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Muscat Classic e Tour of Oman 2024 - Analisi del percorso

In Oman si confermano gli arrivi inediti dell'anno scorso e il secondo appuntamento con la Muscat Classic alla vigilia; in 6 giorni una sola volata e tante salite di varia tipologia

09.02.2024 21:00

In Oman vengono confermati in maniera quasi speculare (ma non perfettamente identici) i percorsi del 2023 anche per la Muscat Classic e il Tour of Oman 2024. La classica di apertura presenta un tracciato perfettamente identico all'anno passato, composto dal susseguirsi di salite brevi ma molto ripide; a seguire si corre il Tour of Oman su 5 tappe, mantenendo tutte le sedi di tappa del 2023, con qualche variazione sul tracciato. La prima tappa sarà l'unica da volata, mentre le altre arrivano di fatto tutte in salita, offrendo una certa varietà nella difficoltà delle asperità proposte (brevi strappi, rampe da garage e salite vere).
 

Muscat Classic

Venerdì 9 febbraio: Al Mouji Muscat - Al Bustan (174.3 km)

Altimetria Muscat Classic

I 6 giorni di gara si aprono con la Muscat Classic, la cui seconda edizione presenta esattamente lo stesso tracciato dell'anno passato. Dopo 80 km prevalentemente pianeggianti si affronta la dura e “storica” salita di Jabal Road che apre le danze a 90 km dal traguardo in vista dell'ingresso nel circuito finale che verrà percorso una volta e mezzo. Si inizia con il primo passaggio sulle salite Hamriyah (900 metri al 10.1%, seguito da un tratto ondulato di 2 km con altri brevi ripidi strappi; scollinamento dopo complessivi 2.8 km al 5.2%) e Al Jissah (ufficialmente 1.1 km al 10%, ma dopo un tratto di respiro la strada poi sale ulteriormente per un altro km all'8%, per totali 2.7 km al 7.2%). Si scende su Al Bustan, ma senza passare dal via si fa dietro-front per restare sul circuito e percorrere un intero giro: così si affronta per la prima volta la salita di Wadi Al Kabir (2.1 km al 6.3%, ultimi 1200 metri all'8.8% di media) a 38 km dal traguardo, quindi di nuovo Hamriyah a 23 km dall'arrivo e Al Jissah (GPM a 5.4 km; scollinamento finale a 3.7 km dal traguardo). La discesa termina a 900 metri dal traguardo, dove si esce dal circuito per raggiungere la linea di arrivo con un lungo rettilineo pianeggiante.
 

Tour of Oman: tappa per tappa

Sabato 10 febbraio - 1a tappa: Oman Across Ages Museum - Oman Convention and Exhibition Centre (181.5 km)

Altimetria 1a tappa

La prima frazione è la più semplice delle cinque e si chiuderà quasi sicuramente con una volata a ranghi compatti. Attenzione però all'ultimo rettilineo sensibilmente inclinato, con l'ultimo km che presenta una pendenza media intorno al 3%.
 

Domenica 11 febbraio - 2a tappa: As Sifah - Qurayyat (170.4 km)

Altimetria 2a tappa

È già il momento del primo arrivo in salita, che chiamerà allo scoperto gli uomini di classifica. La tappa potrebbe risultare caotica fin dalla partenza, con i primi km ondulati che si correranno sulle strade della Muscat Classic: dopo la partenza già in salita, molto presto si ripercorreranno le ascese di Al Jissah e Al Wadi Al Kabir descritte più su. La corsa si fa poi meno esigente con ancora alcune ondulazioni intervallate da tratti più o meno lunghi in falsopiano. La salita finale di 2.6 km al 7%, al contrario dell'anno scorso, sarà scalata una sola volta.
 

Lunedì 12 febbraio - 3a tappa: Al Khobar - Jabal Haat (169.3 km)

Altimetria 3a tappa

Alla terza tappa viene confermato il nuovo arrivo in quota di Jabal Haat, rampa da garage un po' vueltesca che modificherà ulteriormente la classifica generale. La tappa presenta un tracciato piuttosto semplice fino ai piedi della salita finale, durante la quale il gruppo dovrebbe esplodere tutto d'un tratto. I complessivi 4.6 km all'8.5% salgono in modo irregolare, tramite il susseguirsi di tre rampe in doppia cifra: con i primi due strappi di lunghezza inferiore ad 1 km, intervallati da tratti in falsopiano, si giunge agli ultimi 1500 metri, dove la strada impenna in modo definitivo, con punte che sfiorano il 20%.
 

Martedì 13 febbraio - 4a tappa: Al Rustaq Fort > Yitti Hills (207.5 km)

Altimetria 4a tappa

Anche in questo caso la tappa ricalca nel finale quello del 2023, ma è stata indurita tramite l'inserimento di altre salite e l'aumento del chilometraggio, risultando un bel test per gli uomini da Ardenne anche sulla distanza. Dopo 90 km si sale lo strappo di Fanja (1.1 km al 9.1%), poi la corsa viene spezzata nettamente dalla dura salita di Jabal Road (3.3 km al 9.8%) a 52.3 km dal traguardo. Ci siamo già reintrodotti sulle strade della Muscat Classic, che verranno percorso in senso inverso: si affronta prima 1 km di salita al 4/5% verso Wadi Al Kabir, poi la salita di Al Jissah, formalmente di 2.5 km al 6.9%, ma con pendenze molto più sensibili negli ultimi 1500 metri (9% di media). Mancheranno a questo punto soltanto 11 km dal traguardo e la corsa potrebbe già essere esplosa. La strada non sarà più del tutto pianeggiante fino al traguardo, con un paio di zampellotti di lunghezza inferiore ad 1 km che portano ai piedi dell'ultimo strappo: dei 1600 metri complessivi al 6.8%, i primi 1000 sono i più duri, con una media del 7.6%. Dal GPM mancheranno soltanto 900 metri al traguardo, posto anch'esso in leggera salita.
 

Mercoledì 14 febbraio - 5a tappa: Samail “Al Fayhaa Resthouse” > Jabal al Akhdhar (152.2 km)

Altimetria 5a tappa

La corsa si chiude con l'ascesa classica alla Green Mountain, salita che storicamente è in grado di creare ampi distacchi. La tappa procede appena ondulata per oltre 130 km fino ai piedi dell'ultima terribile ascesa di 5.7 km al 10.5%: fatta eccezione per un paio di tratti pedalabili, perfetti per rilanciare ed ampliare i distacchi, la strada si inerpica con pendenze costantemente superiori al 12%. Se fino a questo momento il gruppo ha avuto a che fare con salite più o meno brevi (anche se tutte ripide), qua gli scalatori più puri possono provare a prendersi la classifica finale su una salita vera.

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La stagione perfetta non esiste, a meno che non ti chiami Célia Gery!
Francesco Dani
Volevo fare lo scalatore ma non mi è riuscito; adesso oscillo tra il volante di un'ammiraglia, la redazione di questa testata, e le aule del Dipartimento di Beni Culturali a Siena, tenendo nel cuore sogni di anarchia.