Le maglie del 28° Giro Rosa © Flaviano Ossola
Le maglie del 28° Giro Rosa © Flaviano Ossola

Poche salite, tante insidie

Presentato il percorso del Giro Rosa 2017: partenza dal Friuli, gran finale in Campania

Qualche dettaglio era già stato annunciato in precedenza, ma oggi a distanza di due mesi e mezzo dalla partenza è stato svelato ufficialmente il percorso della 28esima edizione del Giro d’Italia Internazionale Femminile, più comunemente chiamato come Giro Rosa. Poco tempo fa lo stesso direttore dell’organizzazione Giuseppe Rivolta ci aveva anticipato che sarebbe stato un tracciato meno impegnativo rispetto a quello degli ultimi anni: così effettivamente è, non ci sono arrivi in quota né tappe di alta montagna, anche se non ci mancheranno le insidie.

Nell’anno in cui la Course by Le Tour si trasforma e diventa una prova per scalatrici pure, l’assenza di grandi salite al Giro Rosa è senza dubbio un grosso dispiacere, perché da sempre sono loro ad attirare le maggiori attenzioni da parte del pubblico: l’anno scorso c’era il Mortirolo, quest’anno avremo la corsa a tappe più importante della stagione con una “Cima Coppi” a 846 metri sul livello del mare ed è innegabile che ciò lasci una sensazione di incompletezza. Dall’altra parte questo tracciato può offrire una corsa più aperta ed incerta, poi ci sarà il ritorno della cronometro a squadre ed un generale aumento del chilometraggio delle tappe; ma vediamo più nel dettaglio cosa ci aspetterà dal 30 giugno al 9 luglio prossimi.

Si parte con una cronometro a squadre
La corsa rosa prenderà il via come già annunciato con una cronometro a squadre di 11.5 chilometri da Aquileia a Grado attraverso la strada che taglia l’omonima laguna: la distanza non è eccessiva, ma le squadre più forti e attrezzate saranno comunque in grado di scavare subito distacchi interessanti e che possono avere un peso importante sulla classifica generale. Il Friuli ospiterà poi anche la seconda tappa che offrirà il terreno per fare selezione in salita: lungo i 122 km da Zoppola a Montereale il punto chiave sarà l’ascesa della Forcella di Pala Barzana che misura poco più di 5 km con una pendenza media dell’8% e massima dell’11%. Dal gran premio della montagna all’arrivo ci saranno 24 chilometri: difficile assistere ad un’azione in solitaria, ma più d’una sarà costretta a correre sulla difensiva; da notare come in questa tappa si toccherà il punto più alto di tutto il Giro.

In Veneto spazio alle velociste
La carovana del Giro Rosa si sposterà quindi in Veneto per la terza e la quarta tappa. La frazione da San Fior a San Vendemiano sarà la più corta tra quelle in linea di questa edizione, ma sarà pur sempre di 100 chilometri: la tappa non è dura come quella dell’anno scorso ma è di quelle in cui gli occhi vanno tenuti sempre ben aperti e le gambe devono essere reattive. A 39 chilometri dall’arrivo verrà affrontato il celebre muro di Ca’ del Poggio, seguito dagli strappi di Tarzo e di Colle Umberto che non agevoleranno certo un rientro di chi è rimasta staccata: arrivo in volata probabilmente, ma bisogna vedere quante atlete resteranno davanti. Il giorno successivo invece nessun dubbio, salvo improbabili sorpresa a Occhiobello sarà un arrivo di gruppo compatto visto il tracciato a dislivello nullo.

Una dura cronometro nelle Marche
La corsa continuerà a puntare verso sud lungo la dorsale adriatica e la quinta tappa sarà una di quelle decisive della corsa. A Sant’Elpidio a Mare è in programma una cronometro individuale di 12.7 chilometri: come avvenne anche l’anno scorso in Liguria, Giuseppe Rivolta ha disegnato una prova contro il tempo molto impegnativa con diversi tratti di salita e l’arrivo che sarà posto nel cuore della cittadina marchigiana a 251 metri di quota. Più delle specialiste pure, questa tappa porterà alla ribalta le atlete più forti ed in forma: per vincere il Giro Rosa non nessuna delle favorite si potrà permettere un mezzo passo falso in una giornata simile.

Si scende sempre più a sud
Il giorno successivo alla cronometro ci sarà un’altra tappa con un finale non banale. A Roseto degli Abruzzi le atlete affronteranno quattro giri di un circuito da 29.5 chilometri e ci si attende un arrivo in volata a ranghi compatti: a circa 4 chilometri dall’arrivo lo strappetto di Piana degli Ulivi potrebbe far deragliare qualche treno o lanciare l’azione di alcune attaccanti per evitare o sprint; a quel punto la corsa svolterà verso il Tirreno per le ultime impegnative tappe. La settima frazione del Giro Rosa andrà da Isernia a Baronissi (provincia di Salerno) con un tracciato di ben 142 chilometri: la salita più dura di giornata sarà il Passo Serra a 43 chilometri dall’arrivo (3.2 km al 7.8% medio), ma tutto percorso sarà abbastanza ondulato.

Una tappa dura nel Parco del Cilento
Altamente spettacolare, anche da punto paesaggistico, sarà invece l’ottava tappa che collegherà Baronissi e Centola per altri 142 chilometri circa. I primi 60 chilometri saranno quasi tutti lungo la costa campana, poi la corsa entrerà nel Parco del Cilento dove la strada si farà impegnativa: la prima salita sarà quella di Rutino, poi si salirà fino ai 743 metri di Cuccaro Vetere, un’ascesa lunga ma divisa di alcuni settori. Gli ultimi 28 chilometri saranno quasi tutti in discesa, anche se non mancheranno diversi tratti in contropendenza: l’arrivo sarà nella bellissima e famosa frazione di Palinuro.

Gran finale ai piedi del Vesuvio
Proprio da Palinuro ripartirà poi la nona e penultima tappa che si concluderà a Polla, sempre in provincia di Salerno: la prima parte del percorso sarà molto ondulata e potrebbe stimolare gli attacchi di atlete fuori classifica, il finale sarà invece più scorrevole ma l’impressione è che i giochi tattici potrebbero essere più decisivi delle gambe. Il gran finale del 28° Giro Rosa sarà in Campania a Torre del Greco: la tappa finale scatterà con nove giri di un circuito abbastanza facile, poi si cambierà strada per affrontare un ultimo giro più grande con l’ultima salita della corsa. Da Ercolano si prenderà la strada che porta al Vesuvio: qui si salirà solo fino alla località di San Vito a 396 metri sul livello del mare, ma la pendenza media sarà intorno al 10% e per arrivare al traguardo mancheranno appena 10 chilometri.

Tutto potrebbe quindi giocarsi in questi ultimi chilometri napoletani: nessuna tappa infatti sembra in grado di lanciare un’atleta da sola verso la vittoria del Giro Rosa, ma le migliori potrebbero ritrovarsi racchiuse in un ristretto margine di tempo dove i secondi delle due cronometro o anche i vari abbuoni potrebbero giocare un ruolo fondamentale per decretare la vincitrice. Questo percorso non per scalatrici puri ma ricco di strappi sembra disegnato su misura di Elisa Longo Borghini ed infatti Rivolta aveva ammesso di sognare una vincitrice italiana dopo che negli ultimi anni hanno dominato Stati Uniti e Olanda: l’ultimo successo di un’atleta di casa è quello di Fabiana Luperini nel 2008, l’ultimo podio invece è del 2013 con Tatiana Guderzo, riusciremo a vedere il tricolore sul podio?

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