Adrià Pericas con Filippo Baroncini alla Vuelta Asturias 2026 ©UAE Team Emirates
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Prima Vine in ospedale, ora anche Baroncini: la UAE conta i cocci di una stagione maledetta

L'australiano era caduto sabato al Giro, il giovane italiano ieri al Tro Bro Léon: la squadra più forte del mondo non riesce a sconfiggere l'avversario senza pettorale

La UAE Team Emirates-XRG ha vinto 28 gare nel 2026, più di chiunque altro nel World Tour. Eppure il quartier generale di questa che resta la squadra più forte del ciclismo mondiale somiglia sempre di più a un pronto soccorso. L'ultimo bollettino riguarda Filippo Baroncini, caduto al Tro Bro Léon con un sospetto infortunio alla clavicola sinistra o all'articolazione acromioclavicolare. Per lui si prospetta una valutazione in vista di una possibile operazione chirurgica all'Bruxelles prima del rientro in Italia. Per un corridore che solo l'anno scorso era scampato per un soffio alla cecità dopo il terribile incidente al Giro di Polonia , dove aveva subito la frattura della mandibola, il naso distrutto e una coma farmacologica prima di un intervento di undici ore, è un ulteriore colpo da incassare.

Dalla Bulgaria all'Armorica: l'infermeria non accenna a svuotarsi

Ma il caso Baroncini è soltanto l'ultimo capitolo di una storia che si è fatta crudele già alla seconda tappa del Giro d'Italia. Su una curva a destra bagnata nei pressi di Veliko Tarnovo, la ruota anteriore di Marc Soler ha ceduto trascinando a terra Jay Vine e compromettendo la corsa di Adam Yates. Il dottore Adrian Rotunno, direttore medico della squadra, ha comunicato il bilancio: Vine frattura al gomito e commozione cerebrale, Soler frattura al bacino, Yates costretto al ritiro per sintomi di commozione cerebrale comparsi in ritardo. Nessuno dei tre dovrebbe richiedere un intervento chirurgico, ma la UAE si ritrova a viaggiare verso il Sud Italia con una squadra ridotta all'osso, senza il suo leader designato (Yates, che a sua volta aveva rimpiazzato João Almeida, debilitato da un virus) e senza due dei gregari di lusso su cui aveva costruito la squadra per il Giro. 

Jay Vine trasportato in ospedale in barella ©SBS
Jay Vine trasportato in ospedale in barella ©SBS

Per Vine, trentenne australiano, si tratta del terzo incidente grave in appena tredici giorni di corse nel 2026, il ventitreesimo degli ultimi cinque anni. Sua moglie Bre, incinta di trentatré settimane, lo ha raggiunto in Europa dopo aver assistito da casa al replay della caduta in loop sui social: “So che le persone ricondividono questi momenti perché ci tengono", ha scritto su Instagram, "ma a volte è facile dimenticare che dietro ci sono persone reali, con famiglie che aspettano di sapere se stanno bene”.

Una stagione che ha colpito duro fin da gennaio

Il conto degli infortuni in casa UAE è iniziato prima ancora che il ciclismo europeo ingranasse la quinta. Al Santos Tour Down Under, Jhonatan Narváez aveva riportato fratture da compressione alle vertebre toraciche e Vegard Stake Laengen era stato costretto al ritiro per un problema alle costole; Mikkel Bjerg e lo stesso Vine erano poi rimasti coinvolti in un incidente con un canguro, con Bjerg alle prese con una lussazione acromioclavicolare e una mano fratturata. La primavera belga ha poi portato via Tim Wellens (clavicola rotta alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne) proprio mentre era atteso come protagonista delle classiche del Nord. Pablo Torres ha dovuto operarsi al ginocchio, João Almeida, designato capitano per il Giro, è stato falcidiato da una malattia, Isaac del Toro ha abbandonato l'Itzulia per una lesione muscolare alla coscia destra, perdendo anche le Ardenne. Quattordici i professionisti colpiti, più cinque dal team di sviluppo: “Cinque di loro erano corridori capaci di vincere corse”, ha detto il direttore sportivo Joxean Fernández Matxín a Marca. I numeri del 2026 restano lusinghieri (nessun'altra squadra è vicina ai 28 successi emiratini) ma il record assoluto delle 95 vittorie del 2025 è già fuori portata.

Adam Yates al termine della seconda tappa del Giro 2026 ©AP Photo: LaPresse/Gian Mattia d'Alberto
Adam Yates al termine della seconda tappa del Giro 2026 ©AP Photo: LaPresse/Gian Mattia d'Alberto
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