
Vingegaard: "Una trasferta di cui avrei fatto a meno. Ho preso mascherina e gel igienizzante"
Il danese della Visma infastidito dal trasferimento da Sofia in Italia, dalle notti insonni negli hotel bulgari e dai rischi sulle strade scivolose
Jonas Vingegaard non nasconde il sollievo. Dopo tre tappe disputate in Bulgaria, la carovana del Giro d'Italia 2026 si trasferisce in Italia per riprendere la corsa rosa martedì 12 maggio con la quarta tappa, da Catanzaro a Cosenza. I corridori avranno dunque a disposizione una giornata di riposo domani, prima di riprendere la corsa con una tappa da 138 chilometri. Il danese della Visma ha commentato a margine del viaggio le sue impressioni sulla prima parte della corsa, parlando con il sito danese Feltet.

Mascherina e gel gienizzante: le precauzioni per il viaggio
Dalle sue parole, trasferimento aereo dalla Bulgaria verso la penisola italiana non pare entusiasmare Vingegaard: "Avrei fatto volentieri a meno di questo viaggio. Ho preso con me la mascherina e il gel igienizzante", ha dichiarato il corridore. Le notti bulgare non sono state clementi con l'ex-vincitore del Tour de France: la qualità degli alloggi ha inciso sul riposo. "La prima notte in cui ho dormito bene è stata ieri. Non sempre si dorme in hotel dello stesso livello", ha spiegato Vingegaard. "Nel primo hotel c'era anche molto rumore. Ieri eravamo in un buon hotel e ho dormito bene." Il corridore esclude tuttavia ripercussioni sulle prestazioni: "No, non sarà un problema. Non ho dormito male, ma nemmeno benissimo."
Strade scivolose e buona atmosfera: il bilancio della trasferta bulgara
Il giudizio di Vingegaard sulla trasferta balcanica è in chiaroscuro. Il pubblico ha risposto presente lungo il percorso, ma le condizioni dell'asfalto hanno sollevato più di una preoccupazione. "È stato abbastanza positivo. C'era molta gente e buona atmosfera sul tracciato. Ma il fondo stradale è sembrato molto scivoloso negli ultimi giorni, e anche oggi qualcuno è finito a terra per una scivolata in curva." La scivolosità dell'asfalto è un tema ricorrente nelle corse disputate in certi Paesi dell'Europa orientale, dove la manutenzione delle strade è meno uniforme rispetto ai tracciati abituali del ciclismo professionistico (si pensi anche alla partenza dell'anno scorso della corsa rosa dall'Albania). "È forse un po' più pericoloso di altri posti, ma è così. Sono contento di essere arrivato fin qui", ha aggiunto il danese, che ha poi confermato di attendere con favore le tappe italiane: "Sì, in effetti sì."
In classifica generale, Vingegaard occupa la diciannovesima posizione, a dieci secondi dalla maglia rosa indossata dall'uruguayano Guillermo Thomas Silva.
