Remco Evenepoel vince il campionato europeo 2026 per pochi millimetri contro Giulio Ciccone ©benedettoivan/@sprintcycling
Remco Evenepoel vince il campionato europeo 2026 per pochi millimetri contro Giulio Ciccone ©benedettoivan/@sprintcycling

Dopo i Mondiali e le Olimpiadi, nel ciclismo su strada c'è un ultimo titolo internazionale che, prima o poi, finisce inevitabilmente nel mirino dei grandi. Per Remco Evenepoel quel momento è arrivato oggi a Šenčur, al termine di una giornata che sembrava costruita apposta per aggiungere un'altra riga pesantissima al suo palmarès. Il belga aveva già vinto l'oro olimpico a cronometro e in linea, è da quattro anni consecutivi campione del mondo contro il tempo e aveva conquistato anche il Mondiale in linea nel 2002: mancava soltanto il titolo europeo su strada, visto che quello a cronometro era arrivato due volte: lo scorso anno e nel 2019, al primo anno da professionista. Ora non manca più.

A contendere a Evenepoel il trono continentale avrebbe dovuto esserci anche Tadej Pogačar, campione europeo in carica e padrone di casa designato per una corsa che partiva da Ljubljana. Ma il fuoriclasse sloveno, dopo la terribile caduta alla Vuelta, non ha potuto essere al via, lasciando vacante una maglia per cui il campione olimpico, secondo dietro di lui lo scorso anno diventava il grande favorito. Al suo posto, e insieme a lui soltanto idealmente, c'erano però parecchi dei protagonisti più forti del ciclismo europeo: Primož Roglič, Giulio Ciccone, Christian Scaroni e una nazionale belga costruita attorno a lui.

E la corsa ha finito per raccontare una storia all'altezza delle premesse, anche se non esattamente quella che ci si sarebbe potuti aspettare. L'Italia ha provato a fare la corsa dura, gli sloveni hanno cercato di fare onorare la corsa ed Evenepoel è stato costretto perfino a inseguire dopo una caduta proprio nel momento decisivo. In testa, intanto, c'era già Giulio Ciccone, l'azzurro che aveva scelto il momento migliore per giocarsi la sua partita.

Alla fine, dopo essersi ritrovati insieme lontano dal gruppo già a due giri dal termine grazie alla pronte rimonta di Evenepoel, i due si sono giocati tutto in una volata a due. Ciccone ha provato a sorprendere il belga, è riuscito per un attimo a prendergli qualche metro, ma Evenepoel ha rimontato proprio sul traguardo e si è preso il titolo europeo per una manciata di millimetri, immagine impietosa per l'azzurro, in qualche modo paradigmatica di una carriera a cui finora è sempre mancato un soldo per fare una lira. Bronzo per Christian Scaroni, a completare un podio che ha lasciato all'Italia il sapore dolce e amarissimo delle grandi occasioni.

Campionato Europeo 2026, la cronaca della corsa

La prova è partita da Ljubljana e si è conclusa a Šenčur dopo 196,3 chilometri. I primi 85-90 chilometri erano relativamente pianeggianti, poi il percorso entrava nel circuito locale, caratterizzato dalla salita di Mozjanca: circa 2,1 chilometri al 10,4%, da affrontare per cinque volte. Dalla vetta dell'ultima ascesa mancavano circa 15 chilometri al traguardo, abbastanza per rendere decisiva anche la discesa e il tratto conclusivo.

La fuga si è formata nelle prime fasi con sei corridori: Jochem Kerckhaert (Paesi Bassi), Luka Mezgec (Slovenia), Tiago Antunes (Portogallo), Jakob Söderqvist (Svezia), Fabian Weiss (Svizzera) e Josef Cerny (Repubblica Ceca). Il vantaggio è rimasto contenuto, poco sopra il minuto e comunque sempre sotto i due minuti, mentre il gruppo principale era controllato soprattutto dal Belgio, intenzionato a proteggere Remco Evenepoel.

Tra i fuggitivi c'era anche Mezgec, alla sua ultima corsa in carriera. La sua presenza davanti non ha però impedito al gruppo di mantenere la situazione sotto controllo. Wout Poels (Paesi Bassi), uno dei principali riferimenti della nazionale neerlandese, è invece rimasto coinvolto in una caduta a circa 150 chilometri dall'arrivo. Il corridore è riuscito inizialmente a ripartire, ma non ha poi portato a termine la prova.

Alla prima scalata di Mozjanca la fuga ha iniziato a perdere pezzi e davanti sono rimasti Antunes, Weiss e Kerckhaert. Il gruppo non ha però ancora prodotto una selezione significativa. La situazione è cambiata sulla seconda ascesa, intorno ai-80 km, quando l'Italia ha preso il controllo della corsa e ha aumentato sensibilmente il ritmo.

