Il colpo di reni vincente di Edvald Boasson Hagen © Bettiniphoto
Il colpo di reni vincente di Edvald Boasson Hagen © Bettiniphoto

Boasson Hagen cambia marcia e ingrana la sesta

Il norvegese della Dimension Data vince al Critérium du Dauphiné: Froome guadagna 9″ su Contador

Ci si attendeva una volata a ranghi compatti, e così è stato. Ma più che per sprinter puri l’arrivo della quarta tappa del Critérium du Dauphiné si è rivelato adatto a quelli che in Francia chiamano puncheur, ossia ruote veloci che tengono nei finali all’insù. Ed Edvald Boasson Hagen è uno che in questa categoria rientra perfettamente: per il nordico, da giovane considerato come sicuro dominatore dei grandi appuntamenti, una nuova buona prestazione nell’esperienza in Dimension Data, nella quale ha trovato la giusta tranquillità per tornare ad alto livello.

Tre in fuga; ad accompagnarli un forte vento contro
Sono stati 171 gli atleti partiti alle 12.50 da Tain L’Hermitage alla volta di Bellay: l’unico di quanti arrivati ieri sul traguardo a non essersi allineato stamani è stato l’australiano Damien Howson (Orica GreenEDGE). Il gruppo dimostra subito la volontà di lasciare spazio alla fuga: parte subito, al primo km, l’attacco che caratterizza l’intera giornata e che non provoca alcuna reazione dal plotone.

Si avvantaggiano l’esperto belga Frederik Veuchelen (Wanty-Groupe Gobert), iniziatore del tentativo, e i francesi Maxime Bouet (Etixx-Quick Step) e Bryan Nauleau (Direct Énergie). Già al km 6 il loro margine è di 3’30”, che aumenta al km 13 fino a 5’15”. Già dai primi km è presente l’elemento costante della tappa: un forte vento contrario che costringe i tre coraggiosi (è proprio il caso di dirlo) fuggitivi e il gruppo ad uno sforzo straordinario. Basti pensare che, nella prima ora di gara, sono stati percorsi solamente 30.4 km.

I team dei velocisti tirano e ricuciono
Al primo dei due gpm di giornata (entrambi di quarta categoria), la Côte d’Hauterives (km 27), passa per primo Nauleau mentre toccherà a Veuchelen scollinare davanti a tutti nella Côte de la Chapelle-de-la-Tour (km 93.5). Al km 41 viene raggiunto il margine massimo del dì a quota 5’20”, fino a quando la Cofidis, Solutions Crédits non decide, attorno al km 50, di mettersi in testa per controllare la situazione.

Dopo un momentaneo scroscio di pioggia che si abbatte sulla corsa, nella terza ora di corsa torna il sereno e il vento riduce sensibilmente la propria intensità, come testimoniato dalla media oraria salita fino a 34 km/h. Alla formazione di Nacer Bouhanni si aggiungono in testa al gruppo la Bora-Argon 18 di Sam Bennett, la Lotto Soudal di Jens Debusschere e il Team Katusha di Alexander Kristoff. Ai meno 60 km il terzetto mantiene 3’20”, margine sceso a 2’45” ai meno 40 km e a 2’10” ai meno 40 km.

Bouet cerca di essere propheta in patria
Sotto il primo passaggio sul traguardo a 32 km dalla conclusione il gruppo, sempre trainato dalle quattro formazioni dei velocisti più attesi, paga 1’45”. La barriera simbolico del 1′ di gap fra terzetto di testa e plotone viene toccato ai meno 23 km dalla fine. Ai meno 21 km dalla fine c’è da registrare il tentativo di attacco di Maxime Bouet, ma lo scalatore della Etixx viene immediatamente stoppato dai due colleghi.

Bouet ci riprova ai meno 14 km, ma ancora una volta Veuchelen si riporta sotto: non altrettanto riesce a fare Nauleau, che si rialza. Bouet è scatenato e riesce a distanziare un km più tardi anche il belga. Il motivo per cui il ventinovenne sia così scatenato oggi è presto detto: l’ex corridore dell’AG2R La Mondiale è nativo proprio di Belley dove continua a risiedere. Nauleau e Veuchelen vengono ripresi ai meno 10 km, mentre il battistrada conserva ancora 32″.

