
¡Atención Ecuador! La prima tappa alpina è di Richard Carapaz
L'ecuadoriano della EF è il più forte della fuga sulla salita finale di Orcières-Merlette nella diciottesima tappa del Tour de France. Ancora secondo Schmid, battuti anche Jorgenson e Paret-Peintre
Il Tour de France 2026 arriva sulle Alpi con la tappa più facile del durissimo trittico conclusivo, disegnata perfettamente per un artista delle fughe. Richard Carapaz torna alla vittoria nella diciottesima tappa, staccando tutti gli avversari sulla salita finale di Orcières-Merlette. Per l'ecuadoriano della EF Education-EasyPost, che ora è decimo in classifica generale, è la seconda vittoria in carriera al Tour dopo quella del 2024, arrivata in modo piuttosto simile. Non è stata una stagione facile per il campione olimpico 2021, che dopo aver saltato il Giro d'Italia ha però trovato la gamba giusta per tornare a proporsi nelle sue tappe preferite, senza pressioni di classifica. Dopo averci già provato più volte senza successo, questa volta gli applausi se li prende da vincitore.
Tour de France 2026, la cronaca della diciottesima tappa
I primi a tentare di entrare in fuga sono Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility), Lewis Askey (NSN Cycling Team), Mathis Le Berre (TotalEnergies), Nicolas Vinokourov e Aaron Gate (XDS Astana), ma i primi movimenti importanti arrivano sulla Côte d'Engins (11.6 km al 5.5%). Il ritmo alto fa subito fuori Brandon McNulty e Tim Wellens, segnale evidente che qualcosa non va in casa UAE Team Emirates. Si stacca in salita anche Florian Vermeersch, mentre oggi Adam Yates sembra in ripresa dopo i problemi avuti ieri.
Davanti provano a scappare Ben Healy e Sean Quinn (EF Education-EasyPost) insieme a Mauro Schmid (Team Jayco AlUla), che vengono però ripresi prima del gpm dall'ennesima volata tra Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step) e Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), con il francese a prendere 10 punti. Nelle primissime posizioni c'è anche Mads Pedersen (Lidl-Trek), che anche oggi ha una gamba stratosferica in salita e punta dritto allo sprint intermedio, mentre il suo rivale Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech) si è inevitabilmente staccato.
La maglia verde entra nella fuga giusta insieme a Thymen Arensman (Netcompany INEOS), Felix Engelhardt (Team Jayco AlUla), Matteo Jorgenson (Team Visma Lease a Bike), Pablo Castrillo (Movistar), Tobias Halland Johannesen (Uno-X Mobility), Nicolas Breuillard (TotalEnergies), ma non è ancora finita. Romain Grégoire (Groupama-FDJ United) riesce a rientrare da solo in discesa, ma dietro ci sono ancora EF e Soudal a riaprire la corsa in favore di Carapaz e Paret-Peintre, lanciati da Healy, Jasper Stuyven e Louis Vervaeke. Rientrano con loro anche Schmid, Mathias Vacek (Lidl-Trek) e Raúl García Pierna (Movistar), poi Egan Bernal (Netcompany INEOS) li raggiunge da solo sul Côte de Monteynard (9.9 km al 5%). Poco prima del gpm avviene il ricongiungimento, e Paret-Peintre riesce ancora a prendere il massimo dei punti.

A poco più di un minuto c'è un altro gruppo numeroso che continua a spingere, mentre la squadra della maglia gialla lascia fare. Pedersen compie la sua missione e fa 25 punti allo sprint intermedio di Corps, andando a +32 su Philipsen. Gli inseguitori non riescono mai a tornare sui quattordici davanti, che negli ultimi cinquanta chilometri iniziano a giocarsi la vittoria. Jorgenson e Johannesen lanciano la fuga de la fuga, in cui Engelhardt aiuta Schmid per poi staccarsi e si accoda anche García Pierna. Carapaz e Paret-Peintre scattano ancora in coppia e rientrano, mentre Arensman si spende per Bernal ma non riesce a chiudere il gap.
Il più forte è Richard Carapaz
Jorgenson ci riprova in un tratto di leggera salita ai -25, ma viene ripreso prima da Johannesen e poi da tutti gli altri, mentre García Pierna si stacca. Il gruppo con Bernal e Arensman sprofonda a 1'50" quando i cinque davanti arrivano ai piedi della Côte de Saint-Léger-les-Mélèzes (2.5 km al 6.7%), dove anche lo spagnolo riesce a rientrare. Arrivano in sei a giocarsi tutto sulla salita finale di Orcières-Merlette, 7.1 chilometri al 6.7% con pendenze molto regolari.
L'attesa dura fino ai -4, quando Carapaz scatta per provare a spezzare l'equilibrio. Paret-Peintre è l'unico a rispondere direttamente allo scatto, mentre oltre a García Pierna anche Johannesen si stacca. Schmid e Jorgenson rientrano di passo, ma quando tutti sono al limite l'ecuadoriano ne ha ancora per separarsi e attaccare per la seconda volta. Questa volta nessuno riesce a seguire, e a 3.3 chilometri dalla vetta i giochi sono chiusi. Carapaz arriva da solo con 45" di vantaggio, prendendosi il tempo per celebrare la sua nona vittoria di tappa in carriera nei Grandi Giri, la seconda al Tour de France dopo quella di Superdévoluy nel 2024.
Secondo secondo posto consecutivo per Schmd, che batte Jorgenson nella volata per il piazzamento. Paret-Peintre è quarto e non riesce a salire in testa alla classifica della maglia a pois, portandosi a un solo punto da Tadej Pogačar. Giornata di ordinaria amministrazione per la maglia gialla, che arriva a 4'35" dal vincitore in un gruppo tirato e selezionato per tutta la salita finale dalla Red Bull-BORA-hansgrohe, in cui rimangono tutti gli uomini di classifica. Da segnalare però il ritiro di Brandon McNulty, la prima defezione in casa UAE. Un uomo in meno per controllare la tappa di domani, che si concluderà sull'Alpe d'Huez.
