Tadej Pogačar con Isaac Del Toro ©UAE Team Emirates-XRG
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La UAE è falcidiata: "Molti malati, serve sopravvivere due giorni".Pogačar: "Correrò d'istinto"

Le dichiarazioni dei protagonisti della 18 tappa del Tour de France 2026: la maglia gialla perde Mc Nulty, ma altri tre sono debilitati. Evenepoel: "La Decathlon testerà Del Toro"

Richard Carapaz torna alla vittoria sulle Alpi francesi, dominando la diciottesima tappa del Tour de France 2026 con un attacco in solitaria sulla salita finale di Orcières-Merlette (7.1 km al 6.7%). L'ecuadoriano di EF Education-EasyPost, decimo in classifica generale, ha scattato a 4 chilometri dalla vetta lasciando senza risposta tutti gli avversari, tagliando il traguardo con 45 secondi di vantaggio. Si tratta della sua seconda vittoria al Tour de France dopo Superdévoluy 2024, e della nona in carriera nei Grandi Giri per il campione olimpico 2021, al rientro dopo aver saltato il Giro d'Italia.

Sul podio di tappa si conferma Mauro Schmid (Jayco AlUla), secondo per la seconda volta consecutiva, che batte Matteo Jorgenson (Visma Lease a Bike) nella volata per il piazzamento. Quarto Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), che nonostante aver conquistato i massimi punti ai due gran premi della montagna non riesce a scavalcare Tadej Pogačar nella classifica della maglia a pois, rimanendo a un solo punto di distanza. La maglia gialla arriva a 4'35" dal vincitore in un gruppo selezionato, con Red Bull-BORA-hansgrohe a tirare per tutti gli uomini di classifica. Da segnalare il ritiro di Brandon McNulty, prima defezione in casa UAE Emirates-XRG in vista dell'Alpe d'Huez di domani. Mads Pedersen (Lidl-Trek) consolida invece la maglia verde portandosi a +32 su Jasper Philipsen dopo i 25 punti conquistati allo sprint intermedio di Corps.

Richard Carapaz ©EF Education-EasyPost
Richard Carapaz ©EF Education-EasyPost

Non è riuscito concludere la tappa Brandon Mc Nulty, che ha perso contatto molto presto, a quanto pare colpito da un malessere. In casa UAE Emirates pare che anche Adam Yates e Florian Vermeersch non siano al meglio (su Tim Wellens i pareri sono discordanti, ma oggi è arrivato a due minuti dal limite di tempo massimo), prova ne sia che oggi solo due corridori (Felix Großschartner e Isaac del Toro) sono riusciti ad arrivare con la maglia gialla Tadej Pogačar sull'ultima salita.

Ecco le dichiarazioni dei protagonisti della diciottesima tappa del Tour de France 2026

Nils Politt: "Dobbiamo sopravvivere ai prossimi due giorni" 

“Dobbiamo sopravvivere ai prossimi due giorni” -ha dichiarato Nils Politt a Cycling Weekly -. “È una battuta d'arresto enorme per noi come squadra”, ha aggiunto riferendosi al ritiro di Brandon McNulty. “Speriamo che Adam [Yates] si sia sentito molto meglio anche oggi. È rimasto indietro semplicemente per risparmiare energie in vista dei prossimi due giorni. Per fortuna Isaac e Tadej stanno bene, e lo stesso vale per Felix e me. Stiamo cercando di isolarci il più possibile dal gruppo per ridurre al minimo i rischi. Molti corridori sono malati nel gruppo – si sente da ogni squadra che c'è qualcosa che gira. Fa semplicemente parte di tre settimane di corsa. Non sono mai arrivato alla fine di un Tour senza le mani a pezzi”.

Tadej Pogačar: "Devo correre più d'istinto" 

“Dal via la fuga ogni giorno va a tutta. Alla fine i corridori della top 10 diventano nervosi quando rischiano di perdere la loro posizione. Significa andare a tutta da inizio a fine. Per me è stata una giornata relativamente tranquilla, ma come squadra abbiamo perso Brandon [Mc Nulty]. Si è ammalato e spero che stia bene per la festa di Parigi" -ha dichiarato la maglia gialla nella flash interview -. "È fastidioso perdere Brandon . È stato una forza molto utile finora. Adam [Yates] sta lentamente tornando, sta migliorando. Oggi e ieri non ha dovuto fare troppo, ha sofferto ma era già meglio dei giorni scorsi. Domani è una giornata relativamente buona per Adam. Spero che sabato stia bene, allora sarà molto importante avere una buona squadra. Come correrò dipende dalla situazione. Se i corridori non guariscono dalla malattia, non sai sempre cosa fare. Devi correre più d'istinto in quel caso. Ma sono fiducioso che andrà bene e che riusciremo a superare bene le giornate."

Remco Evenepoel: "Non prenderò rischi folli per mettere a rischio il mio secondo posto"

“Non è bello dover affrontare i prossimi giorni così -ha detto ai microfoni di Sporza il campione olimpico parlando del malessere che ha colpito diversi corridori della UAE-  ma può succedere di ammalarsi, è già capitato anche a me. In quel caso devi semplicemente subire. Quello che farò lo devo ancora valutare. Non prenderò rischi folli per mettere a rischio il mio secondo posto. Penso piuttosto che una squadra come Decathlon CGM tenterà di tutto per attaccare il terzo posto di Del Toro, e per sondare se anche lui stia risentendo della malattia. Penso quindi che gli uomini di Paul Seixas ci proveranno, nella speranza di portare il francese sul podio finale. Inoltre ci sarà probabilmente ancora più battaglia per entrare nella fuga. Ci sarà meno controllo nel gruppo e questo renderà la corsa diversa. Non vedo l'ora di scoprire quella salita, ma a volte spaventa vedere quanto sia stretta. Su una salita popolare come l'Alpe d'Huez sarebbe meglio mettere i nastri dal basso e poi le transenne negli ultimi cinque chilometri. A volte tutto quel pubblico può influenzare una tappa. Se vuoi reagire a un attacco ma non puoi andare avanti perché sei bloccato. Vedremo quanto sarà estrema la situazione.”