Ripreso il francese, brutta caduta di Bozic
Cofidis e Katusha trovano l’aiuto di BMC Racing Team e Orica GreenEDGE nel tentativo di provare a riprendere il transalpino, ancora scottati dal colpo a sorpresa messo ieri in campo da Fabio Aru. Ai meno 6 km il vantaggio del francese è diminuito fino a 18″. Purtroppo il sogno di vincere in casa termina ai meno 4.2 km dalla fine, con il gruppo che lo risucchia senza pietà. Si fanno vedere in testa anche le maglie nere del Team Giant-Alpecin di John Degenkolb.

Poco prima dei 2500 metri dalla fine una bruttissima caduta coinvolge Borut Bozic: l’esperto sloveno della Cofidis, Solutions Crédtis impatta con il pedale destro su uno dei jersey di cemento che delimitano il bordostrada, ruzzolando violentemente sull’asfalto e venendo colpito da Alexis Gougeard (AG2R La Mondiale), anch’egli finito a terra. Giant e Orica prendono davanti l’ultimo km, ma ambedue i team non sono capaci di formare un minitreno e di controllare la situazione.

EBH infila la sesta, superati Alaphilippe e Bouhanni
Ai meno 250 metri parte Van Avermaet, sulla cui ruota è piazzato Degenkolb; il tedesco prova ad uscire sulla destra del belga, ma non vi riesce. Chi supera il vincitore dell’ultima Tirreno è Edvald Boasson Hagen il quale, sulla sinistra della carreggiata, supera il rivale e si piazza davanti a tutti. Il norvegese continua nel suo incedere, nonostante da dietro tentino di rimontare Alaphilippe e Bouhanni: al campione di Norvegia serve il colpo di reni, ma può gioire perché la vittoria, la sesta in stagione, è sua.

Secondo è un ottimo Julian Alaphilippe (Etixx-Quick Step) che precede il connazionale Nacer Bouhanni (Cofidis, Solutions Crédits), i belgi Jens Debusschere (Lotto Soudal) e Greg Van Avermaet (BMC Racing Team), il francese Samuel Dumoulin (AG2R La Mondiale), il belga Jens Keukeleire (Orica GreenEDGE), il tedesco John Degenkolb (Team Giant-Alpecin), l’irlandese Sam Bennett (Bora-Argon 18) e lo sloveno Luka Pibernik (Lampre-Merida). Niente volata per Niccolò Bonifazio (Trek-Segafredo) e Alexander Kristoff (Team Katusha), rimasti intruppati e arrivati rispettivamente tredicesimo e diciottesimo.

C’è un buco, e Froome ora è a 4″ da Contador. Domani si sale
Fa la volata, e termina quattordicesimo, anche Christopher Froome: il britannico è bravo e attento a restare nelle posizioni, come fanno anche fra gli altri Romain Bardet e Daniel Martin. Tutto il resto della compagnia di big si fa sorprendere dal buco che si forma: Diego Rosa prova a metterci una pezza, ma perde 7″. Tutti gli altri pagano 9″, a partire da Alberto Contador: lo spagnolo della Tinkoff guida con solo 4″ su Froome, 6 su Richie Porte (BMC Racing Team), 9″ su Alaphilippe e 12″ su Martin. Rosa è sempre ottavo, ora a 35″.

Domani inizia il trittico che deciderà il vincitore della sessantottesima edizione della corsa francese: la frazione che parte da La Ravoire e arriva dopo soli 140 km a Vaujany prevede la bellezza di sette gpm, fra di loro due di prima categoria. L’ascesa finale di 6.4 km vanta una pendenza media del 6.5% con punte anche del 13%. Una chance per tastare quale sia realmente la condizione attuale di Contador, Froome e di tutti gli altri big, per capire come si stiano avvicinando al Tour de France.

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