Secondo acuto in CDM dopo Beekse Bergen per Shirin van Anrooij
Ciclocross

Brand e Pieterse il pranzo natalizio di Van Anrooij

Shirin si prende la tappa di Coppa del Mondo a Gavere sconfiggendo Puck prima e Lucinda poi. Come a Mol ancora doppietta Baloise, la portacolori Alpecin è solo terza. Sugli scudi la giovane Backstedt

26.12.2022 14:53

Inizialmente collocata ad inizio dicembre all'interno del Superprestige, il cross di Gavere, in seguito alla cancellazione di Dendermonde (non definitiva, l'organizzatore Mettepenningen si augura di tornare già dalla prossima stagione), è stato sorprendentemente inserito nella Coppa del Mondo e in una data ancor più centrale nel calendario: Santo Stefano. Tradizionalmente riservato alla tappa di Heusden-Zolder, da quando questa è uscita dalla CDM, il 26 dicembre si è prima convertito alla succitata Dendermonde ed ora a Gavere, un cross con solide radici e che ha sempre presentato percorsi dall'elevato spessore tecnico.

Anche quest'anno il tracciato non delude, anzi, rispetto agli ultimi anni risulta ancor più duro sia altimetricamente, con ben tre salite inserite nel circuito oltre a quella lunghissima che da sempre rappresenta l'elemento più  iconico di Gavere, che tecnicamente, grazie ad un paio di contropendenze sapientemente inserite all'interno del percorso. Anche la startlist è all'altezza della competizione, nonostante le pesanti assenze di Ceylin Alvarado (scelta di calendario), Silvia Persico (uguale alla caraibica), Marianne Vos (rientrerà a Koksijde) e soprattutto di Fem van Empel, leader di Coppa rimasta a casa per recuperare dalle escoriazioni di Vermiglio. Le due favorite sono Puck Pieterse, già vincitrice in un tracciato durissimo come Overijse e nella prova U23 di Namur, per citare due percorsi con molti punti di contatto con Gavere, e Shirin van Anrooij, apparsa particolarmente in palla a Mol dopo il ritiro in Spagna con la Baloise. Da tener d'occhio sempre per rimanere in casa Nys anche Lucinda Brand, mentre rappresentano valide outsider Annemarie Worst, Kata Blanka Vas, solitamente a proprio agio in tracciati molto duri altimetricamente, Clara Honsinger, americana amante del fango e delle salite, e infine Zoe Backstedt, gallese figlia di Magnus che in condizioni simili può dire la sua già tra le élite.

Marie Schreiber scatta a razzo come al solito ma l'affondo di Pieterse non si fa attendere: sulla prima discesa tecnica e successiva salita fa il vuoto e si prende di forza la leadership solitaria. Immediata la risposta di Van Anrooij, che a piedi salta via le altre atlete e si mette in caccia della portacolori Alpecin. Puck le è superiore nei tratti in bicicletta, ma a piedi Shirin le si riporta sempre sotto, staccando anche una finalmente ritrovata Vas, in difficoltà a piedi (ma la magiara è storicamente debolissima in questo fondamentale) ma molto a proprio agio in sella, dove riesce perfino ad andare più forti delle due rivali storiche (le tre, insieme a Van Empel, si sono sfidate molteplici volte anche nelle categorie giovanili). Sul finire della prima tornata Van Anrooij si riporta su Pieterse e la stacca subito, sfruttando le grandi difficoltà di quest'ultima nella seconda parte del tracciato. Il distacco tra le due è di ben 10", ma Pieterse è braccata da Vas e Backstedt, mentre Brand, caduta ad inizio giro, sta iniziando ad ingranare e ben si sa quanto sia temibile l'iridata di Ostenda su percorsi dal dislivello simile.

Pieterse cerca di far fruttare la propria sublime guida del mezzo nella prima parte, molto tecnica, per ricucire su Van Anrooij e poi difendersi nella seconda. Shirin vede l'avversaria avvicinarsi prima del lungo salitone, ma proprio quando il sentiero inizia a farsi sempre più duro l'atleta della Baloise ricomincia a guadagnare su Puck, la quale paga la minor potenza nei confronti di Shirin, una centrale di watt per quanto spinge forte. Oltre a scoppiare da un punto di vista fisico, la vincitrice di Vermiglio è rallentata anche da un problema meccanico che le impedisce di far scorrere la bicicletta nei tratti in discesa e di andare avanti in sella in quelli in salita. La sua gara per la vittoria termina qui, a tre quarti del secondo round, sorpassata da Brand, Vas e Backstedt e ormai braccata da Honsinger, partita male come sempre ma in costante rimonta. Van Anrooij a metà gara ha quasi 20" di margine sulla compagna di squadra, sull'ungherese e sulla campionessa mondiale juniores, ma non può dormire sonni tranquilli perché Gavere nasconde insidie a ogni svolta.

