Egan Bernal primo sul pavé del San Gottardo © Getty Images
Egan Bernal primo sul pavé del San Gottardo © Getty Images

Arriva l’estate, la prima hit è di Bernal

Il colombiano del Team Ineos stacca di nuovo tutti al Tour de Suisse e vince la tappa del San Gottardo. Bene Pozzovivo e Dennis, secondo e terzo

A due settimane dall’inizio del Tour de France 2019 il punto della situazione sui principali favoriti per la maglia gialla è più incerto che mai e tutti i candidati si portano dietro qualche punto interrogativo, più o meno grande: con Froome e Dumoulin fuori dai giochi, abbiamo Thomas con il dubbio della brillantezza dopo la caduta in Svizzera, Nibali che è reduce dal Giro d’Italia, Bardet, Pinot e Quintana che non convincono fino in fondo, Yates e Landa che sono altalentanti e Fuglsang che va forse ma non ha grandi trascorsi sulle tre settimane. E poi c’è Egan Bernal che al Tour de Suisse non si sta certo nascondendo, ma che tuttavia anche così riesce a dividere gli appassionati: c’è chi è rimasto impressionato da questa due giorni di montagna, e chi invece si aspettava addirittura qualcosa in virtù di certi numeri ammirati in passato e di un livello di avversari non certo eccellente.

Quello che è indiscutibile è che il 22enne scalatore colombiano del Team Ineos in questi due arrivi in salita del Tour de Suisse è sempre riuscito a staccare tutti i suoi avversari e oggi è riuscito anche ad andare a prendersi la vittoria di tappa non essendoci più alcun fuggitivo di mezzo: Bernal non ha messo un colpo da ko in classifica generale, ma non bisogna dimenticarsi che è arrivato in Svizzera dopo due mesi e mezzo senza corse con l’infortunio alla clavicola e con la necessità di stravolgere la preparazione non potendo essere al via del Giro d’Italia. Magari in ottica Tour de France, le prestazione di Bernal non sono di quelle da incutere timore a distanza ai rivali non presenti più, ma la sensazione è che anche lui potrà crescere di condizione ed è forse proprio questo pensiero a mettere un po’ di inquietudine nei suoi futuri avversari.

Una partenza a ritmo folle
Il Giro di Svizzera giungeva oggi alla settima tappa, la seconda consecutiva con arrivo in salita sebbene le caratteristiche fossero completamente diverse da quella di ieri: i corridori, infatti, si sono trovati di fronte un tappone da 216.6 chilometri ed una salita finale come quella del Passo San Gottardo, affrontata dal magnifico versante della Tremola con i suoi tornanti in pavé, che appariva infinita rispetto a quella di ieri di Flumserberg che pure era più ripida. Prima di arrivare al San Gottardo, i corridori dovevano scalare anche il Passo del Lucomagno, ma il gran premio della montagna posto a 94 chilometri dal traguardo sconsigliava ogni tentativo di attacco da lontano.

Ma di bagarre ce n’è stata, eccome, nella prima parte di tappa prevalentemente in pianura. In questa fase sono sono stati tanti i tentativi di fuga ma nessuno è riuscito a prendere il largo: il perché ci è dato dalla velocità media iniziale con addirittura 51.9 chilometri percorsi nella prima ora di gara. Una partenza folle, ma con davanti il destino di un inevitabile rallentamento per la presenza del gpm di seconda categoria di Flims al chilometro 65: già al chilometro 45 dal gruppo erano faticosamente usciti Michael Albasini (Mitchelton-Scott) e Lukasz Wisniowski (CCC Team) che a stento avevano preso una decina di secondi di vantaggio, poi appena iniziate le rampe della prima salita di giornata sulla coppia al comando sono rientrati anche Winner Anacona (Movistar), Steve Morabito (Groupama-FDJ), Mathias Frank (AG2R La Mondiale), Koen Bouwman (Team Jumbo-Visma), Tsgabu Grmay (Mitchelton-Scott) e Gino Mäder (Team Dimension Data).

Il vantaggio sfiora i quattro minuti
Il grandissimo sforzo fatto nei chilometri iniziale per provare ad uscire dal gruppo è costato caso a Lukasz Wisniowski che ha dovuto mollare la presa dal gruppo di testa già sulla salita del Lucomagno che i fuggitivi avevano approcciato con circa tre minuti di vantaggio. Il più pericoloso tra i battistrada era il campione svizzero Steve Morabito che partiva con un ritardo di 2’13” dalla maglia di Egan Bernal: il Team Ineos ha quindi tenuto la situazione sotto controllo senza far lievitare il gap sia per la classifica, sia per puntare alla vittoria di tappa che era sfuggita ieri per pochi secondi a causa della fuga di Antwan Tolhoek. Al termine della discesa del Lucomagno, i sette uomini di testa hanno toccato il loro vantaggio massimo, 3’55”, ma al traguardo mancavano ancora 50 chilometri.

