L'urlo di Alexander Kristoff, vincitore della prima tappa dell'Abu Dhabi Tour © LaPresse - Ferrari
L'urlo di Alexander Kristoff, vincitore della prima tappa dell'Abu Dhabi Tour © LaPresse - Ferrari

Kristoff continua a vincere, Guardini torna a convincere

Abu Dhabi Tour, il norvegese supera il veronese della Bardiani CSF nella prima tappa. Quarto Viviani, sesto Bonifazio, settimo Bresciani

È la corsa di casa, nel vero senso della parola. Tanto che alla vigilia dell’appuntamento i corridori della UAE Team Emirates sono stati ricevuti dal main sponsor, uno dei più grandi vettori al mondo, e hanno contribuito a svelare nuovi aerei nella magnifica flotta della compagnia. Oggi, per non essere da meno, anche i pedalatori hanno voluto ricambiare il favore, volando a tutta velocità e cogliendo la prima vittoria stagionale nel World Tour. E lo fa con colui che, solo domenica scorsa, aveva chiuso nel migliore dei modi il Tour of Oman.

Non parte Armée. Cavendish sì, ma non fa strada
La quarta edizione dell’Abu Dhabi Tour si apre con una frazione che, dal profilo altimetrico, è la tipica per queste latitudini. Avanti e dietro da Madinat Zayed, con il giro di boa nel deserto di Liwa per 189 km senza difficoltà. Da segnalare una non partenza: Sander Armée, vincitore di una bella tappa alla Vuelta a España 2017, è stato costretto a rimanere in albergo causa problemi di stomaco, privando così la Lotto Soudal di un elemento.

Ma non è l’unico atleta ufficialmente iscritto a non percorrere l’intera tappa: nel corso del tratto di trasferimento si è registrata una caduta che ha coinvolto Mark Cavendish. Il britannico, ambasciatore della corsa nonché leader unico del Team Dimension Data, batte violentemente il capo e la stessa spalla infortunata nella scorsa stagione; la scelta, effettuata assieme all’ammiraglia, è quella di non proseguire e, dopo circa 5 km, di andare in ospedale per effettuare gli esami del caso, i quali hanno evidenziato una commozione cerebrale per il mannese.

Nella fuga di giornata anche Albanese e Caruso
Cinque coraggiosi partono una volta che il direttore di corsa abbassa la bandierina. Presenti gli azzurri Vincenzo Albanese (Bardiani CSF) e Damiano Caruso (BMC Racing Team), il francese Charles Planet (Team Novo Nordisk), il lettone Toms Skujins (Trek-Segafredo) e il russo Nikolay Trusov (Gazprom-RusVelo). Curiosa la presenza di uno scalatore come il siciliano Caruso, che si renderà poi utile domenica nell’unico arrivo in salita.

Il gruppo lascia subito fare, permettendo ai fuggitivi di guadagnare 5′ dopo 15 km, decidendo poi di non permette un gap superiore. La prima ora scorre via veloce, con una media per i battistrada assai elevata, dato che percorrono 48.4 km. Al primo passaggio a Liwa (km 56) è posto il traguardo volante, dove Trusov non ha problemi a transitare in testa. Dietro lavorano Lotto Soudal, Mitchelton-Scot, Quick Step Floors e Team Katusha-Alpecin; e lavorano anche troppo, tanto che ai meno 110 km hanno abbassato il distacco a soli 2′.

Fa tutto Skujins: attacca per il traguardo volante e si rialza
Il logico rilassamento del plotone, data la prematura discesa del ritardo nella fase precedente, fa sì che il quintetto possa tornare a possedere 3′ ai meno 80 km. L’avvicinamento al secondo traguardo volante di Liwa (km 129.2) vede qualche novità: sia davanti, con Skujins che anticipa lo sprint attaccando e cogliendo i punti in palio, sia dietro, dato che nella parte conclusiva del gruppo si verifica una caduta. Tra i coinvolti anche il veronese Riccardo Minali (Astana Pro Team), che si rialza senza patemi.