Mads Pedersen: "Resterà una lotta fino a Parigi"

“La strategia di oggi era chiara -ha dichiarato il corridore danese dopo il traguardo di Orcières-Merlette-. Entrare nella fuga era l'obiettivo e restarci fino allo sprint intermedio. Dopo lo sprint ho potuto lasciarmi andare e arrivare tranquillo -ha aggiunto un esausto Pedersen-. Ci sono ancora molti punti in palio. Ho solo 32 punti di vantaggio, resta una lotta fino a Parigi.”

Matxin (ds UAE): "Tim Wellens non è malato, si stava solo riprendendo"

Adam Yates ha problemi allo stomaco. Ha vomitato, ma oggi stava meglio. Con Brandon è diverso” -ha spiegato il manager sportivo Matxin ai microfoni di Eurosport- riferendosi a Brandon McNulty, che aveva abbandonato la corsa durante la tappa. “Non ha la febbre, non ha il coronavirus, non ha fornito test sanitari positivi. Ma ha sintomi di malattia, soprattutto mal di gola. Con Tim è diverso. Non è malato. Dopo aver fatto il suo lavoro ed essere stato staccato, era meglio recuperare. Oggi era una tappa da fughe in cui non puntavamo alla vittoria. In questi casi è meglio recuperare.”

Richard Carapaz: "Questo era un buon giorno, sembra impossibile vincere"

“Volevo vincere in questo Tour, ma è costato tanta fatica” -ha detto il vincitore ai microfoni del post-arrivo- “Devo ringraziare la mia famiglia e la squadra, perché con questa vittoria posso finalmente ripagarli. Questa sembra una ricompensa. Sembrava impossibile vincere, perché avevamo già provato così tante volte. Anche oggi abbiamo attaccato tanto, ma inizialmente non ero nel gruppo giusto. Per fortuna ero sveglio sulle salite e sono stato attento quando Soudal Quick-Step ha attaccato. Così sono riuscito a raggiungere il primo gruppo e sapevo che quella salita finale mi sarebbe calzata bene. Alla fine ho potuto attaccare. Ora devo godermi questo momento.”

Florian Vermeersch: "Il morale è buono, ho ancora voglia di lottare"

“Ho visto Tim [Wellens] soffrire tantissimo. Mi sono accorto che era al limite e non ho potuto fare molto. Gli ho offerto un paio di volte di andare a prendere le borracce, ma non potevo fare di più. Penso che non avesse molta voglia di qualcuno che gli faceva continuamente domande. -ha dichiarato Vermeersch ai microfoni di Sporza- Non è stata la mia giornata migliore. Ho qualche problema con un infortunio e questo mi frena. Anche se è tutto relativo, perché ho visto altri compagni di squadra soffrire molto di più. Non sono malato. Mi sento bene, per fortuna. Quindi per me non è un problema. Mancano ancora due giorni di sofferenza, ma il morale è buono. Ho ancora voglia di farcela. Speriamo che i compagni malati passino una buona notte e si sentano meglio domani. Ma è quello che è.”

Tim Wellens: "In un'altra corsa uno si ritirerebbe"

“In qualsiasi altra corsa uno si ritirerebbe, ma al Tour non lo fai. Sono felice di aver raggiunto il traguardo -ha dichiarato Wellens ai microfoni di VRT con voce fioca e sguardo spento-.”Ho ricevuto molto aiuto nel gruppetto e verso la fine ho fatto una cronometro fino al traguardo. Fortunatamente Tadej [Pogačar] è illeso e spero che rimanga così. È un peccato che Brandon [Mc Nulty] fosse in condizioni peggiori delle mie. Ha dovuto ritirarsi. Per fortuna, Adam  [Yates] ha avuto meno problemi di me. Spero di poter fare lo stesso domani. Fortunatamente, Tadej non è stato colpito e spero che rimanga così. È evidente che ci sono dei problemi di salute nella squadra, ma è un'ottima notizia che Tadej non ne abbia.

Maxim Van Gils: "Remco mi diceva di andare più forte, ma andavo già velocissimo"

“La vittoria era comunque fuori portata e non volevamo distruggerci le gambe per un decimo posto e qualche secondo -ha spiegato Van Gils ai microfoni di VRT-. Il ritmo imposto dalla Red Bull-Bora-Hansgrohe era comunque sostenuto. Volevamo controllare noi il ritmo sull'ultima salita per evitare un continuo effetto stop-and-go. Così abbiamo potuto salire a ritmo costante. Remco [Evenepoel] ha dato un'impressione eccellente. Quando ero in testa sull'ultima salita, ho sentito Remco nell'auricolare: "Si potrebbe andare un po' più forte." Io pensavo di andare già fortissimo. "Lasciami in pace!", è stata la mia risposta scherzosa. Remco era molto rilassato durante la tappa. Abbiamo chiacchierato un paio di volte del tempo e di quello che vedevamo lungo la strada. L'atmosfera è fantastica nella squadra. Remco sta bene, come del resto tutti. E questo lo trasmettiamo anche all'esterno. Domani ci aspetta un esame molto più difficile. Ne ho un po' paura, perché è una tappa così corta. Può succedere di tutto. E sabato si tratta semplicemente di pedalare più forte possibile per il maggior tempo possibile.”

Tour de France 2026, 19a tappa: Alpe d'Huez; I Atto