Niewiadoma trascina alla vittoria le compagne della Canyon-SRAM © Ossola
Niewiadoma trascina alla vittoria le compagne della Canyon-SRAM © Ossola

La Canyon scava i primi… canyon

Katarzyna Niewiadoma e compagne vincono e convincono nella cronosquadre d’apertura del Giro Rosa; Van Vleuten e Van der Breggen a 53″ e 1’04” rispettivamente

I 18 chilometri tra Cassano Spinola e Castellania Coppi che hanno inaugurato l’edizione numero 30 del Giro d’Italia Femminile presentavano un percorso decisamente insolito per una cronometro a squadre tra salita, discesa e poi ancora salita: il timore era che l’ago della bilancia potesse pendere dalla parte delle squadre con le individualità migliori e che quindi ci ritrovassimo già stasera con una classifica generale abbastanza orientata in una direzione, ed invece non è accaduto niente di tutto questo e sul gradino più alto del podio sono salite le vincitrici dell’ultimo Campionato del Mondo della specialità, le atlete della Canyon-SRAM che avevano proprio le vittorie di tappa come obiettivo principale per la corsa.

Questo non vuol dire che la Canyon-SRAM abbiamo una formazione di secondo piano per questo Giro Rosa visto che il sestesso delle convocate è formato da Alena Amialiusik, Hannah Barnes, Tiffany Cromwell, Alexis Ryan, Omer Shapira e soprattutto la polacca Katarzyna Niewiadoma che in cinque partecipazioni ha ottenuto come peggior risultato finale un undicesimo posto all’esordio a 20 anni non ancora compiuti. Ma, come detto, a fare la differenza oggi è stata proprio l’abitudine del team a preparare con grande cura le cronometro a squadre con meccanismi rodati alla perfezione: Ryan e Cromwell hanno lavorato nella prima parte e poi hanno lasciato spazio alle altre compagne visto che il tempo veniva preso sulla quarta atleta a tagliare il traguardo. E con la vittoria di tappa è arrivata ovviamente anche la prima maglia rosa che è andata proprio alla capitana Niewiadoma.

A sorpresa è la Bigla a chiudere seconda
Al termine della sua prova, in una giornata soleggiata e molto calda, la Canyon-SRAM ha fermato il cronometro a 31’41”, ad una media di 34 km/h che la dice lunga sulla difficoltà delle pendenze incontrate lungo questi 18 chilometri: le squadre principali hanno comunque utilizzato tutte biciclette in pieno assetto da cronometro con tanto di ruota lenticolare, ma ci sono state anche formazioni che hanno optato per mezzi tradizionali. La seconda posizione a 24″ dalle vincitrici di oggi è andata alla sorprendente Bigla di Thomas Campana, un tecnico storicamente molto attento alle prove a squadre, che non ci si aspettava potesse lottare per il podio dopo aver profondamente rivoluzionato l’organico lo scorso inverno: la leadership è stata affidata alla giovane danese Cecilie Uttrup Ludwig, a cui sono state affiancate atlete con poca esperienza ma che stanno dimostrando di avere qualità interessanti.

Il podio di tappa è stato quindi completato dalla CCC Liv di Marianne Vos e Ashleigh Moolman che ha chiuso in 32’26” a 45″ dalle vincitrici di giornata: il gap è notevole per essere appena alla prima tappa, tanto che l’anno scorso nella cronosquadre d’apertura a Verbania abbiamo avuto ben sette formazioni racchiuse nell’arco di appena 40″, ma nonostante questo la squadra in maglia arancione può essere molto soddisfatta della propria prestazione essendo comunque riuscita a prendere un po’ di vantaggio su alcune delle rivali anche per la classifica generale.

Mitchelton e Boels giù dal podio
La sorpresa più grossa di questa prima giornata del Giro Rosa è stata senza dubbio l’assenza dal podio sia della Mitchelton-Scott che della Boels-Dolmans, le squadre delle due grandi favorite per la vittoria finale. La formazione australiana punta nuovamente forte sulla campionessa uscente Annemiek van Vleuten, ma l’inizio non è stato come quello dell’anno scorso quando la squadra guadagnò su tutte le avversarie di classifica fin dal primo giorno: Van Vleuten, Spratt, Kennedy e Brown (Roy e Tenniglo sono arrivate più indietro) si sono piazzate quarte con il tempo di 32’34”. Per la Mitchelton-Scott il bicchiere può essere comunque mezzo pieno visto che la squadra è uscita vincitrice nel confronto diretto con la Boels-Dolmans dell’altra grande favorita per la vittoria, la campionessa olimpica Anna van der Breggen: il team neerlandese ha fatto registrare il quinto tempo con 32’45”.

Ha limitato molto bene i danni anche la Trek-Segafredo di Elisa Longo Borghini che ha chiuso in sesta posizione a soli 3″ di distanza dalla Boels-Dolmans, mentre dal settimo posto in su il divario si è fatto sempre più pesante: Sunweb, Movistar, Virtu e WNT hanno completato la top10, per trovare la migliore delle formazioni italiane dobbiamo invece scendere in tredicesima posizione con la BePink che ha accusato un ritardo di 2’13” ponendo davanti sia alla Valcar Cylance che alla Alé Cipollini, rispettivamente quattordicesima e quindicesima al traguardo.

Distacchi già importanti per le atlete di classifica
La prima classifica generale è comunque molto interessante in vista delle prossime tappe. Se ci limitiamo infatti alle sole atlete di classifica, troviamo Katarzyna Niewiadoma davanti a tutte provando comunque a nascondersi dichiarando che affronterà questo Giro Rosa giorno per giorno senza guardare troppo avanti a ciò che verrà: l’atleta polacca classe 1994, però, parte con un vantaggio di 24″ sulla danese Cecilie Uttrup Ludwig e di 45″ sulla sudafricana Ashleigh Moolman, seconda l’anno scorso, mentre poco più indietro ci sono Annemiek van Vleuten e Amanda Spratt a 53″, Anna van der Breggen a 1’04”, Elisa Longo Borghini a 1’07” e Lucida Brand a 1’20”. Insomma, davanti c’è chi sorride e che può cercare di sfruttare una situazione favorevole: e chissà che qualcuna da dietro non si trovi a dover maledire l’assenza del Passo Gavia dal percorso.

Per quelle atlete che già da prima erano indicate come outsider, la cronometro a squadre potrebbe aver subito raffreddato un po’ gli entusiasmi, sebbene i distacchi accumulati qui potrebbero favorire la buona riuscita di una fuga: la spagnola Eider Merino (Movistar) è a 1’41”, Sofia Bertizzolo (Virtu) è a 1’45”, Erica Magnaldi (WNT) a 1’50”, Tatiana Guderzo (BePink) a 2’13”, Soraya Paladin (Alé) a 2’36” e la possibile sorpresa Demi Vollering (Parkhotel) addirittura a 2’53”.

Ancora Piemonte nella seconda tappa
Domani la seconda tappa avrà partenza e arrivo a Viù in provincia di Torino per un totale di soli 78.3 chilometri: subito in avvio le atlete dovranno affrontare le rampe del Colle del Lys dal versante su cui quest’anno è passato in discesa il Giro d’Italia maschile, poi dopo una lunga discesa ci sarà tanta pianura con la strada che tornerà a salire leggermente verso il finale. Potrebbe essere una buona occasione per velociste resistenti anche perché nell’ultimo chilometro la pendenza sarà attorno al 5% e potrebbe rivelarsi ostica per una sprinter pura.

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