L'arrivo di Niki Terpstra a Le Samyn © Luc Claessen - Getty Images
L'arrivo di Niki Terpstra a Le Samyn © Luc Claessen - Getty Images

Terpstra-Gilbert, la Quick Step fa le prove generali

Le Samyn, gran gioco di squadra dei fiamminghi: vince il neerlandese, secondo il vallone. Un coraggioso Gaudin non può nulla contro i due

Correre con la maglia della Quick Step Floors in una gara del pavé, soprattutto se in una non di primissimo piano, deve essere una pacchia. Con atleti che, presi singolarmente, sono già i più forti della compagnia; se poi possono contare su una schiacciante superiorità numerica gareggiando in maniera perfetta tatticamente, allora non c’è partita. Questo è quello avvenuto oggi sulle strade de Le Samyn, in quella che promette di essere la prima di tante vittorie sulle pietre nel 2018 dell’armata fiamminga.

Sette i fuggitivi, ma la Quick Step Floors controlla agevolmente
In una giornata caratterizzata dal freddo gelido, con temperature che non si schiodano dallo zero, si disputa l’edizione numero 49 de Le Samyn. Corsa ormai diventata una classica, con una crescita interessante nelle ultime stagioni. 198 i km da Quaregnon a Dour, con il circuito conclusivo di 25 km da ripetere quattro volte e caratterizzato dai tratti in pavé Rue du Vert Pignon, di Erquennes, della Côte de la Roquette e dalla Rue de Belle Vue.

Sette i corridori che compongono l’azione: presenti i francesi Maxime Daniel (Fortuneo-Samsic), Damien Gaudin (Direct Énergie), Quentin Jauregui (AG2R La Mondiale) e Johan Le Bon (Vital Concept Cycling Club), i belgi Tom Devriendt (Wanty Groupe Gobert) e Franklin Six (WB Aqua Protect Veranclassic) e il danese Casper Pedersen (Aqua Blue Sport). Il loro tentativo non trova grande spazio, possedendo al massimo 3’30” su un plotone trainato da una attesissima Quick Step Floors.

I belgi si muovono da lontano con Gilbert e Terpstra
Ed è proprio la compagine fiamminga che, attorno a metà tracciato, decide di smuovere le acque in maniera prepotente. Tutti gli elementi, ad eccezione del neopro’ Fabio Jakobsen appiedato da una foratura, si avvantaggiano assieme a pochi altri colleghi, andando così a riprendere senza troppa fatica i sette attaccanti e separandosi in più tronconi. Dopo una fase caotica la situazione ai meno 70 km vede Philippe Gilbert e Niki Terpstra (Quick Step Floors) in testa assieme a Alex Kirsch (WB Aqua Protect Veranclassic), a Tosh Van der Sande (Lotto Soudal) e a Gaudin.

Alle loro spalle, a una quarantina di secondi, rimangono Davide Martinelli, Florian Sénéchal e Zdenek Stybar (Quick Step Floors) e gli ex battistrada Daniel, Jauregui e Pedersen; questo sestetto decide però di rialzarsi, attendendo il plotone che transita 1′ dopo la testa della corsa. Nel secondo transito sulla Côte de la Roquette dal plotone quattro elementi si lanciano in caccia: si tratta dei belgi Dimitri Claeys (Cofidis, Solutions Crédits) e Guillaume Van Keirsbluck (Wanty-Groupe Gobert), il francese Julien Duval (AG2R La Mondiale) e il danese Lasse Norman Hansen (Aqua Blue Sport), che passano ai meno 65 km con 45″ di gap.

Foratura per Philippe, dietro diversi tentativi
Il quintetto al comando diventa momentaneamente quartetto ai meno 61 km quando Gilbert deve fare i conti con problemi meccanici che lo costringono a staccarsi e poi, dopo momenti di arrabbiatura, a cambiare bicicletta, riuscendo a rientrare ai meno 55 km. Dal gruppo, nel tratto di Rue de Belle Vue, cerca di portate via un gruppetto, invano, Amaury Capiot (Sport Vlaanderen-Baloise). Si entra così negli ultimi due giri con i cinque battistrada transitare con 46″ su gruppo Van Keirsbluck e ben 1’14” sul plotone, nel quale nessuna formazione è interessata a lavorare.

