Tobias Halland Johannessen vince la 21ª e ultima tappa della Vuelta a España 2026 ©Getty Sport
Tobias Halland Johannessen vince la 21ª e ultima tappa della Vuelta a España 2026 ©Getty Sport

La Vuelta a España 2026 si chiudeva a Granada con una tappa tutt'altro che da passerella: un finale troppo duro per i velocisti puri, potenzialmente adatto ad azioni da lontano. E proprio così è andata. Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) ha conquistato la ventunesima tappa al termine di un finale combattuto, superando allo sprint Alessandro Romele (XDS Astana) e Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech). Per il norvegese è arrivata una vittoria attesa a lungo: il quinto successo della carriera, il primo da tre anni e soprattutto il primo in un Grande Giro, dopo una lunga serie di piazzamenti, compreso un secondo posto al Tour de France. Per la Uno-X Mobility è invece la seconda vittoria in questa Vuelta e la terza ottenuta in un Grande Giro nel 2026.

Ma Granada ha soprattutto incoronato Enric Mas. Lo spagnolo ha finalmente conquistato la sua prima vittoria in un Grande Giro, dopo quattro precedenti podi alla Vuelta, e ha riportato la classifica generale nelle mani di un corridore di casa dodici anni dopo Alberto Contador, vincitore nel 2014. Il successo di Mas va naturalmente letto anche alla luce del ritiro di Tadej Pogačar, che aveva lasciato la corsa con la maglia rossa già saldamente sulle proprie spalle. Il podio finale ha visto così Mas davanti a Primož Roglič e Felix Gall.

È stato inoltre il podio più anziano di un Grande Giro dal 2013, quando alla Vuelta salirono sul podio Chris Horner, Vincenzo Nibali e Alejandro Valverde. Una fotografia perfetta di una Vuelta che ha visto la vecchia guardia tornare protagonista, ma anche l'emergere di una nuova generazione (si pensi alle cinque vittorie del 21enne Matthew Brennan e al settimo posto con vittoria di tappa del 20enne Jakob Omrzel).

Vuelta a España 2026, la cronaca dell'ultima tappa

Dopo un lungo tratto senza difficoltà, il percorso proponeva quattro ascese all'Alhambra, 2,1 chilometri al 6,9% con rampe fino al 13%. Dopo un primo giro da 12,4 chilometri, gli ultimi tre ne misuravano 9,8, lasciando poco più di cinque chilometri tra una discesa e la salita successiva. L'ultimo passaggio in vetta era posto a meno di 7,5 chilometri dal traguardo, con altri 600 metri circa al 2,5% prima della flamme rouge.

La partenza aveva avuto tutti i rituali della passerella finale: omaggi ai corridori al passo d'addio, fotografie delle squadre e dei vincitori delle maglie. Tra gli applausi c'erano soprattutto Steven Kruijswijk (Visma-Lease a Bike), Pello Bilbao (Bahrain Victorious) e Magnus Cort (Uno-X Mobility), alla loro ultima gara da professionisti. Il ritmo era rimasto bassissimo nelle prime fasi, mentre Movistar accompagnava il proprio vincitore verso Granada.

Vuelta a España 2026, la cronaca dell'ultima tappa

La partenza aveva avuto tutti i rituali della passerella finale: omaggi ai corridori al passo d'addio, fotografie delle squadre e dei vincitori delle maglie. Tra gli applausi c'erano soprattutto Steven Kruijswijk (Visma-Lease a Bike), Pello Bilbao (Bahrain Victorious) e Magnus Cort (Uno-X Mobility), alla loro ultima gara da professionisti. Il ritmo era rimasto bassissimo nelle prime fasi, mentre Movistar accompagnava il proprio vincitore verso Granada.

Una volta entrati nel circuito, però, la corsa aveva cambiato volto. La prima scalata all'Alhambra non aveva prodotto selezione, ma Groupama-FDJ United aveva iniziato a fare sul serio nella tornata successiva, lanciando Bastien Tronchon. Il francese aveva dato il via a un gruppo di nove uomini comprendente anche Matthew Brennan (Visma-Lease a Bike), Alessandro Romele (XDS Astana), Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), Jarno Widar (Lotto-Intermarché), Milan Vader (Pinarello-Q36.5), Finn Fisher-Black (Red Bull-Bora-Hansgrohe), Axel Laurance (Netcompany Ineos) e Léo Bisiaux (Decathlon CMA CGM).

Il tentativo era stato però riassorbito, con Bahrain Victorious e Uno-X Mobility a guidare l'inseguimento. La corsa era così tornata compatta proprio mentre si avvicinava l'ultima e decisiva ascesa all'Alhambra.

Bilbao lancia la miccia, Van Aert si stacca

A quel punto Pau Miquel aveva preparato l'attacco del compagno Pello Bilbao, che sulle prime rampe aveva provato a regalarsi un ultimo momento da protagonista prima del ritiro. Il basco aveva guadagnato terreno, ma Axel Laurance lo aveva raggiunto e superato con una nuova accelerazione.

Dietro, la selezione si era fatta pesante. In cima alla salita si era formato un gruppo di dieci corridori con Bilbao, Thibau Nys (Lidl-Trek), Bastien Tronchon, Valentin Paret-Peintre, Jarno Widar, Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), Marco Brenner (Tudor), Harold Tejada (Uno-X Mobility), Alessandro Romele, Ramses Debruyne (Alpecin - Premier Tech) e Matthew Brennan. La sorpresa più grande era stata però l'assenza del portatore (e vincitore finale) della maglia verde Wout van Aert (Visma-Lease a Bike), costretto a cedere proprio sulla salita decisiva.

Con i tempi della classifica generale già neutralizzati al passaggio precedente, restava soltanto la caccia alla vittoria di tappa. E con Brennan, vincitore di cinque frazioni, nettamente più veloce degli altri, gli avversari erano costretti ad attaccare a oltranza.

Romele, Debruyne e Johannessen erano stati i più brillanti nel tentativo di fare la differenza. Quando Debruyne aveva accelerato, Brennan aveva finalmente ceduto: il norvegese e l'italiano erano riusciti a riportarsi sul francese, formando il terzetto che si sarebbe giocato la vittoria.

Johannessen aveva lanciato lo sprint molto presto, apparentemente troppo presto contro un corridore veloce come Romele. Ma stavolta il norvegese aveva avuto abbastanza energie per resistere fino alla line d'arrivo: una vittoria liberatoria, celebrata tra urla e lacrime dopo una lunga attesa. Romele aveva chiuso ancora una volta secondo, ottenendo la sua seconda piazza d'onore e la settima top ten della Vuelta.

Poi era arrivato il momento di Enric Mas. Il corridore della Movistar aveva attraversato il traguardo insieme ai compagni, finalmente libero di godersi la propria passerella. Oltre alla verde di Van Aert, le altre maglie, a pois (scalatori) e bianca (giovani) sono andate rispettivamente a Santiago Buitrago (Bahrain Victorious) e a Oscar Onley (Netcompany INEOS)

Enric Mas attraversa il traguardo dell'ultima tappa della Vuelta a España 2026 insieme ai compagni © Getty
Enric Mas attraversa il traguardo dell'ultima tappa della Vuelta a España 2026 insieme ai compagni © Getty

Vuelta a España 2026, l'ordine di arrivo dell'ultima tappa

 Vuelta a España 2026, la classifica finale

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Vuelta a España 2026, 21a tappa: un po' per tutti i gusti
Romele: "Dovevo anticipare e pregare". Van Aert: "Felice di essere qui sano e salvo"