Quasi come un lampo improvviso a scagliarsi nella serenità di Van Anrooij giunge la forte rimonta di Lucinda nel terzo giro; l'esperta olandese prima distanzia una Vas costantemente in difficoltà nella salita e poi, sempre nello stesso segmento, si rifa' sotto alla compagna di squadra, superandola con l'ausilio di una spallata prima delle ultime contropendenze del circuito. Qui però Lucinda pare accusare lo sforzo appena profuso e vede Van Anrooij allontanarsi di nuovo proprio prima del contro rettilineo erboso che precede la retta finale asfaltata. Shirin può contare al suono della campana su un margine di 12" nei confronti della compagna, con tutte le altre crossiste, partendo da Vas, terza, distanti dai 25" in su. Amministrare nella tornata finale, la quarta, è compito arduo ma non impossibile per lei, consapevole inoltre di avere nel tratto finale del circuito un segmento amico dove possiede un netto vantaggio nei confronti della rivale diretta Brand.

Le prime due posizioni non cambiano nel round finale, anzi, il primo posto di Van Anrooij e il secondo di Brand appaiono sempre più cristallizzati, mentre per la terza piazza la lotta è apertissima. Vas vanta solo pochi secondi di margine su Backstedt e Pieterse, la quale con molta grinta e determinazione non si è arresa dopo il problema meccanico e ha continuato a spingere a tutta, nonostante per la gara odierna si fosse immaginata tutt'altro scenario. La (anche) biker prende e passa Zoe in avvio di tornata e sulla lunga salita si riporta su una Vas totalmente in difficoltà, che non riesce a correre e quindi perde decine di secondi rispetto alle avversarie, iniziando proprio da Pieterse, che la stacca subito, e proseguendo con Backstedt, la quale a propria volta sorpassa a tripla velocità la crossista della SD Worx impietosamente piantata. Le posizioni del podio da questo momento in avanti non si rimescoleranno più.

La classifica finale premia una Van Anrooij perfetta sia sul piano atletico che su quello tattico, capace di sfruttare al meglio i propri punti forti, su tutti la corsa a piedi, e di mettere all'angolo prima Pieterse e poi Brand nello scontro diretto. Proprio Lucinda chiude in seconda piazza come a Mol, stavolta staccata di 37" e dopo un lungo periodo buio può finalmente guardare al futuro, che significa soprattutto campionato nazionale e campionato del mondo, con rinnovata fiducia. Chiude il podio a 50" una comprensibilmente delusa Pieterse, la quale perde l'opportunità di riaprire la generale sfruttando l'assenza di Van Empel (ha recuperato sì, ma rimane comunque distante 40 punti da Fem). Quarto posto a 1'01" per la straordinaria Zoe Backstedt, in gran forma e decisamente a proprio agio in tracciati così tosti e fangosi. Vas si salva tutto sommato bene chiudendo quinta a 1'17" e già questo rappresenta di per sé una notizia visto che l'ungherese era da tantissimo tempo che non destava così buone sensazioni (in circuiti in cui ci saranno meno tratti da percorrere a piedi potrà sicuramente farsi valere ben di più). Sesta Honsinger a 1'24", la cui rimonta è stata interrotta da una caduta, come suggerito dal taglio visibile sul ginocchio destro, mentre è settima a 1'35" Worst, alla quale servirà ancora tempo perché possa tornare a sfidare le prime della classe. Chiudono in top ten anche Manon Bakker a 1'48", Aniek van Alphen a 2'14" e Inge van der Heijden a 2'30". Line Burquier rimane fuori dalle dieci e chiude con un po' di delusione undicesima a 2'41". Migliori due italiane Francesca Baroni e Sara Casasola, rispettivamente ventunesima e ventiduesima a quasi cinque minuti dalla vincitrice.

Vittorio Adorni corridore, precursore, uomo del secolo nuovo
Spettacolo puro a Gavere, alla fine la spunta Mathieu!