La anarchia del gruppo porta al formarsi di un nuovo gruppo di contrattaccanti, nato in un tratto in asfalto. Lo compongono i belgi Alexander Maes (Tarteletto-Isorex) e la coppia della Veranda’s Willems-Crelan Michael Goolaerts e Elias Van Breussegem, il tedesco Nico Denz (AG2R La Mondiale) e il neerlandese Pim Ligthart (Roompot-Nederlandse Loterij). Costoro riescono a riportarsi su Van Keirsbulck e soci ai meno 39 km, ma tale drappello di nove unità viene annullato dal plotone ai meno 37 km; non cala di molto invece il margine dei battistrada, che ai meno 35 km possiedono ancora 42″.

Gilbert e Terpstra allungano, solo Gaudin resiste
I continui tira e molla in testa al gruppo permettono il formarsi di un nuovo tentativo di contrattacco, ispirato dal solito Van Keirsbulck: con il detentore del titolo prendono terreno il lituano Gediminas Bagdonas (AG2R La Mondiale) e il francese Adrien Petit (Direct Énergie), due che in queste prove sanno ben figurare. Al cartello degli ultimi 30 km il quintetto entra con 30″ sul trio a bagnomaria e 52″ sul gruppo sempre poco organizzato.

Il quintetto però scoppia sul penultimo passaggio a Rue de Belle Vue: i due campioni della Quick Step Floors accelerano e il solo, stanchissimo Gaudin riesce a rimanere con loro. Ma Kirsch e un passivo Van der Sande provano a non demordere, transitando all’inizio dell’ultimo giro con 13″ di gap; più dura per il terzetto con Van Keirsbulck, che paga 52″. Praticamente fuorigioco invece il gruppo principale, lontano 1’40”.

I Quick Step si muovono sapientemente e Terpstra se ne va
Ai meno 19 km si ricongiungono ai meno i due gruppetti inframezzati, ma il disavanzo sul trio di testa è comunque superiore ai 40″. Pare così ristretta ai primi tre la lotta per il titolo; pare, appunto, perché ai meno 17.5 km Gilbert attacca in un tratto in asfalto. Ovviamente tocca a Gaudin impegnarsi per il ricongiungimento, che quasi avviene ai meno 16 km quando il gap fra il vallone e la coppia franco-neerlandese è di una dozzina di metri. Proprio a questo punto avviene la mossa più logica possibile, ossia il contrattacco di Terpstra che, in un battibaleno, rientra e supera l’amico Gilbert il quale si rialza per mettersi alla ruota del malcapitato Gaudin.

Il passistone della Loira stoicamente non demorde e prova con le ultime forze rimaste a operare un clamoroso riaggancio. Che non avviene, e pian piano il vantaggio di Terpstra cresce. Intanto alle spalle dei tre sul podio virtuale si assiste alla perdita di terreno prima per Van der Sande e poi per Van Keirsbulck, con Bagdonas, Kirsch e Petit che quindi rimangono assieme, lontani 55″ dal solo leader.

È uno-due per i fiamminghi, con poca eleganza. Gaudin terzo tra gli applausi
Gli ultimi km sono di pura accademia per Niki Terpstra che, nonostante il vento contrario continua a guadagnare su tutti. Il trentatreenne coglie così la seconda affermazione in carriera nella gara belga. Poco galante invece l’atteggiamento della formazione e, una volta tanto, del solitamente impeccabile Philippe Gilbert: ai meno 2.5 km, nel tratto in pavé di Rue de Belle Vue, il vallone attacca deciso Gaudin, al quale non ha dato alcun cambio in oltre 13 km. Taglia il traguardo a 24″ dal compagno di squadra, Roi Philippe, mentre Damien Gaudin (Direct Énergie), letteralmente con la lingua di fuori e fra gli applausi del gruppo, conclude a 46″.

Per il quarto posto a 1’18” la volata premia Adrien Petit (Direct Énergie), con Gedminas Bagdonas (AG2R La Mondiale) e Alex Kirsch (WB Aqua Protect Veranclassic) alla sua ruota. Altro sprint, stavolta a quattro, per la settima piazza a 1’59” tondi: a conquistarla è il francese Benoìt Jarrier (Team Fortuneo-Samsic), davanti al tedesco Nico Denz (AG2R La Mondiale), al belga Frederik Backaert (Wanty-Groupe Gobert) e al francese Alexandre Pichot (Direct Énergie). Domenica alla Dwars door West Vlaanderen la prossima sfida sulle pietre, dove la Quick Step Floors proverà ancora una volta a dominare senza pietà.

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