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Tour de France 2026, 19a tappa: Alpe d'Huez; I Atto

L'iconica ascesa finale è sicuramente lo snodo decisivo, ma la tappa non è certo un unipuerto. Il percorso, le nostre previsioni, orari e appuntamenti tv

La 19a tappa del Tour de France 2026 breve ed intensa, che ha il suo focus sulla tradizionalissima ascesa finale all'Alpe, ma non può dirsi unipuerto: in meno di 130 km si accumulano 3500 metri di dislivello. Pronti via si sale il tosto Col Bayard (i primi km si coprono in trasferimento; restano 4.7 km al 7.2%, con un tratto di 2.3 km al 9%, max 11%; in verità il GPM è un po' prima dello scollinamento). A fine discesa si incontra lo strappo di Poligny (1.5 km al 6.4%, max 11%), antipasto del duro Col du Noyer (7.2 km all'8.5%; molto duri gli ultimi due con una rampa al 14%). Dopo questi primi 25 km infuocati che possono far danni, comincia una lunga fase di avvicinamento al finale, priva di asperità tremende, ma anche con pochissima pianura. La strada è prevalentemente in discesa per 28 km, poi si torno a salire verso Corps (2.2 km al 6.9%, max 9%); seguono 25 km mossi con dislivelli più marcati a Les Côtes-de-Corps (1.4 km al 5%, max 7%), Souchons (1.7 km al 5.1%, max 7%) e Valbonnais (1.7 km al 5.7%, max 7%). Dopo 11 km di falsopiano “molto falso” (media 2.6%, max 7%) comincia ufficialmente la salita al Col d'Ornon (5.4 km al 6.4%, max 9%). Dopo la successiva discesa di 10.5 km, in appena 4 km di pianura si arriva ai piedi dell'Alpe d'Huez: in tutto sono 13.8 km all'8.1%, molto tosti i primi 2.5 (media 10.1%, max 12%), poi costantemente all'8/9% fino all'ingresso nella stazione sciistica nella quale si percorrono gli ultimi 2 km più semplici.
 

Le salite

Dettaglio salite

 

Ultimi km

Dettaglio salita finale

 

Fari puntati su…

È il primo di due giorni pensati per rivoluzionari la classifica con l'illusione che i big fossero ancora molto vicini tra loro. Tadej Pogačar (UAE Team Emirates-XRG) sta invece dominando - almeno fin qui - anche questo Tour, come era prevedibile, e sembra quasi che si muova per tutelare il podio e la maglia bianca di Isaac del Toro (UAE Emirates - XRG). L'unico che può quantomeno sognare nel sonno di mettere in difficoltà lo sloveno è Remco Evenepoel (Red Bull - BORA - hansgrohe) che gli è arrivato davanti nelle ultime due tappe rilevanti per la generale ed ha un buon margine sui diritti rivali per il podio. Le grosse difficoltà della squadra emiratina lascerebbero uno spiraglio per tentare mosse azzardate pronti via e per tentativi a sorpresa in cui chi ha più gambe può essere messo in difficoltà, questa tappa è forse migliore della seguente, dove invece non c'è molto spazio per inscenare qualcosa di diverso da un confronto diretto.

Non dimentichiamoci che Pogacar non ha ancora mai vinto sull'Alpe d'Huez e probabilmente ha intenzione di farlo, tuttavia - come appena detto - la debolezza mostrata dalla squadra nelle ultime tappe non gli è per niente di aiuta. Non sembra ci siano speranze per Paul Seixas (Decathlon CMA CGM), Juan Ayuso e Mattias Skjelmose (Lidl - Trek) i quali dovrebbero entrare personalmente in fuga per sperare di avere spazio nella lotta per il successo di tappa. Lo stesso ragionamento vale per Lenny Martinez (Bahrain - Victorious), Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) e Jordan Jegat (TotalEnergies), la cui libertà dipenderà dalle squadre dei corridori che li precedono in classifica.

Sono molto più distanti Yannis Voisard (Tudor Pro Cycling Team), Ilan Van Wilder (Soudal Quick-Step) e, soprattutto, Richard Carapaz (EF Education - EasyPost) che si giocano le posizioni di rincalzo in top10, oltre ad essere papabili al successo di tappa. Come avevamo scritto nell'anteprima precedente l'ecuadoregno poteva avere un triplo obiettivo e praticamente due li ha già centrati, ovvero il successo di tappa e l'ingresso in top10; può adesso concentrarsi sull'obiettivo (per niente semplice) di strappare la maglia a pois a Tadej Pogacar, cosa che può essere fattibile approfittando dei primi due GPM e correndo più di rimessa nel resto della tappa pensando alla frazione finale. Nel fare questo incontrerà sicuramente la concorrenza di Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), che partirà con la maglia a pois addosso, ma con un un punto di svantaggio rispetto allo sloveno.

Ha preso la decisione, purtroppo o per fortuna, di abbandonare la classifica Davide Piganzoli (Team Visma | Lease a Bike), che si concentrerà nel cercare il successo di tappa in queste due tappe, così come Egan Bernal (Netcompany INEOS) e Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) che si sono sfilati più volte già nella settimana passata.

Altri nomi potenzialmente vincenti che sono già andati in fuga sono Georg Zimmermann (Lotto Intermarché), Romain Grégoire (Groupama - FDJ United), Kévin Vauquelin (Netcompany INEOS), Marco Frigo (NSN Cycling Team), Alex Baudin e Ben Healy (EF Education - EasyPost), Thymen Arensman (Netcompany INEOS), Antonio Tiberi e Damiano Caruso (Bahrain - Victorious), Pablo Castrillo (Movistar Team), Ion Izagirre (Cofidis), Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) e molti altri.

Intanto Mads Pedersen (Lidl-Trek) continuerà a lottare per cercare di distanziare Jasper Philipsen (Alpecin - Premier Tech): il traguardo volante di questa tappa è complicatissimo da raggiungere in testa per il danese (viste le ripide salite in avvio), ma sabato sarà ancora più complicato riuscire a superare la Croix de Fer.

 

Tour de France 2026, gli orari della diciannovesima tappa

La partenza verrà data al km0 alle 14:15, mentre l'arrivo è previsto tra le 17:15 e le 17:45. La tappa sarà trasmessa in tv sia in chiaro su Rai 2 (dalle 14:00 alle 18:00), sia integralmente su Eurosport e Discovery+ (dalle 13:45 alle 18:00).

¡Atención Ecuador! La prima tappa alpina è di Richard Carapaz
Francesco Dani
Volevo fare lo scalatore ma non mi è riuscito; adesso oscillo tra il volante di un'ammiraglia, la redazione di questa testata, e le aule del Dipartimento di Beni Culturali a Siena, tenendo nel cuore sogni di anarchia.