Dopo un ottimo Tour de France, "Una settimana chiave" per il futuro di Paula Blasi
La spagnola di UAE Team L'IMAD ha chiuso al quinto posto, pur senza partire come capitana. "Mi sono sempre fidata della squadra". Secondo 3Cat ci sono ancora tre opzioni sul tavolo

Il secondo posto nell'ultima tappa di Nizza ha chiuso il primo Tour de France della carriera di Paula Blasi, la più discussa tra chi non è stata direttamente in corsa per la maglia gialla. La vincitrice della Vuelta ha chiuso al quinto posto in classifica generale, pur partendo da dietro nelle gerarchie interne al UAE Team L'IMAD, che oltre al podio di Elisa Longo Borghini ha vinto anche la classifica a squadre. Una situazione non semplice per la giovane spagnola, che in patria sta ricevendo sempre più attenzioni e alla vigilia del Tour è finita sulla prima pagina di AS con un'intervista, ma che ha saputo gestire con maturità sia verso l'interno che verso il pubblico.
Il Tour de France di Paula Blasi
Il Tour de France di Blasi è iniziato due giorni prima della partenza con un'intervista rilasciata a Thijs Zonneveld per La Koers, in cui ha confermato che non sarebbe stata una delle leader della squadra, che aveva scelto di puntare su Longo Borghini e su Dominika Włodarczyk. “Voglio fidarmi della squadra sulle performance, loro conoscono tutti i valori e i numeri e hanno le loro idee, non ho un'opinione su questo. Seguirò quello che la squadra mi dice di fare", aveva dichiarato la classe 2003. Nei primi giorni ci sono stati effettivamente alcuni momenti in cui ha dovuto svolgere compiti di puro gregariato, mentre la sua direttrice sportiva Cherie Pridham rilasciava delle dichiarazioni per cercare di minimizzare, incalzata dallo stesso Zonneveld.
L'ambiente UAE ha mostrato a riprese il proprio fastidio per le inevitabili questioni sollevate dai media riguardo a una decisione ampiamente discussa e discutibile, anche attraverso delle dichiarazioni di Longo Borghini dopo la cronometro e di Włodarczyk nei giorni successivi, mentre Pridham ha ribadito la chiarezza delle gerarchie alla vigilia della tappa del Mont Ventoux. Alla fine Blasi è rimasta sempre in classifica e ha lavorato molto bene insieme alla campionessa italiana nei giorni successivi, salendo fino al quinto posto mentre la compagna di squadra si prendeva il podio all'ultima tappa, dopo le difficoltà in salita e la successiva caduta di Marlen Reusser.
Sul penultimo Col d'Eze c'è stato l'ultimo episodio di corsa di una settimana piena di momenti particolari dentro e fuori dalla gara, legati a una gestione interna molto complessa di obiettivi diversi. La spagnola aveva provato ad attaccare in salita per mettere in difficoltà Antonia Niedermaier, con cui si stava giocando la maglia bianca e a cui doveva recuperare poco più di un minuto, ma è stata fermata via radio da Longo Borghini dopo poche pedalate. In un'intervista alla tv catalana 3Cat, Blasi ha spiegato che Longo Borghini le aveva detto di rinunciare al tentativo proprio perché alla sua ruota c'era Niedermaier, la rivale più vicina al podio, per cui proseguire l'azione non sarebbe stato conveniente. Alla fine, grazie al secondo posto sul traguardo, la nuova co-leader UAE ha guadagnato una posizione nei confronti di Cédrine Kerbaol, ma non ha guadagnato tempo sulla rivale nella classifica delle giovani.

Dopo l'arrivo, Blasi è stata intercettata ancora da La Koers, con cui ha fatto un bilancio finale della sua prima esperienza al Tour. “In un certo senso ho dovuto dimostrare qualcosa, a volte il ciclismo funziona così. Quando c'è un piano, anche se ti può sembrare strano, bisogna accettarlo e seguirlo, e anche se non ero sicura che fosse la cosa giusta mi sono sempre fidata della squadra. Anche se c'è una leader chiara può avere una giornata storta, le cose possono cambiare sulla strada e bisogna adattarsi. Sapevamo tutte cosa stavano dicendo i media e ne abbiamo parlato, siamo state molto oneste tra di noi nel dire ‘la strategia è questa e ci impegniamo tutte per questo, poi se sulle salite dobbiamo cambiarla la cambieremo’. Alla fine sono le gambe che parlano, anche io se fossi stata leader e non mi fossi sentita al meglio lo avrei detto. Sul Mont Ventoux siamo rimaste davanti io ed Elisa, e Domi non ha avuto problemi ad aiutarci nelle tappe sucessive e ha fatto un grandissimo lavoro.”
'Una settimana decisiva’ per un futuro ancora incerto
Alla fine, tra Blasi e Longo Borghini c'è stata intesa nei momenti decisivi della corsa e un atteggiamento positivo anche dopo gli arrivi, segno che l'atmosfera tra le atlete è rimasta molto buona. La pressione è stata sollevata da decisioni interne discutibili e non dal conseguente rumore mediatico, ma il Tour della UAE a conti fatti si può considerare un successo. Ora in gioco c'è il futuro di una giovane promessa che ha già dimostrato di avere i numeri per poter competere ai massimi livelli, con il potenziale per poter ambire alla maglia gialla nel prossimo futuro. Già nelle settimane successive alla Vuelta si è saputo che nel contratto di Blasi, in scadenza nel 2027, c'è una clausola di uscita molto accessibile (100.000 euro), con diverse squadre interessante e l'intenzione del suo entourage (l'agenzia A&J All Sports dei fratelli Carera) di renderla una delle cicliste più pagate al mondo.
Questo è stato il tema di fondo di tutte le discussioni dell'ultima settimana, ma la prossima potrebbe essere quella chiave per conoscere il futuro di Blasi. Lo scorso 27 giugno Wielerflits aveva dato per imminente il trasferimento alla Movistar, con una trattativa in fase molto avanzata, ma nelle ultime settimane si è capito che non c'è ancora un accordo definito con nessuna squadra, come confermato anche dalla diretta interessata. Secondo quanto pubblicato questa mattina da 3Cat, ci sarebbero ancora tre opzioni sul tavolo.
Oltre alla Movistar, non sarebbe da escludere completamente nemmeno un rinnovo con la UAE, un'ipotesi piuttosto sorprendente dopo quanto si è visto in questo Tour, anche se Blasi ha sempre rispettato le scelte della squadra e ha avuto un atteggiamento positivo nei confronti delle compagne in ogni momento. Qualora dovesse rimanere, troverebbe ancora per una stagione la sua mentore Mavi García, che ieri ha confermato ad AS di non volersi ritirare prima della fine del 2027.
Dall'altra parte c'è un interesse anche della Lidl-Trek, che vuole aggiungere una leader forte per le corse a tappe. Secondo Daniel Benson, nella gestione di Luca Guercilena era stata raggiunta un'intesa preliminare con Kasia Niewiadoma, che però non è stata ancora definita con il nuovo management per questioni legate a diritti di immagine. La seconda classificata al Tour de France non ha ancora firmato nessun accordo per il 2027, e il suo futuro potrebbe essere in qualche modo legato a quello di Paula Blasi.