare a tutta. Non riesco a credere che ci sia riuscito. Avevamo una squadra molto forte in questa Vuelta, ma abbiamo avuto anche tanti alti e bassi. Abbiamo sempre dato tutto e la vittoria di Andreas [Leknessud] è stata molto speciale, così come il mio secondo posto di domenica. Ieri ero enormemente deluso di non esserci riuscito, quindi sono così felice di averlo potuto portare a termine oggi per la squadra.”

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