All’ingresso degli ultimi 50 km Skujins, ripreso nel frattempo da Caruso e Planet (Albanese e Trusov rientrano un paio di km più tardi), ha solamente 1’25” sul plotone, con le solite formazioni intente a lavorare. Il neoricostituito quintetto diventa quartetto prima del cartello dei meno 45 km: il baltico Skujins decide che per oggi può bastare così, preferendo rialzarsi e attendere senza fatica il gruppone, che paga 55″ ai meno 40 km.

Caruso stacca uno ad uno i rivali e prosegue da solo
Tutta senza curve l’ultima ora di gara, con l’eccezione di due curve non difficili all’interno dell’ultimo km. I quattro attaccanti sono quindi sempre a portata di sguardo del famelico gruppo, che gestisce tranquillamente e lascia 1’30” ai meno 30 km. Si dimezza l’entità della fuga, dato che sia Albanese che Trusov, attorno ai meno 27 km, decidono di imitare quanto fatto mezzora prima da Skujins, rialzandosi e attendendo pazientemente di andare a far compagnia ai colleghi.

James Knox (Quick Step Floors), Rémy Mertz (Lotto Soudal) e Svein Tuft (Mitchelton-Scott) trascorrono anche l’ultima ora di giornata con il vento in faccia, intenti a tirare senza alcun’incertezza. Stessa sicurezza è quella di Caruso: il ragusano stacca lo stanco Planet entrando negli ultimi 20 km con 15″ su Planet (poi riassorbito ai meno 17 km) e 1’15” sul plotone, continuando a mulinare una bella pedalata. L’ex Liquigas e LPR termina la propria avventura ai meno 13.8 km, dopo circa 175 km di avanscoperta.

Ewan parte lungo, Guardini va di rimonta
Si giunge così agli ultimi 4 km con in testa Movistar Team e Team Sunweb, entrambe più che altro interessate a tenere al riparo dai pericoli i rispettivi capitani. Fa maggiormente sul serio il Team LottoNL-Jumbo che lavora nella fase tra i meno 3 e i meno 2 km, quando il testimone lo prende la Quick Step Floors con ben quattro gregari a supporto di Viviani. I belgi, che entrano in testa nell’ultimo km, faticano e prestano il fianco alla Bora Hansgrohe la quale, a sua volta, si perde poco dopo.

A lanciare lo sprint da lunga distanza è Caleb Ewan, ma il tasmaniano viene presto superato. Da Alexander Kristoff, che conquista il centro della carreggiata e inizia la sua consueta andatura progressiva. Solo uno prova a sfidarlo: sulla sua destra si palesa Andrea Guardini, uno che da questa parte del mondo è inferiore ai pochi. Il veronese della Bardiani CSF rende onore al proprio soprannome Flash, recuperando vieppiù sul norvegese.

Ma vince Kristoff su un ottimo veronese. Nei 10 anche Viviani, Bonifazio e Bresciani
Ma non abbastanza e così il campione europeo Alexander Kristoff regala alla sua UAE Team Emirates una affermazione preziosissima a livello simbolico e morale. Detto di Guardini, il terzo posto è di Ewan (Mitchelton-Scott). Quarto un Elia Viviani (Quick Step Floors) che ha rischiato il contatto e non ha trovato il pertugio giusto per lanciarsi al meglio. Quinto il britannico Daniel McLay (Team EF Education First-Drapac), che precede gli azzurri Niccolò Bonifazio (Bahrain Merida) e Michael Bresciani (Bardiani CSF).

Completano la top 10 l’olandese Danny van Poppel (Team LottoNL-Jumbo), il francese Rudy Barbier (AG2R La Mondiale) e il tedesco André Greipel (Lotto Soudal). Domani in programma una rivincita per le ruote veloci, con cambio di panorama: dall’entroterra si passa alla costa di Yas, con la Yas Mall-Yas Beach di 154 km.

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