Giro d'Italia

Giro d'Italia 2026, 4a tappa: una ripartenza da decifrare

La salita alla Crocetta è tosta, ma la sua distanza dal traguardo tiene aperti molti scenari. Il percorso, le nostre previsioni, orari e appuntamenti tv

Il Giro d'Italia 2026 riparte da Catanzaro per una 4a tappa breve, 138 km, ma non scontata. L'avvio all'insù è solo uno scherzetto, che oltre i 3.2 km al 4.3% verso Marcellinara offre lo sguardo sui successivi 70 km di pianura. Tuttavia quella che sulla carta è segnata come frazione di bassa difficoltà, propone uno scherzo ben più pesante quando si entra nelle fasi finali: Cosenza è circondata da montagne ed era inevitabile che non si potesse arrivare qui in pianura. Non si è scelta peraltro nemmeno la strada più agevole per valicare, probabilmente perché chiudere la galleria sotto la Crocetta creava problemi per il traffico. E quindi ecco la lunga ascesa a Cozzo Tunno, uno dei tanti versanti che portano appunto al passo della Crocetta, salita di circa 14.5 km al 5.9%, con qualche passaggio cattivo nei primi km (max 11%). Certo non si muoveranno uomini di classifica, ma per il successo di tappa la battaglia potrebbe essere interessante, nonostante nel finale si sia scelto di allungare un po' il brodo per consentire a qualche velocista di rientrare. Spezza in due la discesa (veloce, ma a tratti adatta anch'essa a far confusione) la contropendenza di Gesuiti (circa 1.2 km al 5%). Si giunge in fondovalle a poco più di 20 km dall'arrivo, pochi per organizzarsi; attenzione anche alla pendenza lieve ma sensibile verso il traguardo, abbinata alla tortuosità del tracciato: dopo vari km di falsopiano si incontra un cavalcavia a ridosso della flamme rouge, quindi con una prima curva a sinistra la strada sale per gli ultimi 900 metri (media 3%); servono altre 3 curve ad angolo retto per imboccare il rettilineo finale di 450 metri, con pendenza ancora più accentuata (3.7% di media)

 

Le salite

Dettaglio salite

 

Gli ultimi km

Dettaglio ultimi km

 

Fari puntati su…

I ragionamenti tattici assomigliano in parte a quelli della tappa di Sofia, ma sono decisamente più complessi ed accentuati. La salita di Cozzo Tunno è una salita vera che potrebbe togliere dai giochi anche tutti i principali velocisti se fatta forte. Questo significa che o una squadra con un ruota veloce molto resistente sceglie di tener chiusa la corsa e fare selezione, altrimenti riuscire a riprendere una fuga che potrebbe essere composta da elementi di qualità diventa complicato se ad inseguire sono le squadre dei velocisti più puri. Peraltro l'arrivo in sensibile pendenza è già di per sé qualcosa che può ostacolare la vittoria degli sprinter.

Tra i corridori che potrebbero aver voglia di assumersi la responsabilità della corsa sicuramente Ethan Vernon e/o Corbin Strong (NSN Cycling Team), Florian Stork (Tudor Pro Cycling Team) ed Orluis Aular (Movistar Team). In questo scenario potrebbe essere tra i principali favoriti anche Edoardo Zambanini (Bahrain - Victorious) e Ben Turner (Netcompany INEOS), le cui squadre però potrebbero avere altri obiettivi sulle tre settimane non volersi spremere inutilmente. In mezzo a questi sicuramente anche la maglia rosa Guillermo Thomas Silva (XDS Astana Team), la cui squadra deve già assumersi la responsabilità di difendere la leadership e potrebbe unire i due intenti visto che il traguardo si addice molto ad un possibile bis dell'uruguagio.

Un nome interessante è anche quello di Lukáš Kubiš (Unibet Rose Rockets), il vice di Groenewegen, la cui squadra probabilmente non tirerà per staccare l'olandese di proposito, ma sarà quasi sicuramente nel primo gruppo anche se la corsa venisse dura. Veloce sarebbe sicuramente anche António Morgado (UAE Team Emirates - XRG), considerando peraltro che la formazione emiratina deve reinventarsi il Giro d'Italia dopo la disastrosa caduta di sabato.

Quello stesso giorno è sembrato staccarsi fin troppo presto Paul Magnier (Soudal Quick-Step) per pensare che possa tenere le ruote del gruppo su una salita così esigente. A maggior ragione il discorso vale per Jonathan Milan (Lidl - Trek), per non parlare di altre ruote veloci ancora meno resistenti dei due appena menzionati.

Come si diceva più su potrebbe essere il primo giorno in cui vedere una fuga numerosa. C'è già un bel numero di corridori forti che si presterebbero ad un tentativo numeroso e in grado di giocarsi la tappa con un ritardo in classifica abbastanza pronunciato. Ne citiamo alcuni, nell'ordine in cui sono posizionati in classifica, molti dei quali potrebbero essere tra i favoriti anche se si giocassero la volata in gruppo: Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), Warren Barguil (Team Picnic PostNL), Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates - XRG), Michael Valgren (EF Education - EasyPost), Fabio Christen (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Iván García Cortina (Movistar Team), Filippo Ganna (Netcompany INEOS), Luca Vergallito (Alpecin - Premier Tech), Oliver Naesen (Decathlon CMA CGM Team).

 

Giro d'Italia 2026, gli orari della terza tappa

Il transito dal km0 è in programma alle 14:00, mentre l'arrivo è previsto tra le 17:00 e le 17:30. La tappa sarà trasmessa in tv sia dai canali in chiaro Rai (su Rai Sport dalle 12:30 alle 14:05, poi su Rai 2 dalle 14:05 alle 18:00), sia su Eurosport e Discovery+ (dalle 13:30 alle 17:45).

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Francesco Dani
Volevo fare lo scalatore ma non mi è riuscito; adesso oscillo tra il volante di un'ammiraglia, la redazione di questa testata, e le aule del Dipartimento di Beni Culturali a Siena, tenendo nel cuore sogni di anarchia.