Giro d'Italia 2026, 3a tappa: volata tra le montagne
Il finale è senz'altro perfetto anche per i velocisti più puri, ma valicare ad oltre 1300 metri potrebbe mietere vittime. Il percorso, le nostre previsioni, orari e appuntamenti tv
La 3a tappa del Giro d'Italia 2026 torna a sorridere alle ruote veloci, che però avranno da soffrire. Qualunque strada si scelga tra Plovdiv e Sofia, si devono superare le montagne, perciò ecco che la tappa è nettamente spaccata in due, più o meno a ⅔ di lunghezza dal Borovets Pass. I primi 103 km sono, in un certo senso, tutti all'insù. La lenta risalita è pressoché pianeggiante per 50 km, poi si trasforma in un falsopiano sempre più cattivo. I primi tratti di salita arrivano a poco meno di 20 km dalla vetta, ma per una dozzina di km la media non supera il 3%; le pendenze si fanno più stabili negli ultimi 9.2 km che hanno una media del 5.4%, niente di trascendentale, ma comunque un terreno dove si può cercare di mettere in difficoltà i velocisti più pesanti. Ci sarà comunque terreno per rientrare, visto che il GPM si trova a 71 km dall'arrivo e la discesa termina dopo una decina. In ogni caso la strada è quasi sempre a favore fin sul traguardo, questo significa avere meno tempo di quanto si pensi per poter organizzare l'inseguimento e poi prepararsi alla volata nella capitale. I km finali sono quasi completamente rettilinei e un tratto in discesa dai -2 km alla flamme rouge renderà la volata ancora più lanciata.
La salita

Gli ultimi km

Fari puntati su…
I favoriti saranno sostanzialmente gli stessi del primo giorno, anche se il passaggio in montagna potrebbe complicare le cose ai velocisti meno resistenti, ma anche chi non è in perfette condizioni (o fisicamente o per acciacchi dovuti alle cadute dei primi due giorni). Tra i primi a staccarsi a metà corsa nella seconda tappa ad esempio sono stati Dylan Groenewegen (Unibet Rose Rockets), Kaden Groves (Alpecin - Premier Tech) ed Erlend Blikra (Uno-X Mobility), tutti caduti nel capitombolo di Burgas, insieme ad Arnaud De Lie (Lotto Intermarché) che deve smaltire i postumi della gastroenterite.
Per esclusione - ed anche seguendo una logica banalissima - rimangono in cima al borsino dei favoriti i corridori che sono arrivati a giocarsi il successo nella frazione di apertura, partendo dal vincitore Paul Magnier (Soudal Quick-Step) e dal velocista più blasonato presente al via, ovvero Jonathan Milan (Lidl - Trek). Entrambi hanno dimostrato di poter resistere anche se messi a dura prova, ma in ogni caso non saranno loro a forzare i tempi in salita per scremare il gruppo.
In mezzo a loro due a Burgas si sono inseriti Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM Team), che probabilmente patirebbe più dei suddetti un'eventuale forcing, ed Ethan Vernon (NSN Cycling Team); altrettanto resistente sarebbe anche il compagno Corbin Strong, del quale si devono accertare le condizioni dopo la caduta. Tra coloro che potrebbero giovare di un po' di selezione potremmo menzionare Edoardo Zambanini (Bahrain - Victorious), anche lui da testare dopo la scivolata, Orluis Aular (Movistar Team), Ben Turner (Netcompany INEOS) e, perché no, anche i due XDS Astana Team Matteo Malucelli e Davide Ballerini, meno forti in salita degli altri appena menzionati ma comunque piuttosto resistenti.
Tra i possibili outsider che invece potrebbero accusare in modo netto una salita fatta forte sono innanzitutto Casper van Uden (Team Picnic PostNL), seguito dagli ancor meno quotati Pascal Ackermann (Team Jayco AlUla), Madis Mihkels (EF Education - EasyPost), Robin Froidevaux (Tudor Pro Cycling Team) e Paul Penhoët (Groupama - FDJ United), così come gli azzurri Giovanni Lonardi (Team Polti VisitMalta) e Enrico Zanoncello (Bardiani CSF 7 Saber), a cui non è preclusa la possibilità di un exploit.
La tappa sarà ovviamente rilevante ai fini della maglia ciclamino per i nomi già elencati, ma non meno interessante il fatto che il GPM in programma sia di 2a categoria. Perciò sarebbe un'occasione molto ghiotta per Diego Pablo Sevilla (Team Polti VisitMalta) di prendere ulteriori 18 punti su un terreno ancora abbordabile e crearsi un bel tesoretto che potrebbe consentirgli di portare agevolmente la maglia azzurra almeno fino al Blockhaus. Difficile credere (comunque non del tutto impossibile) che si muova di nuovo per un'azione di coppia che lo costringa a sfinirsi per tutto il giorno, ma se il gruppo dei fuggitivi fosse un po' più corposo potrebbe approfittare, anche pensando a ciò che deve venire: seguiranno il giorno di riposo in cui “recuperare” (al netto dell'impegno del viaggio verso la Calabria) e la tappa di Cosenza in cui il 2a categoria di Cozzo Tunno appare molto meno scontato da conquistare. Dopotutto già all'ultima Tirreno-Adriatico è stato un fuga per tre giorni consecutivi che gli hanno consentito di portare a casa la classifica degli scalatori finale.
Giro d'Italia 2026, gli orari della terza tappa
Il transito dal km0 è in programma alle 13:15 (ore 12:15 italiane), mentre l'arrivo è previsto tra le 17:00 e le 17:30 (16:00-16:30 italiane). La tappa sarà trasmessa in tv sia dai canali in chiaro Rai (su Rai Sport dalle 11:20 alle 14:00, poi su Rai 2 dalle 14:00 alle 17:00), sia su Eurosport e Discovery+ (dalle 12:00 alle 16:45).
