Terzo oro olimpico per Kristin Armstrong @ Getty Images
Terzo oro olimpico per Kristin Armstrong @ Getty Images

KrisTHREEn Armstrong, l’oro è una garanzia

La statunitense vince la crono olimpica per la terza volta, battute Zabelinskaya e Van der Breggen. Elisa Longo Borghini fa sognare ed è quinta

Pechino, Londra e adesso anche Rio de Janeiro: Kristin Armstrong oggi ha scritto una fantastica pagina di storia del ciclismo femminile riuscendo a conquistare la terza medaglia d’oro olimpica nella prova a cronometro, il migliore dei regali di compleanno visto che domani saranno 43 le candeline da spegnere sulla torna. Dopo la vittoria del 2008 la Armstrong si è ritirata una prima volta dal ciclismo per dare alla luce il figlio Lucas William, nato a settembre 2010, e poi al ritorno in gara è arrivato il secondo titolo: adesso la storia si è ripetuta e dopo un secondo ritiro dalle competizioni, a maggio del 2015 è arrivato anche il secondo “comeback” e adesso una nuova medaglia d’oro. Kristin Armstrong ha completato la prova in 44’26” ad una velocità media lievemente superiore ai 40 km/h: un percorso molto duro e reso ancor più insidioso dalla pioggia, il dato non fa altro che confermarlo.

L’anno scorso subito dopo il suo rientro alle competizioni Kristin Armstrong era stata subito capace di vincere un campionato nazionale, quest’anno invece il suo rendimento era stato buono ma assolutamente non eccezionale: gareggiando solo negli Stati Uniti mancavano grandi riferimenti a livello internazionale dove però di vere e proprie specialiste praticamente non ce ne sono. Nelle gare di casa, però, Armstrong ha trovato una grande rivale nella 36enne Carmen Small il cui bilancio degli scontri diretti nelle cronometro segna comunque un netto 22-2: però quei due a favore della Small sono anche gli unici due del 2016 e così non ha preso bene l’esclusione tanto da fare ricorso, pur senza puntare il dito contro la Armstrong. Alla fine il tribunale non ha dato ragione alla Small e a Rio ci è andata la Armstrong: una controprestazione in Brasile avrebbe probabilmente riacceso le polemiche, la medaglia d’oro invece ha dato pienamente ragione ai tecnici della nazionale.

Zabelinskaya, riammessa all’ultimo e argento
Al traguardo Kristin Armstrong ha battuto di appena 5″55 la russa Olga Zabelinskaya, già bronzo a Londra 2012 e anche lei con una storia molto particolare alle spalle. Nel 2014 la 36enne atleta russa figlia del mitico Sergei Sukhoruchenkov era stata trovata positiva ad un controllo antidoping e squalificata per 18 mesi: tornata in gruppo quest’anno, Zabelinskaya si era conquistata con i risultati l’unico posto a disposizione della Russia, ma la decisione del CIO di escludere gli atleti russi con passato di doping aveva messo a repentaglio la sua partecipazione. Zabelinskaya era comunque partita regolarmente per il Brasile e alla fine due giorni prima della gara su strada il TAS ha fatto il via libera a lei e a tutti gli altri nella sua posizione: domenica era arrivata 16esima, oggi si è superata e, dopo una partenza relativamente tranquilla, si è scatenata nel settore centrale dove è stata la più veloce di tutte, ma nel finale si è dovuta inchinare solo alla Armstrong.

Van de Breggen ancora a podio, ma stavolta è bronzo
A completare il podio, staccata di 11″ dalla Armstrong, troviamo l’olandese Anna Van der Breggen, già vincitrice della prova in linea e che oggi sperava di completare quella doppietta che nella storia dei Giochi Olimpici è riuscita solamente alla connazionale Leontien Van Moorsel: Van der Breggen invece si deve accontentare del bronzo che però non che rendere ancora più bella la sua spedizione brasiliana. Contrariamente a quanto poteva essere prevedibile, Anna Van der Breggen ha perso soprattutto nella prima parte del percorso, quella più impegnativa: dopo 10 chilometri il suo ritardo dalla Armstrong era di 7″, salito a 13″ al chilometro 19.7; nel tratto finale, quello più veloce, è arrivato invece un piccolo recupero che è servito solo da agguantare il terzo gradino del podio.

Van Dijk fa un errore, la beffa è atroce
In casa Olanda invece di tutt’altro morale è Ellen Van Dijk che ha chiuso la prova con il quarto tempo assoluto a 22″ dalla medaglia d’oro e 11″ dal podio: la possente atleta della Boels-Dolmans era assolutamente inconsolabile al traguardo perché è stata lei stessa a buttare via la gara della vita con un assurdo errore sulla prima salita, lo strappo di Grumari. Nell’avvicinamento al primo intermedio, Ellen Van Dijk ha spostato le mani sulle appendici aerodinamiche poco prima di una curva verso destra che, con quel movimento, ha preso con una traiettoria troppo stretta: la ruota dell’olandese è così scesa dallo scalino d’asfalto e il mezzo è diventato incontrollabile andando ad incastrarsi nella boscaglia. La Van Dijk ha dovuto quindi rimettersi in carreggiata e ripartire da ferma in salita: senza il tempo perso lì sarebbe stata certamente sul podio e probabilmente anche al primo posto assoluto, una beffa incredibile.

Longo Borghini sogna per 20 km ed è quinta
Per l’Italia c’era in gara solo Elisa Longo Borghini che dopo il fantastico bronzo della prova su strada ha fatto sognare i tifosi italiani per almeno 20 chilometri: al primo intermedio l’ossolana era addirittura seconda a soli 5″ da Kristin Armstrong e con 2″ di vantaggio su Van der Breggen e addirittura 18″ su Zabelinskaya, la secondo intermedio invece la lotta per il podio era ancora accesissima visto che Elisa era transitata con il terzo miglior parziale dietro a Zabelinskaya e Armstrong, ma davanti a tutte le altre grandi specialiste. Gli ultimi 10 chilometri del percorso, purtroppo, erano i più veloci del tracciato e quindi i meno adatti ad un’atleta come la nostra Longo Borghini che comunque ha provato a difendersi con grinta: al traguardo le due olandesi sono riuscite a superare l’italiana, ma il quinto posto finale è un risultato davvero eccezionale e che merita di essere applaudito.

Delude malamente Emma Pooley
La campionessa del mondo in carica Linda Villumsen non è riuscita a far meglio della sesta posizione davanti all’ottima canadese Tara Whitten, ma le principali delusioni di giornata sono altre. La prima è la statunitense Evelyn Stevens finita decima a 1’34” dalla connazionale: il mese scorso aveva vinto la cronometro di Varazze al Giro Rosa, oggi non è mai stata in gara perdendo fin dall’inizio e dovuto rimandare ancora l’appuntamento con un grande successo nelle competizioni per nazionali dove al momento vanta “solo” un argento e un bronzo a livello iridato. Ma chi è ha fatto ancora peggio, oltre all’ucraina Anna Solovey che non è più lei da quando ha rotto con lo storico allenatore, è la britannica Emma Pooley, rientrata anche lei quest’anno puntando tutto su questa gara e attirandosi addosso qualche critica avendo fatto assai poco per meritare la convocazione: il passato dell’atleta inglese però è indiscutibile, ma oggi è sprofondata in 14esima posizione a 2’05” da Kristin Armstrong, una controprestazione decisamente inaspettata.

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