Van Schip vince la Ronde van Midden-Brabant 2025 ©Bram de Smidt
Van Schip vince la Ronde van Midden-Brabant 2025 ©Bram de Smidt

Jan-Willem van Schip ha annunciato il ritiro dalle corse. Il 32enne di Schalkwijk, per anni tra i protagonisti della pista internazionale, ha scelto un post Instagram per chiudere una carriera lunga tredici stagioni: "Time to look somewhere else, I'm going to stop cycling", ha scritto, dando appuntamento ai tifosi alla Sei Giorni di Rotterdam per il saluto definitivo.

Nel palmarès di van Schip pesano più i titoli su pista che i risultati su strada: il titolo mondiale dell'Americana 2023 a Glasgow in coppia con Yoeri Havik, quello della Corsa a punti nel 2019 a Pruszków, il titolo europeo dell'Americana 2021 sempre con Havik, due argenti mondiali nell'Omnium. Su strada, appena tre vittorie in tredici anni: la Ronde van Drenthe 2017, la Slag om Norg 2018 e una tappa del Baloise Belgium Tour 2019 davanti a Tim Merlier. Il corridore neerlandese, alto 194 centimetri, è stato noto anche per altro: un instancabile sperimentatore di posizioni e attrezzature ai limiti del regolamento UCI, spesso oltre.

Jan-Willem Van Schip e Yoeri Havik festeggiano il titolo mondiale della Madison ©️ BEAT Cycling
Jan-Willem Van Schip e Yoeri Havik festeggiano il titolo mondiale della Madison nel 2023 ©️ BEAT Cycling

Dal manubrio stretto alla posizione da cronometro

Tutto comincia nel 2018, quando van Schip si presenta in corsa con un manubrio largo appena 32 centimetri, tra i primi a cavalcare la moda dei manubri stretti che negli anni successivi l'UCI dovrà normare con misure minime, per i problemi di controllo della bici in discesa che posizioni così estreme comportano.

Due anni dopo tocca alla posizione con gli avambracci appoggiati al manubrio, usata per imitare l'assetto da crono e guadagnare aerodinamica: l'UCI la vieta nel 2020, anche su richiesta degli stessi corridori, infastiditi da chi la usava per tirare in testa al gruppo. Van Schip trova subito la contromisura, un manubrio disegnato dal produttore neerlandese Speeco che permette di appoggiare gli avambracci mantenendo comunque le mani sui comandi. Anche questa soluzione viene vietata. Seguono una squalifica per un reggisella non conforme e un'altra per un manubrio che aggira la misura minima grazie a un flare ( l'angolo tra la verticale del manubrio e il lato del manubrio) molto accentuato.

Le squalifiche più recenti

Il capitolo più recente comincia nel 2024. Alla Heistse Pijl van Schip corre con un manubrio Toot Engineering Ashaa RR Aero e viene squalificato il giorno dopo; la sua squadra protesta ancora oggi presso l'UCI. Pochi mesi più tardi, ai Mondiali su pista di Ballerup, viene escluso dalla Corsa a eliminazione per una manovra pericolosa ai danni del portoghese Diogo Narciso e, lasciando la pista, alza il dito medio verso la giuria: gli costerà una sospensione di un mese. Non è un episodio isolato: alle Olimpiadi di Parigi 2024 era già stato sanzionato per una testata al britannico Oliver Wood.

Jan-Willem van Schip squalificato dalla Corsa a Eliminazione ai campionati del mondo su pista 2024 ©BBC
Jan-Willem van Schip squalificato dalla Corsa a Eliminazione ai campionati del mondo su pista 2024 ©BBC

Nell'ottobre 2025 arriva la squalifica dal Tour of Holland, dopo la prima tappa, per un reggisella Tavelos capovolto che avvicina la sella al manubrio: la decisione, spiega il team manager Paul Tabak, non arriva dai commissari locali ma direttamente dalla sede UCI in Svizzera. A maggio 2026 tocca al Giro di Grecia, ancora per una posizione delle mani giudicata irregolare. La federazione, lamenta Tabak, non concede alcuna tolleranza alla squadra; la sua battuta finale è che forse "sarebbe più semplice se passasse al ping pong".

Jan-Willem van Schip escluso dal Tour of Holland per una controversia sul reggisella ©Getty Images
Jan-Willem van Schip escluso dal Tour of Holland per una controversia con l'UCI sul reggisella ©Getty Images

Il capolinea, per ora, è la Ronde de l'Oise di giugno 2026: multa di 200 franchi svizzeri e cinque punti UCI in meno nella seconda tappa per una posizione non conforme sul manubrio, squalifica nella quarta per un sistema di idratazione indossato sotto la maglia, tra fianco e petto, giudicato un dispositivo che ne altera la morfologia in modo permanente. Van Schip si rifiuta di lasciare la corsa e i commissari devono chiamare la gendarmeria francese per farlo fermare; la squadra racconta che per un momento il corridore ha perso il controllo, e che l'agente lo ha più aiutato che fermato. Sui social, Van Schip smentisce di essere stato aggredito e racconta di essersi rialzato tra i cori dei colleghi, che gridavano "#FreeWillem".

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