Nel lungo falsopiano di avvicinamento alla vera salita del Passo San Gottardo, gli uomini del Team Ineos hanno trovato un’ottima collaborazione da parte di quelli della Bahrain-Merida ed il ritmo è stato fatale per i fuggitivi. Ai meno 29 chilometri dal traguardo è stato Michael Albasini ad alzare bandiera bianca, poi in un tratto con la pendenza più sensibile ai 17 dall’arrivo ha ceduto Winner Anacona e allo stesso Koen Bouwman ha allungato da solo per anticipare la salita. L’ascesa vera e propria del Passo San Gottardo iniziava a circa 12 chilometri dalla conclusione e qui Bouwman aveva 20″ di vantaggio sui tre svizzeri Morabito, Frank e Mäder, il gruppo maglia gialla invece era ad appena 1’35” con il trenino Ineos pronto ad entrare in azione e fare selezione.

A 3 chilometri dall’arrivo lo scatto decisivo
L’azione solitaria di Koen Bouwman si è esaurita sulle rampe più impegnative di salite e a 9.5 chilometri, proprio quando iniziava il pavé della Tremola, è stato raggiunto dai suoi inseguitori con Mathias Frank subito pronto a rilanciare l’andatura con il gruppo che ormai era a meno di un minuto. Lo scalatore svizzero dell’AG2R La Mondiale è stato poi ripreso dal gruppo dei favoriti a 5.5 chilometri dall’arrivo: in quel movimento davanti erano in 18 con il Team Ineos a fare l’andatura con un incredibile Ben Swift seguito a ruota da Kenny Elissonde, Jonathan Castroviejo e quindi Egan Bernal. Lo spagnolo Castroviejo è stato l’ultimo ad entrare in azione con un forcing di circa 500 metri, e subito dopo l’arco gonfiabile degli ultimi tre chilometri è arrivato l’atteso scatto di Bernal.

Il colombiano si è portato rapidamente su Enric Mas, che aveva attaccato circa un minuto e mezzo prima senza però guadagnare più di 12″, e lo ha subito lasciato sul posto lanciandosi tutto solo verso la seconda vittoria stagionale dopo la classifica della Parigi-Nizza. Nessuno del gruppo ristretto degli uomini di classifica ha provato a tenere la ruota di Bernal: in un primo momento sembra intenzionato Domenico Pozzovivo che forse, vedendo che non riusciva ad avvicinarsi, si è messo a disposizione del compagno di squadra Rohan Dennis scandendogli un’ottima andatura che ha permesso ai due uomini della Bahrain-Merida di diventare i primi inseguitori del colombiano della Ineos. Come ieri, dopo aver impressionato subito dopo lo scatto, l’azione di Bernal si è un po’ appesantita in prossimità del traguardo ma il suo vantaggio era ormai troppo grosso per pensare di riaprire i giochi per il successo di giornata.

Bernal ha 41″ su Dennis, ma domani c’è la crono
Egan Bernal ha tagliato il traguardo da solo e a braccia alzate rendendo ancora più saldo il suo primo posto in classifica generale: a 23″ di distanza sono arrivati Domenico Pozzovivo e Rohan Dennis, rispettivamente secondo e terzo con il lucano che ha tolto 2″ di abbuono al compagno di squadra che tuttavia sembra difficile possano essere decisivi a livello di classifica. A 34″ sono arrivati Patrick Konrad, Jan Hirt e Tiesj Benoot, poi si è difeso molto meglio di ieri Enric Mas che ha chiuso staccato di 40″ ed a seguire troviamo Simon Spilak a 50″ ed a 1’03” un quartetto di corridori in cerca di rinascita, nell’ordine il tedesco Lennard Kämna, il nostro Fabio Aru ed i colombiani Carlos Betancur e Sergio Luis Henao. Male per la Movistar, che pure aveva tirato a inizio salita, lo spagnolo Marc Soler, finito a 3’23”.

In classifica generale adesso ci sono 41″ di differenza tra Egan Bernal e Rohan Dennis con l’australiano che punta a ribaltare tutto domani nella cronometro di 19.2 chilometri a Ulrichen: la distanza non è di quelle ideali per fare grossi distacchi ed a Dennis servirebbe una vera impresa considerando poi la durissima mini tappa dell’ultimo giorno. Nella lotta per il terzo gradino del podio c’è grande incertezza: al momento troviamo l’austriaco Patrick Konrad terzo a 1’13”, poi Domenico Pozzovivo è quarto a 1’17” mentre appaiati a 1’19” ci sono Jan Hirt e Tiesj Benoot. Continua a difendersi bene il rientrante Fabio Aru che ha guadagnato anche una posizione e adesso è ottavo a 2’20” da Bernal.

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