Pogačar e Del Toro sul traguardo della 20esima tappa del Tour de France ©Tour de France
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Pogačar: "Un onore fare il gregario per Isaac". Evenepoel: "Chi non credeva in me aveva torto"

Le dichiarazioni dei protagonisti della 20 tappa del Tour de France 2026: Evenepoel orgoglioso del secondo posto, Pogačar spiega di aver ricambiato il favore, tanta delusione per la Visma e tanta commozione per Carapaz

Richard Carapaz conquista la sua seconda vittoria in tre giorni e si aggiudica la ventesima tappa del Tour de France 2026 sull'Alpe d'Huez, approfittando di una doppia caduta di Sepp Kuss (Visma | Lease a Bike) nella breve discesa prima della salita finale. L'ecuadoriano di EF Education-EasyPost, che si era già assicurato la maglia a pois grazie al Souvenir Henri Desgrange sul Galibier, chiude la tappa con un ritmo inarrestabile negli ultimi 3,8 chilometri. Al secondo posto arriva Remco Evenepoel (Red Bull-Bora-Hansgrohe), staccato di 26", forse con qualche rimpianto per non essersi mosso prima, mentre Tadej Pogačar e Isaac Del Toro (UAE Emirates-XRG) tagliano il traguardo insieme per celebrare il podio del messicano alla sua prima partecipazione al Tour.

In classifica generale Pogačar blinda il quinto titolo della carriera con 6'26" su Evenepoel e 9'42" su Del Toro, che difende anche la maglia bianca staccando definitivamente Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) sul Col de Sarenne. Il giovane francese arriva a 1'50" accompagnato dai due Lidl-Trek. A completare la top ten della tappa un clamoroso Lenny Martinez (Bahrain-Victorious), quarto con la maglia gialla stessa del compagno, seguito da Tom Pidcock (Pinarello Q36.5) e Jordan Jegat (TotalEnergies). Da segnalare la presenza di Davide Piganzoli (Visma | Lease a Bike) nella fuga e il lavoro prezioso di Damiano Caruso e Antonio Tiberi per la Bahrain-Victorious.

Richard Carapaz vince la sua seconda tappa ©Tour de France
Richard Carapaz vince la sua seconda tappa ©Tour de France

Ecco le dichiarazioni dei protagonisti della ventesima tappa del Tour de France 2026

Remco Evenepoel: "Secondo posto al Tour, non tutti possono dirlo"

“Per la mia mentalità vincente c'è un pizzico di delusione. -ha dichiarato il campione olmpico ai microfoni di Sporza- Tra mezz'ora mi sarà tutto chiaro. La salita avrebbe dovuto durare altri due chilometri: avevo una giornata superlativa. Secondo, è meraviglioso. È stato molto difficile arrivare a questo livello. Con la dovuta pazienza e il lavoro necessario dietro le quinte ci sono riuscito. Sono soddisfattissimo. È anche la prova che chi non credeva in me aveva torto. Secondo posto al Tour, non tutti possono dirlo — di certo non negli ultimi anni: sono stati solo in due (Jonas Vingegaard e Tadej Pogačar, ndr). Sono enormemente orgoglioso dopo tutto il lavoro della squadra e di tutti quelli che mi stanno intorno: Oumi [la moglie, ndr], la mia famiglia, i miei genitori... È fantastico. Domani c'è ancora una bella tappa da provare a vincere, ma la festeggeremo di sicuro.””

Richard Carapaz: "Me lo merito, ho lottato tantissimo in questo Tour" 

“Sai cosa? Hai vinto una tappa leggendaria oggi. Sì, beh. C'è stato un momento in cui non ci credevo nemmeno io, eh? È stato molto, molto, molto duro per me perché all'inizio stavo lottando per la maglia, no? Sapevo che era difficile. E poi, quando abbiamo superato i primi due colli, era già, ok, vado a provare a vincere la tappa, no? Ma è stato molto, molto duro. Alla fine avevo due corridori che avevano vinto grandi giri, no? Jai Hindley e Sepp[Kuss]. E poi Sepp è stato un osso molto duro, eh? Sono stato sempre al limite, al limite, al limite. E nella discesa non so cosa è successo e così avanti, sai? Ho continuato e ho continuato, ma è stato molto, molto, molto duro qui. Sapevo che dietro arrivavano a 30 secondi e Sepp era a 10 secondi da me. Ho sofferto, non so, gli ultimi quattro chilometri dell'Alpe d'Huez sono stati durissimi. Credo che alla fine per me sia stato bellissimo, no? Credo che, niente, semplicemente me lo merito perché ho lottato tantissimo in questo Tour. Alla fine è stato un Tour da sogno, no? Sapevo che non ero Barcellona per una la classifica generale. Era molto chiaro nella mia testa quello che volevo e guarda, lo abbiamo ottenuto, no? La maglia e due tappe, sono molto contento. Domani è una storia diversa, oggi è stato un Tour impressionante. Il pubblico, tutti quelli che mi seguono a casa, staranno urlando di gioia.”

Marc Reef: "Deluso dal fatto che fossimo in testao e abbiamo perso in questo modo."

“Non ho visto le cadute. Ho visto all'improvviso che risaliva in sella, poi anche in una curva a destra, ma non avevo visto bene” -ha dichiarato il direttore sportivo della Visma | Lease a Bike Marc Reef ai microfoni di NOS e Wielerflits quando gli è stato riferito che Kuss era stato salvato da una rete di protezione. “Allora è davvero un bene che la rete e i cuscinetti fossero lì. Ma ora sono soprattutto deluso dal fatto che non abbiamo vinto la corsa. Oggi abbiamo fatto tutto bene ed eravamo in quattro nella fuga. Matteo Jorgenson e Bruno Armirail hanno lavorato bene, e Davide Piganzoli era anch'egli molto forte. E Sepp [Kuss] ha dimostrato di essere il migliore della fuga, solo che adesso non ci fai molto con questo… C'è soprattutto delusione. Abbiamo combattuto duramente ed eravamo sulla buona strada. Sepp aveva ancora 15 secondi di vantaggio e di norma scende bene. Per questo era un'ottima occasione per vincere, il che ci avrebbe dato una spinta e avremmo chiuso bene questa settimana. Ora ti ritrovi con un sapore amaro in bocca”.

Tadej Pogačar: "È stato un onore fare il gregario per Isaac"

“La gente dirà forse che ho aiutato Isaac a salire sul podio del Tour de France, ma lui prima ha aiutato me a indossare la maglia gialla. Tutti i corridori della squadra, del resto. Nils Politt e Florian Vermeersch hanno fatto il loro lavoro in pianura, Felix Großschartner era il nostro capitano e prendeva decisioni per me, e Adam Yates e Brandon McNulty erano forti in salita” -ha dichiarato Pogačar nella flash interview-. “È stato un onore correre per Isaac nelle ultime due ore di gara. L'ho fatto con piacere. Mi rendo conto adesso di quanto sia difficile fare il gregario” -ha aggiunto con un sorriso-. “Ma quando poi si riesce a tagliare il traguardo insieme, è un risultato memorabile. Ho fatto molto bene, tutta la squadra ha fatto benissimo. Anche se alcuni grandi rivali hanno avuto sfortuna, ovviamente. È il Tour, in tre settimane può succedere di tutto. Lo abbiamo superato insieme come squadra. Domani ci aspetta ancora un ultimo spettacolo a Parigi.”

Carapaz vince anche la ventesima tappa, la UAE di Del Toro difende il podio