La copertina di Muri #33
La copertina di Muri #33

Il trentatreesimo numero di Muri è appena arrivato nella vostra casella di posta con due pezzi che, partendo da punti di partenza lontanissimi, raccontano entrambi la stessa cosa: la bicicletta come strumento per scegliere la propria strada, nel senso più letterale e nel senso più largo. Per iscrivervi, basta cliccare qui.

Lorenzo Finn: "Quest'anno è servito a colmare le mie lacune, ora sono pronto al World Tour"

Il primo pezzo è un'intervista a Lorenzo Finn, il corridore ligure che nel 2026 ha vinto il Giro Next Gen, il Tour de l'Avenir e il Campionato del Mondo Under 23: un filotto che non ha precedenti nella storia del ciclismo italiano di categoria. Finn ha scelto di fare un secondo anno tra gli Under 23 quando avrebbe potuto bruciare le tappe (come ha fatto Paul Seixas, suo coetaneo) e racconta perché quella scelta sia stata giusta per lui, cosa abbia imparato, cosa senta ancora di non sapere. È un'intervista che parla di crescita senza fretta, di lacune colmate con pazienza, e di un salto nel World Tour con la Red Bull-BORA-hansgrohe che si avvicina con la consapevolezza di chi si è preso il tempo di prepararsi. 

Lorenzo Mark Finn al Tour de l'Avenir © Red Bull-BORA-hansgrohe
Lorenzo Mark Finn al Tour de l'Avenir © Red Bull-BORA-hansgrohe

La nostra piccola porzione: il progetto Escargot

Il secondo pezzo è un racconto di tutt'altro genere. Tra il 10 e il 17 agosto, cinque persone hanno pedalato da Trieste a Tuzla, in Bosnia ed Erzegovina, ripercorrendo a ritroso un tratto della rotta balcanica. Si chiamano Escargot Project, si definiscono "cicloattivisti" con un filo di ironia, e il loro viaggio (chiamato Re(mi)grazia) non era una gita. Era un modo per andare a vedere di persona chi lavora ogni giorno ai confini d'Europa, per portare attenzione su una rotta di cui si parla sempre meno e per fare, nelle loro parole, la propria piccola porzione.

la locandina di Escargot Project
la locandina di Escargot Project

 Il pezzo racconta le associazioni incontrate lungo la strada, la dialettica tra aiuto formale e informale, il cortocircuito di un'Europa che finanzia le polizie di frontiera e le associazioni che curano chi quelle frontiere le ha attraversate. E poi i cani bosniaci, la foratura vicino a Fiume, e Bihać con i suoi fiumi cristallini.

I partecipanti a Re(mi)grazia
I partecipanti a Re(mi)grazia

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