L'accelerazione degli azzurri (prima con Ludovico Crescioli e poi con Alessandro Fancellu, Marco Frigo e Matteo Scalco) ha messo in difficoltà diversi corridori importanti. Juan Ayuso (Spagna) ha perso contatto, mentre Jan Christen (Svizzera) ha provato ad anticipare tutti con un attacco sulla salita, transitando per primo in cima a Mozjanca. Il tentativo non ha però avuto seguito, anche grazie al lavoro di Giulio Pellizzari e, dopo che il Belgio ha nuovamente preso in mano la situazione, Christen è stato riassorbito.

L'Italia ha continuato a fare selezione con il proprio gruppo di scalatori, mentre davanti la fuga si è progressivamente dissolta. Anche Mads Pedersen (Danimarca), inizialmente staccato, è riuscito a rientrare grazie al lavoro dei compagni di nazionale. Dopo il terzo passaggio sulla salita il gruppo si è ridotto a circa trenta unità.

A quel punto Pavel Sivakov (Francia) ha provato ad approfittare del tratto in pianura successivo alla salita, riuscendo a guadagnare una ventina di secondi. Il suo tentativo è stato però neutralizzato anche grazie al rientro di Pedersen, mentre il gruppo si preparava alla quarta e penultima scalata di Mozjanca.

Qui la corsa è entrata nella sua fase decisiva. Jan Tratnik (Slovenia) ha imposto il ritmo, poi Maxim Van Gils (Belgio) ha aumentato ulteriormente l'andatura per preparare l'attacco di Evenepoel. Jan Christen ha provato nuovamente a muoversi, ma Van Gils ha risposto.

Poco prima dello scollinamento Giulio Ciccone (Italia) ha lanciato il proprio attacco. Evenepoel ha reagito immediatamente, ma proprio mentre stava cercando di riportarsi sull'azzurro è caduto in una curva a destra, ancora in salita. Per qualche istante sembrava che la corsa fosse cambiata completamente.

Evenepoel cade e torna all'attacco

Ciccone, rimasto solo al comando, ha però deciso di aspettare. Evenepoel è riuscito a rientrare grazie all'aiuto di Van Gils e Ramses Debruyne (Belgio), e una volta tornato nel gruppo ha ripreso immediatamente l'iniziativa. Il belga ha accelerato sul falsopiano successivo, raggiungendo Ciccone e staccando il resto del gruppo.

I due hanno iniziato così l'ultimo giro con quasi trenta secondi di vantaggio. Alle loro spalle il gruppo non è più riuscito a organizzare un inseguimento efficace e, ai piedi dell'ultima Mozjanca, il distacco era salito oltre i 45 secondi.

Nel frattempo Christian Scaroni (Italia) poteva restare sulle ruote nel gruppo inseguitore e ha provato a giocarsi la medaglia di bronzo seguendo l'attacco di Mathys Rondel (Francia). L'azzurro è riuscito poi a staccare il francese e a proseguire da solo, mentre davanti Evenepoel e Ciccone hanno affrontato per l'ultima volta le rampe più dure della giornata.

Evenepoel ha imposto il ritmo in salita, ma Ciccone è rimasto alla sua ruota. I due sono transitati in cima con quasi cinquanta secondi di vantaggio su Scaroni e hanno iniziato gli ultimi 15 chilometri con il titolo europeo ormai destinato a essere deciso da un duello.

Senza radioline, Ciccone non aveva inizialmente la certezza che Scaroni fosse alle loro spalle. L'azzurro ha quindi continuato a collaborare con Evenepoel, ma a circa otto chilometri dall'arrivo ha saputo che il compagno di nazionale era ormai solo in terza posizione. A quel punto ha smesso di dare cambi, provando a giocarsi il titolo allo sprint.

La beffa per Ciccone

Gli ultimi chilometri sono diventati così una partita a scacchi. I tecnici delle due nazionali hanno provato a intervenire per convincere Ciccone a collaborare, e l'azzurro ha effettuato ancora un breve cambio, ma ormai era chiaro che tutto si sarebbe deciso sul traguardo.

Ciccone ha lanciato la volata prima dell'ultima curva e per un attimo è sembrato riuscire a sorprendere Evenepoel, prendendo qualche metro di vantaggio. Il belga ha però reagito proprio negli ultimi metri, rimontando l'azzurro e riuscendo a superarlo per una manciata di millimetri.

Remco Evenepoel è così diventato campione europeo su strada, completando il suo personale Grande Slam dei titoli internazionali tra strada e cronometro. Ciccone ha conquistato l'argento, mentre Scaroni ha difeso il terzo posto e ha regalato all'Italia una seconda medaglia.

Remco Evenepoel vince il campionato europeo 2026 per pochi millimetri contro Giulio Ciccone ©UEC
Remco Evenepoel vince il campionato europeo 2026 per pochi millimetri contro Giulio Ciccone ©UEC


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